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Un centro cattolico di sostegno psicologico offre aiuto ai residenti traumatizzati dalla guerra in Cisgiordania

Una sessione di gruppo in corso al Bailasan con suor Lorena Saenz. (foto: per gentile concessione di Bailasan)
Una sessione di gruppo in corso al Bailasan con suor Lorena Saenz. (foto: per gentile concessione di Bailasan)

A pochi passi dalla Basilica della Natività, nel cuore della martoriata Betlemme, nasce Bailasan, il primo centro cattolico di consulenza psicologica in Cisgiordania. Un’opera sostenuta dal Patriarcato Latino e da Aiuto alla Chiesa che Soffre, che offre un aiuto concreto e spirituale a giovani e famiglie segnate dal conflitto.

Un’oasi di speranza a Betlemme

Per molti giovani della Cisgiordania, vivere in pace è un sogno mai realizzato. A Betlemme, città della nascita di Cristo, Bailasan si propone come risposta concreta al disagio diffuso: è il primo centro cattolico di sostegno psicologico e spirituale nella regione, aperto nel giugno 2024 grazie al sostegno del Patriarcato Latino di Gerusalemme e di Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Il nome Bailasan richiama il versetto biblico di Geremia 8,22: «Non c’è forse balsamo in Galaad?» — un riferimento alla guarigione tanto desiderata da una popolazione ferita nel corpo e nello spirito.

Il direttore, padre Francis Shahin, con esperienza in counseling psicologico e spirituale, ha visto realizzarsi un sogno: «Non siamo abituati alla consulenza psicologica qui, quindi all’inizio c’era timore. Per questo abbiamo iniziato con sessioni di gruppo, per spiegare il significato di questo approccio», racconta.

Padre Francis Shahin parla a un gruppo. (foto: per gentile concessione di Bailasan)

Le sfide quotidiane: stress, separazioni e precarietà

I motivi principali per cui le persone si rivolgono a Bailasan sono stress, ansia e disagi familiari. La suora comboniana Lorena Sesatty Saenz, psicologa messicana, descrive situazioni complesse: «Molti padri sono all’estero per lavoro, lasciando le madri sole con i figli, che spesso iniziano a ribellarsi. Questo ha conseguenze sul rendimento scolastico e crea tensioni nella coppia».

A ciò si aggiunge la difficoltà di spostarsi: «Anche per andare a lavorare a Gerusalemme bisogna affrontare lunghi controlli ai checkpoint», spiega padre Shahin. «Tanti giovani vogliono emigrare. Si sentono stranieri nella loro stessa città».

Aiutare a vivere il presente con Dio

Il lavoro del centro punta a riportare le persone al presente, alla consapevolezza del qui e ora come spazio in cui incontrare sé stessi e Dio. «Molti vivono nel passato o proiettati in un futuro incerto», spiega suor Lorena. «Insegnare a vivere l’oggi permette di ritrovare equilibrio e speranza».

Il sostegno del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, in visita a giugno 2025, è stato fondamentale. Ha incontrato lo staff, condiviso il pasto con loro e confermato la fiducia nella missione del centro.

Terapie individuali e di gruppo per ogni età

La consulenza è gratuita, ma chi può è invitato a fare una donazione. Le sessioni di gruppo spesso portano alla richiesta di incontri individuali, su segnalazione di parroci locali. I disturbi più frequenti? Depressione, difficoltà decisionali, fobie.

Padre Shahin osserva: «I ragazzi sono depressi, ma non suicidi. La loro speranza è ancora nella fede in Dio».

I giovani sono tra coloro che cercano assistenza. (foto: per gentile concessione di Bailasan)

Arte, spiritualità e formazione: guarigione integrale

La assistente sociale Hala Batarseh segue giovani, madri e coppie, anche attraverso la terapia artistica: «Usiamo il disegno, la creta, la pittura su vasi da piantare come simbolo di rinascita». In particolare, ha attivato un laboratorio per madri di bambini disabili e un percorso di autoconsapevolezza per adolescenti, culminante con una piccola cerimonia di “diploma”.

Da settembre a dicembre, Bailasan propone anche un corso di preparazione al matrimonio: si affrontano tematiche mediche, economiche e spirituali, con l’intervento di un sacerdote sul valore della preghiera nella vita di coppia.

Le madri dipingono insieme durante una sessione. (foto: per gentile concessione di Bailasan)

Un impatto concreto: numeri e testimonianze

Dal giorno dell’apertura, Bailasan ha seguito 46 persone in incontri individuali e sta monitorando attualmente 25 casi attivi. Ha organizzato 8 corsi formativi, coinvolgendo 175 persone, e circa 700 attraverso progetti esterni in scuole, parrocchie e altre istituzioni.

«Utilizziamo anche versetti biblici per aiutare nella guarigione, in particolare nei momenti di lutto o difficoltà nella coppia», spiega Hala. «La Parola di Dio dà forza, conforto, motivazione».

“Non ho più mollato”: la testimonianza di Abeer

Abeer Andoni, 23 anni, di Betlemme, ha trovato nuova forza nel centro. «Mi hanno insegnato a essere più organizzata e paziente. Cercavo lavoro e mi sentivo scoraggiata. Hala mi ha aiutato a creare un programma di lettura e apprendimento a casa. È stata una vera guida».

Un balsamo per un popolo ferito

Con il suo approccio integrato, Bailasan rappresenta un segno di speranza per una comunità provata dalla guerra. Una testimonianza viva di come la Chiesa possa essere vicina, ascoltare e guarire le ferite più profonde, con la forza della fede e della carità.

Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato sul National Catholic Register.

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