Un nuovo rapporto denuncia l’agghiacciante escalation della persecuzione contro i cristiani in Nigeria. Tra chiese devastate, sacerdoti rapiti o uccisi e milioni di sfollati, la situazione assume i contorni di una vera emergenza umanitaria e religiosa.
Sacerdoti nel mirino: il martirio di don Matthew Eya
Don Matthew Eya, parroco della chiesa di San Carlo a Eha-Ndiagu, nello Stato di Enugu, è stato brutalmente assassinato il 19 settembre mentre tornava alla sua parrocchia. Due uomini armati in motocicletta hanno sparato alle gomme della sua auto costringendolo a fermarsi, per poi colpirlo a distanza ravvicinata. Secondo le testimonianze riportate da Fides, non si è trattato di un tentativo di rapimento finito male, ma di un omicidio mirato.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente violenza contro i sacerdoti cattolici, specialmente nel sud-est del Paese, teatro di numerosi attacchi da parte di milizie fulani e gruppi estremisti.
Un bilancio drammatico: sacerdoti rapiti, uccisi o scomparsi
Secondo un recente rapporto dell’ONG International Society for Civil Liberties and Rule of Law (Intersociety), aggiornato a settembre, almeno 15 sacerdoti sono stati rapiti tra gennaio e settembre 2025.
Dal 2015, secondo la Conferenza Episcopale Cattolica della Nigeria (CBCN), si contano almeno:
- 145 sacerdoti rapiti,
- 11 assassinati,
- 4 ancora dispersi.
Ma Intersociety sostiene che i numeri reali siano molto più alti: almeno 250 sacerdoti cattolici aggrediti e oltre 350 pastori di altre confessioni cristiane.
Tra estorsioni e terrorismo: le motivazioni degli attacchi
Il rapporto attribuisce le violenze a un intreccio tra gruppi jihadisti e bande criminali dedite al profitto. I sacerdoti sono vittime di:
- rapimenti per riscatto (con cifre fino a decine di milioni di naira o migliaia di dollari),
- furti di veicoli di lusso destinati alla rivendita sul mercato nero,
- agguati armati.
Un caso recente è quello di don Wilfred Ezemba, parroco della chiesa di San Paolo ad Agaliga-Efabo (Stato di Kogi), rapito il 12 settembre da presunti jihadisti e rilasciato il 16 settembre.
Oltre 19.000 chiese distrutte: tre ogni giorno
Dall’insurrezione di Boko Haram nel 2009 a oggi, 19.100 chiese cristiane sono state distrutte, saccheggiate o chiuse con la forza — una media di 1.200 all’anno, 100 al mese, oltre tre al giorno.
Le violenze non colpiscono solo le chiese cattoliche, ma anche le cosiddette “chiese dalle vesti bianche” e altre denominazioni cristiane.
L’ondata persecutoria ha costretto quasi 15 milioni di persone a fuggire dalle loro case, villaggi e luoghi di culto. Un vero esodo di massa interno alla Nigeria.
Complicità sospette nelle forze di sicurezza
Il rapporto di Intersociety denuncia anche il coinvolgimento di unità speciali dell’esercito e della polizia nigeriana, accusate di:
- rapimenti,
- omicidi,
- sparizioni forzate di pastori cristiani.
Le autorità giustificano tali operazioni come parte della lotta al secessionismo nella regione del Biafra, ma i sospetti di abusi sono gravi e diffusi.
Le aree più colpite dalla violenza religiosa
Le regioni più martoriate includono:
- Taraba, Adamawa, Borno, Kaduna, Benue, Plateau,
- Enugu, Imo, Niger, Kogi, Nasarawa, Bauchi, Yobe,
- Southern Kaduna.
Qui agiscono gruppi come Boko Haram, ISWAP (Provincia dell’Africa Occidentale dello Stato Islamico), miliziani fulani e bande armate che fondono ideologia religiosa e criminalità organizzata.
Campi jihadisti: almeno 850 cristiani prigionieri
Uno degli aspetti più inquietanti del rapporto è l’esistenza di veri e propri campi jihadisti, come quello a Rijana (Stato di Kaduna), dove sono detenuti almeno 850 cristiani in condizioni disumane. Molti sono torturati o uccisi se le famiglie non pagano il riscatto.
Tra le vittime recenti:
- religiose rapite e rilasciate dopo il pagamento,
- sacerdoti assassinati o rapiti negli Stati di Enugu e Kogi.
Infine, Intersociety denuncia rapimenti sistematici di bambini cristiani nelle regioni orientali del Paese. I minori vengono trasferiti in orfanotrofi islamici del nord con lo scopo di convertirli forzatamente, colpendo anche scuole cattoliche e comunità parrocchiali.
Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.






