Atteso ora il voto del Senato per la conferma definitiva
Con 247 voti favorevoli, 8 astenuti e solo 2 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato ieri l’istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, che sarà celebrata il 4 ottobre. La proposta di legge, presentata dal gruppo di centrodestra Noi Moderati, dovrà ora passare al vaglio del Senato per l’approvazione definitiva, che appare quasi certa.
In caso di conferma, il 4 ottobre diventerà ufficialmente un nuovo giorno festivo, con tutte le conseguenze giuridiche e lavorative: applicazione del calendario festivo nei luoghi di lavoro, corresponsione di retribuzioni aggiuntive e maggiorazioni per chi presta servizio in tale data.
Una festa che torna dopo quasi 50 anni
La ricorrenza di San Francesco come festa nazionale non è una novità assoluta: era già stata celebrata in Italia fino al 1977, anno in cui venne cancellata. Ora, a quasi cinquant’anni di distanza, si prospetta una reintroduzione che porta con sé significati simbolici e spirituali profondi.
“Il 4 ottobre – ha rilevato il presidente della Camera Lorenzo Fontana – tornerà ad essere festa nazionale dedicata a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Sono felice che la Camera abbia dato il primo via libera a questa proposta: riscoprire San Francesco significa anche rilanciare il suo messaggio di pace, più che mai attuale”.
Il 4 ottobre tornerà ad essere festa nazionale dedicata a San Francesco d'Assisi, patrono d’Italia.
— Lorenzo Fontana (@Fontana3Lorenzo) September 24, 2025
Sono felice che la Camera abbia dato il primo via libera a questa proposta: riscoprire San Francesco significa anche rilanciare il suo messaggio di pace, più che mai attuale. pic.twitter.com/WK55LGVe0O
La soddisfazione dei frati di Assisi
Accolta con entusiasmo la notizia anche ad Assisi, città del Santo. Padre Giulio Cesareo, portavoce dei frati francescani, ha dichiarato all’agenzia AdnKronos:
“Ci fa piacere che si tornerà probabilmente alla festa di San Francesco come festa nazionale. Speriamo che non sia soltanto un rosso sul calendario ma che diventi opportunità per riflettere come comunità nazionale per aderire sempre più anche alla testimonianza di San Francesco di pace, fraternità e servizio agli uomini”.
Le parole del sindaco di Assisi
A commentare la decisione anche il primo cittadino della città serafica, Valter Stoppini, che ha parlato di “grande gioia, gratitudine e responsabilità”:
“Si tratta di un obiettivo importante, frutto di un impegno condiviso, lungo e trasversale che si fonda sul valore universale della figura del nostro Santo, che ha portato nel mondo un messaggio forte di pace, dialogo, fratellanza, attenzione agli ultimi e all’ambiente in cui viviamo. Per Assisi è un onore essere il cuore pulsante di una festa che unisce l’intero Paese, rafforzando il ruolo e la missione della nostra città come luogo d’incontro e speranza, chiamato a portare avanti l’eredità di San Francesco”.
E ha concluso: “Una responsabilità che sentiamo forte, soprattutto in questo momento storico difficile, segnato da guerre e divisioni che tutti insieme dobbiamo respingere, promuovendo innanzitutto la cultura della pace e dell’inclusione”.
Articolo precedentemente pubblicato su acistampa. È stato riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.





