Nella sua prima intervista da Pontefice, Papa Leone XIV affronta i rischi dell’IA e mette in guardia contro la disumanizzazione del mondo digitale, ribadendo il ruolo cruciale della Chiesa in questo ambito.
L’allarme del Papa: “L’intelligenza artificiale rischia di farci perdere l’umanità”
Nel suo primo colloquio ufficiale da quando è stato eletto Pontefice, Papa Leone XIV ha dichiarato che sarà “molto difficile scoprire la presenza di Dio” nell’intelligenza artificiale (IA). L’intervista, pubblicata il 18 settembre 2025 in lingua spagnola all’interno del libro «León XIV: Ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI», si è svolta il 10 luglio nella residenza pontificia di Castel Gandolfo, a Villa Barberini.
Il Papa ha rivelato di aver recentemente rifiutato la proposta di creare un avatar digitale di sé stesso, sottolineando i pericoli insiti nella perdita di umanità nel mondo virtuale:
“Il pericolo è che il mondo digitale segua il suo proprio cammino e che noi diventiamo pedine, o che veniamo messi da parte”, ha affermato con decisione.
Il Pontefice ha denunciato anche l’interesse di persone “estremamente ricche” che investono nell’IA “ignorando totalmente il valore degli esseri umani e dell’umanità”.
“Penso che la Chiesa debba prendere la parola su questo punto”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di una presenza attiva del Magistero nel dibattito sull’evoluzione tecnologica.
Una tecnologia che corre troppo veloce
Papa Leone XIV ha chiarito che la Chiesa non è contraria al progresso tecnologico, ma ha espresso forte preoccupazione per “l’incredibile ritmo” con cui l’intelligenza artificiale si sta sviluppando.
“Nel campo della medicina sono accadute grandi cose grazie all’IA, e anche in altri settori, tuttavia c’è un pericolo in tutto ciò, perché si finisce per creare un mondo falso e allora ci si chiede: qual è la verità?”, ha affermato nel libro.
Un Papa “creato” digitalmente: il rischio dei deepfake
Il Santo Padre ha raccontato anche un episodio personale legato ai deepfake, contenuti video generati artificialmente, sempre più realistici e ingannevoli. In soli tre mesi di pontificato, ha riferito di essere stato vittima di un falso video:
“Un giorno, parlando con una persona, mi ha chiesto: ‘Sta bene?’ E io ho risposto: ‘Sì, sto bene. Perché me lo chiede?’ ‘Beh, è caduto dalle scale.’ E io ho detto: ‘No, non sono caduto’, ma da qualche parte circolava un video dove avevano creato questo Papa artificiale, cioè me, che cadevo da una scala mentre camminavo, e a quanto pare era così ben fatto che ci hanno creduto”, ha spiegato.
Fake news: un pericolo per la verità e la fede
Il Pontefice ha parlato con forza anche della sfida delle fake news, che considera un pericolo concreto per la società:
“La tentazione è che le persone ci credano, e ci credano perché in alcuni sembra esserci un bisogno di riceverle. Perché tutte queste persone consumano fake news? C’è qualcosa che non va. La gente vuole credere nelle cospirazioni, cerca tutte queste cose false, e ciò è molto distruttivo”, ha osservato.
“Il Papa non può essere rappresentato da un avatar”
Un altro episodio inquietante è stato quello di una richiesta di creare un’intelligenza artificiale in grado di simulare un’udienza papale virtuale:
“Qualcuno mi ha chiesto di autorizzare la creazione di una versione artificiale di me stesso, così che chiunque potesse andare su un sito web ed avere un’udienza personale con ‘il Papa’, e questo Papa creato dall’intelligenza artificiale avrebbe risposto alle loro domande. Ho detto: ‘Non lo autorizzerò.’ Se c’è qualcuno che non dovrebbe essere rappresentato da un avatar, mi sembra che sia proprio il Papa”, ha affermato con fermezza.
Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.






