Udienza di appello a Roma
L’udienza di appello del Cardinale Angelo Becciu, l’ex sostituto della Segreteria di Stato vaticana condannato nel dicembre 2023 per peculato, frode aggravata e abuso d’ufficio, era fissata per iniziare lunedì.
Il procedimento è esaminato da un tribunale di appello vaticano composto da sei giudici, che dovrà rivalutare obiezioni di fatto e procedurali del primo processo.
La condanna del “processo del secolo”
Dopo un processo durato due anni e mezzo, Becciu, 77 anni, è stato dichiarato colpevole di cattiva gestione finanziaria e condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione, oltre a una multa di 8.000 euro e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Insieme a lui sono stati condannati altri otto imputati, tra cui Raffaele Mincione, Enrico Crasso, Gianluigi Torzi, Fabrizio Tirabassi e Cecilia Marogna.
Le accuse principali
Secondo il tribunale, il cardinale investì fondi vaticani in un’operazione immobiliare a Sloane Avenue, Londra, causando perdite superiori ai 200 milioni di dollari.
È stato inoltre riconosciuto colpevole di aver disposto pagamenti non autorizzati per 125.000 euro a una fondazione del fratello in Sardegna e di aver trasferito oltre 500.000 euro a Cecilia Marogna, che avrebbe speso parte del denaro in beni di lusso e viaggi.
La difesa del cardinale
Becciu ha sempre dichiarato la propria innocenza, sostenendo di aver agito con l’approvazione papale e di aver destinato i fondi a progetti umanitari o ecclesiali.
Ha ribadito che le somme inviate alla fondazione sarda erano rimaste nelle casse diocesane, mentre i fondi a Marogna erano destinati a missioni di sicurezza e diplomazia.
Irregolarità procedurali?
Gli avvocati di Becciu hanno denunciato l’uso di decreti papali segreti che avrebbero permesso intercettazioni e arresti senza mandato, oltre a presunti condizionamenti dei testimoni.
Il cardinale sostiene di essere stato “vittima di una cospirazione” e di un processo influenzato da pressioni mediatiche.
Le motivazioni della condanna
Il Vaticano ha pubblicato nell’ottobre scorso le motivazioni del verdetto, sottolineando che Becciu aveva usato fondi della Santa Sede in modo illecito, pur senza scopo di lucro.
Andrea Tornielli, in un editoriale su L’Osservatore Romano, ha definito il processo equo e necessario per garantire la responsabilità dei prelati nella gestione economica.
Uno scontro ancora aperto
Becciu ha replicato criticando il “tono moralista” di quell’editoriale e ha ribadito che l’operazione londinese era stata autorizzata dai suoi superiori.
Durante il processo e anche in appello, è stato accusato di voler spostare la responsabilità su altri, incluso Papa Francesco, il cui grado di coinvolgimento non è mai stato chiarito.
Articolo precedentemente pubblicato sul National Catholic Register, tradotto e adattato per il pubblico di ewtn.it.





