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Mons. Gallagher all’ONU: “I cristiani sono i più perseguitati al mondo, ma la comunità internazionale guarda altrove”

Mons. Paul Gallagher, Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati. | Credito: Daniel Ibáñez/CNA.
Mons. Paul Gallagher, Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati. | Credito: Daniel Ibáñez/CNA.

Intervenendo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, ha denunciato con forza la crescente persecuzione contro i cristiani nel mondo e ha lanciato un appello accorato in difesa della dignità umana e del diritto alla vita.

La denuncia: “I cristiani sono i più perseguitati, ma il mondo distoglie lo sguardo”

Mons. Paul Richard Gallagher ha preso la parola lunedì 30 settembre all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, per denunciare l’aggravarsi della persecuzione contro i cristiani e il silenzio complice della comunità internazionale.

“I dati dimostrano che i cristiani sono il gruppo religioso più perseguitato a livello globale, eppure la comunità internazionale sembra distogliere lo sguardo dalla loro situazione”, ha dichiarato l’arcivescovo britannico.

Ha poi aggiunto: “I cristiani nel mondo sono sottoposti a persecuzioni severe, che includono violenze fisiche, incarcerazioni, sfollamenti forzati e perfino martirio”.

Oltre 360 milioni di cristiani perseguitati

Secondo Mons. Gallagher, più di 360 milioni di cristiani vivono in aree dove affrontano gravi forme di persecuzione o discriminazione. “Gli attacchi contro chiese, abitazioni e comunità si sono intensificati negli ultimi anni”, ha sottolineato.

Il diritto alla vita: fondamento di ogni altro diritto

Nel suo intervento, il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha ribadito con fermezza la posizione della Santa Sede sul diritto alla vita, definendolo “requisito fondamentale per l’esercizio di tutti gli altri diritti”. Ha quindi condannato “l’illegittimità di ogni forma di aborto procurato e di eutanasia”.

Ha inoltre denunciato la diffusione di quella che ha definito una “cultura della morte”, esortando la comunità internazionale a destinare risorse alla protezione della vita e all’accompagnamento di chi vive situazioni difficili, affinché possa fare scelte che affermano la dignità e la sacralità della vita.

Libertà senza verità: una distorsione pericolosa

L’arcivescovo ha messo in guardia contro una concezione della libertà slegata dalla verità oggettiva e universale: “Quando la libertà ignora anche l’evidenza più chiara di una verità oggettiva, che è alla base della vita personale e sociale, la persona diventa schiava del proprio interesse soggettivo e mutevole”.

Secondo Mons. Gallagher, questa visione conduce a una “grave distorsione” della società, dove “tutto diventa negoziabile, perfino il primo dei diritti fondamentali: il diritto alla vita”.

La condanna della maternità surrogata

Un altro tema affrontato è stato quello della maternità surrogata, che il rappresentante vaticano ha definito una “grave violazione della dignità della donna e del bambino”.

“Questa pratica riduce l’essere umano a un prodotto e compromette la sua inviolabile dignità”, ha affermato, rinnovando l’appello della Santa Sede per una proibizione internazionale della maternità surrogata.

Povertà e ingiustizie in un mondo ricco

Nel suo intervento, Mons. Gallagher ha espresso sconcerto per il fatto che, in un’epoca caratterizzata da “progressi tecnologici e ricchezze senza precedenti”, milioni di persone non abbiano ancora accesso ai beni essenziali.

“La persistenza della povertà estrema, in particolare nelle regioni colpite da conflitti, cambiamenti climatici e disuguaglianze strutturali, richiede un’azione urgente e collettiva”, ha affermato.

La richiesta di cancellazione del debito dei Paesi poveri

Infine, l’arcivescovo ha rivolto un forte appello alla cancellazione del debito estero dei Paesi più poveri, sottolineando che i vincoli finanziari “intrappolano le nazioni nella povertà e devono essere cancellati per una questione di giustizia”.

Ha ribadito che la Santa Sede invita la comunità internazionale a mettere al centro la persona umana, promuovendo uno sviluppo integrale che unisca benessere materiale, crescita spirituale e coesione sociale.

“I poveri non devono essere visti come un problema – ha concluso – ma come persone che possono diventare protagonisti nella costruzione di un futuro più umano per tutti”.

Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.

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