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Natale in Vaticano: un presepe pro-vita con la Vergine Maria incinta

Immagine della Vergine Maria incinta. | Credito: Paula en el Bosque
Immagine della Vergine Maria incinta. | Credito: Paula en el Bosque

Un segno forte a difesa della vita nascente

Per il Natale 2025, il Vaticano allestirà nell’Aula Paolo VI un presepe speciale a tema pro-vita: la scena includerà una statua della Vergine Maria incinta e 28.000 nastri che simboleggiano le vite salvate dall’aborto grazie alla preghiera e al sostegno offerto a tante madri da istituzioni cattoliche.

La monumentale opera, intitolata Gaudium (“Gioia”), è firmata dall’artista costaricana Paula Sáenz, specializzata in arte sacra. Il presepe, lungo cinque metri, profondo tre e alto due metri e mezzo, resterà fedele alla tradizione con la presenza di San Giuseppe, i Magi, i pastori e gli animali, ma introdurrà una novità: due immagini intercambiabili della Vergine Maria.

La “dolce attesa” e l’adorazione

Durante l’Avvento, verrà esposta una statua di Maria incinta, segno della “dolce attesa”. Nella Notte di Natale, la figura sarà sostituita da una Madonna in adorazione, davanti al Bambino deposto nella culla.

Sotto il muschio e la paglia della capanna verranno posti 28.000 nastri: un richiamo concreto alle vite salvate grazie alle campagne di preghiera dei “40 Giorni per la Vita” e al sostegno dell’Istituto Femminile di Salute Integrale (IFEMSI) in Costa Rica, che aiuta donne incinte in situazioni di vulnerabilità.

«Questo presepe è un grido del cielo: salviamo e custodiamo la vita fin dal grembo materno», ha dichiarato Paula Sáenz.

Paula mentre dipinge icone bizantine. Credito: Paula en el Bosque

Le preghiere dei bambini malati

Nella culla di Gesù saranno inoltre collocati 400 nastri con intenzioni scritte dai bambini ricoverati nell’Ospedale Nazionale dei Bambini di San José. «Il loro dolore – ha detto l’artista – riscalderà la culla del Bambino Gesù».

L’arte come preghiera

Sáenz ha raccontato che la sua vocazione artistica è nata dopo un “miracolo personale”: il dono di un figlio tanto atteso. Da allora ha lasciato il lavoro nel design pubblicitario per dedicarsi interamente all’arte sacra. «Non dipingo icone, le scrivo», spiega, sottolineando che ogni opera nasce da digiuno, silenzio e preghiera.

Dipingendo icone bizantine. Credito: Paula en el Bosque

Tra i suoi lavori precedenti figurano una statua della Vergine degli Angeli per l’ambasciata costaricana presso la Santa Sede e un mosaico della “Negrita” nei Giardini Vaticani.

Il progetto del presepe Gaudium è stato promosso da Federico Zamora, ambasciatore della Costa Rica presso la Santa Sede, e inizialmente previsto per il 2027, ma anticipato per quest’anno.

«Dio ci usa come strumenti per la sua opera», ha confidato l’artista, «e questo presepe è un abbraccio del suo amore infinito».

Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.

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