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Nigeria, persecuzione dei cristiani: 1.200 chiese distrutte ogni anno e centinaia di vittime

Agenti della sicurezza nigeriana durante un’operazione militare in vista delle elezioni governative a Benin City, nello Stato di Edo, Nigeria, il 17 settembre 2020. | Credito: Oluwafemi Dawodu/Shutterstock
Agenti della sicurezza nigeriana durante un’operazione militare in vista delle elezioni governative a Benin City, nello Stato di Edo, Nigeria, il 17 settembre 2020. | Credito: Oluwafemi Dawodu/Shutterstock

Un nuovo rapporto denuncia l’agghiacciante escalation della persecuzione contro i cristiani in Nigeria. Tra chiese devastate, sacerdoti rapiti o uccisi e milioni di sfollati, la situazione assume i contorni di una vera emergenza umanitaria e religiosa.

Sacerdoti nel mirino: il martirio di don Matthew Eya

Don Matthew Eya, parroco della chiesa di San Carlo a Eha-Ndiagu, nello Stato di Enugu, è stato brutalmente assassinato il 19 settembre mentre tornava alla sua parrocchia. Due uomini armati in motocicletta hanno sparato alle gomme della sua auto costringendolo a fermarsi, per poi colpirlo a distanza ravvicinata. Secondo le testimonianze riportate da Fides, non si è trattato di un tentativo di rapimento finito male, ma di un omicidio mirato.

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente violenza contro i sacerdoti cattolici, specialmente nel sud-est del Paese, teatro di numerosi attacchi da parte di milizie fulani e gruppi estremisti.

Un bilancio drammatico: sacerdoti rapiti, uccisi o scomparsi

Secondo un recente rapporto dell’ONG International Society for Civil Liberties and Rule of Law (Intersociety), aggiornato a settembre, almeno 15 sacerdoti sono stati rapiti tra gennaio e settembre 2025.

Dal 2015, secondo la Conferenza Episcopale Cattolica della Nigeria (CBCN), si contano almeno:

  • 145 sacerdoti rapiti,
  • 11 assassinati,
  • 4 ancora dispersi.

Ma Intersociety sostiene che i numeri reali siano molto più alti: almeno 250 sacerdoti cattolici aggrediti e oltre 350 pastori di altre confessioni cristiane.

Tra estorsioni e terrorismo: le motivazioni degli attacchi

Il rapporto attribuisce le violenze a un intreccio tra gruppi jihadisti e bande criminali dedite al profitto. I sacerdoti sono vittime di:

  • rapimenti per riscatto (con cifre fino a decine di milioni di naira o migliaia di dollari),
  • furti di veicoli di lusso destinati alla rivendita sul mercato nero,
  • agguati armati.

Un caso recente è quello di don Wilfred Ezemba, parroco della chiesa di San Paolo ad Agaliga-Efabo (Stato di Kogi), rapito il 12 settembre da presunti jihadisti e rilasciato il 16 settembre.

Oltre 19.000 chiese distrutte: tre ogni giorno

Dall’insurrezione di Boko Haram nel 2009 a oggi, 19.100 chiese cristiane sono state distrutte, saccheggiate o chiuse con la forza — una media di 1.200 all’anno, 100 al mese, oltre tre al giorno.

Le violenze non colpiscono solo le chiese cattoliche, ma anche le cosiddette “chiese dalle vesti bianche” e altre denominazioni cristiane.

L’ondata persecutoria ha costretto quasi 15 milioni di persone a fuggire dalle loro case, villaggi e luoghi di culto. Un vero esodo di massa interno alla Nigeria.

Complicità sospette nelle forze di sicurezza

Il rapporto di Intersociety denuncia anche il coinvolgimento di unità speciali dell’esercito e della polizia nigeriana, accusate di:

  • rapimenti,
  • omicidi,
  • sparizioni forzate di pastori cristiani.

Le autorità giustificano tali operazioni come parte della lotta al secessionismo nella regione del Biafra, ma i sospetti di abusi sono gravi e diffusi.

Le aree più colpite dalla violenza religiosa

Le regioni più martoriate includono:

  • Taraba, Adamawa, Borno, Kaduna, Benue, Plateau,
  • Enugu, Imo, Niger, Kogi, Nasarawa, Bauchi, Yobe,
  • Southern Kaduna.

Qui agiscono gruppi come Boko Haram, ISWAP (Provincia dell’Africa Occidentale dello Stato Islamico), miliziani fulani e bande armate che fondono ideologia religiosa e criminalità organizzata.

Campi jihadisti: almeno 850 cristiani prigionieri

Uno degli aspetti più inquietanti del rapporto è l’esistenza di veri e propri campi jihadisti, come quello a Rijana (Stato di Kaduna), dove sono detenuti almeno 850 cristiani in condizioni disumane. Molti sono torturati o uccisi se le famiglie non pagano il riscatto.

Tra le vittime recenti:

  • religiose rapite e rilasciate dopo il pagamento,
  • sacerdoti assassinati o rapiti negli Stati di Enugu e Kogi.

Infine, Intersociety denuncia rapimenti sistematici di bambini cristiani nelle regioni orientali del Paese. I minori vengono trasferiti in orfanotrofi islamici del nord con lo scopo di convertirli forzatamente, colpendo anche scuole cattoliche e comunità parrocchiali.

Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.

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