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La missione interreligiosa della Santa Sede ad Astana

L’8° Congresso delle Religioni Mondiali e Tradizionali, svoltosi ad Astana in Kazakistan, ha riunito oltre 100 delegazioni da 60 paesi sotto il tema “Dialogo tra le Religioni: Sinergia per il Futuro”. La Santa Sede, rappresentata dal cardinale George Koovakad, ha portato un messaggio di pace e cooperazione, sottolineando l’importanza del dialogo interreligioso in un mondo segnato da tensioni, conflitti e nuove sfide come l’intelligenza artificiale. L’incontro ha visto momenti di diplomazia, proposte concrete e la firma della Dichiarazione di Pace di Astana 2025.

Un congresso per la pace

Il congresso si è aperto con l’inaugurazione del nuovo Parco della Pace della capitale kazaka. Il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha dato inizio ai lavori con una preghiera silenziosa, avvertendo sui pericoli di un’escalation di tensioni globali e invitando a un dialogo fondato sui valori umani condivisi.

Papa Leone XIV ha inviato un messaggio di sostegno, ricordando con le parole della Nostra Aetate che la Chiesa rispetta “tutto ciò che è vero e sacro nelle altre religioni”. A trasmettere il messaggio è stato il cardinale George Koovakad, prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, che ha guidato la delegazione cattolica:
«Credo che questo evento fosse davvero necessario. Dopo la pandemia, pensavamo che la vita sarebbe tornata tranquilla e serena, ma non è stato così.»

Sinergia e nuove sfide

L’ambasciatore Bulat Sarsenbayev ha sottolineato:
«Il tema di quest’anno è ‘Sinergia per il futuro’. Sono necessari sforzi congiunti, è necessaria la sinergia, per affrontare le questioni e le sfide che ci troviamo ad affrontare oggi.»

Ha aggiunto un richiamo al ruolo spirituale delle religioni:
«Dobbiamo essere diversi dall’intelligenza artificiale — attraverso la spiritualità. Il ruolo dei leader religiosi mondiali è molto importante in questo contesto: essi portano questa spiritualità e devono essere fari per il loro gregge, per i fedeli.»

Diplomazia e incontri fraterni

Tra i momenti più significativi, la partecipazione per la prima volta della Lega Musulmana Mondiale, la presenza del patriarca Kirill di Mosca e del catholicos Aram I della Chiesa armena.

Il cardinale Koovakad ha raccontato:
«È stato molto toccante e significativo, abbiamo avuto un momento di scambio di idee e preoccupazioni davvero fraterno, perché tutti sono preoccupati per lo stato del mondo.»

La voce della Chiesa cattolica

La delegazione cattolica ha inoltre portato l’esperienza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il presidente Tiziano Onesti ha proposto una “Carta dei Principi per la Cura Olistica dei Bambini Incurabili”, spiegando:
«Possiamo collaborare insieme sui singoli aspetti che possono essere interesse comune quindi mettere insieme esperienze, mettere insieme le terapie, l’esperimentazione e necessità, sempre per contribuire a far stare bene i piccoli bambini.»

L’arcivescovo luterano Tapio Luoma ha ribadito l’urgenza della coerenza:
«Quando parliamo di pace, dobbiamo anche dimostrare che non siamo ipocriti, ma che siamo seri quando ne parliamo.»

Padre Laurent Basanese SJ ha aggiunto:
«Se vogliamo dialogare, dobbiamo andare incontro agli altri per essere aperti e flessibili in questa relazione.»

La speranza del dialogo

Il Congresso ha coinvolto anche giovani generazioni e diverse confessioni cristiane. L’arcivescovo cattolico Tomasz Peta ha affermato:
«Penso che vedendo e ascoltando i cattolici molti possano rendersi conto che la Chiesa cattolica è qualcosa di speciale e che si distingue tra le molte tradizioni religiose.»

La giovane Mariia Chernaia, dal Forum dei Giovani, ha detto:
«Non credo che stiamo cancellando i confini. Al contrario, stiamo diventando consapevoli del nostro valore e di quello delle persone che ci circondano.»

Il vescovo ortodosso Gennadiy di Kaskelen ha ricordato:
«Ci rendiamo conto di condividere alcuni valori comuni, il più importante dei quali è quello di richiamare l’attenzione del mondo sull’esistenza della vita spirituale e dei fondamenti spirituali.»

La Dichiarazione di Pace di Astana 2025

Il congresso si è concluso con la Dichiarazione di Pace di Astana 2025, letta dal cardinale Koovakad a nome dell’assemblea:
«Noi, le persone che credono in Dio, siamo la maggioranza nel mondo. Ma troppo spesso restiamo in silenzio, o siamo divisi. Perciò è importante unirci… Ho sentito che è stato un onore dare voce a quella dichiarazione.»

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