Primo incontro ufficiale tra il Pontefice e il porporato guineano. Il cardinale: «L’Africa offre una freschezza della fede che può rafforzare la Chiesa universale».
Un incontro privato ma significativo
Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata il cardinale Robert Sarah lunedì 22 settembre 2025, in quello che rappresenta il primo incontro formale tra i due dopo l’elezione del Pontefice, avvenuta lo scorso maggio.
Come riferito dal direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, i contenuti del colloquio non sono stati resi pubblici, come avviene di consueto per questo tipo di udienze.
Fiducia nel nuovo pontificato
In una recente intervista al quotidiano Avvenire (12 settembre), il cardinale guineano ha espresso piena fiducia nel pontificato di Leone XIV, affermando:
«Guardo con grande fiducia a questo pontificato. Credo che il Santo Padre stia riportando al centro ciò che è indispensabile: la centralità di Cristo».
Sarah ha lodato la “consapevolezza evangelica” del Papa, e il modo in cui comunica che, senza il Signore, «non possiamo fare nulla, né costruire la pace, né edificare la Chiesa, né salvare le anime».
Tradizione viva e ascolto nella Chiesa
Il cardinale ha elogiato lo “spirito di ascolto e dialogo” del Pontefice, unito a una prudente considerazione della Tradizione, affermando:
«Solo con una Tradizione viva, che permetta la trasmissione della Rivelazione divina, la Chiesa può esistere. E tutto ciò è in perfetta continuità con l’insegnamento del Concilio Vaticano II».
Secondo Sarah, la diversità dei riti nella Chiesa non ha mai costituito un problema, proprio perché «l’unità della fede è stata sempre chiara e riconosciuta come un grande tesoro».
Riferendosi implicitamente al motu proprio Traditionis Custodes di Papa Francesco, ha aggiunto:
«Mi chiedo se un rito che ha più di mille anni possa essere “vietato”. Se la liturgia è anche fonte della teologia, come si può impedire l’accesso alle “fonti antiche”? Sarebbe come proibire lo studio di Sant’Agostino a chi vuole riflettere sulla grazia o sulla Trinità».
Evangelizzazione e missione: una Chiesa in comunione
Sarah ha messo in guardia contro due visioni opposte e ideologiche presenti nella Chiesa: da un lato, il desiderio di cancellare la Tradizione per assimilarsi al mondo; dall’altro, la tendenza a considerare la Tradizione come qualcosa di cristallizzato e immobile.
«La missione della Chiesa è unica, e come tale va vissuta in spirito di comunione. I carismi sono diversi, ma la missione è una sola e presuppone la comunione».
Dio, certezza e risposta al vuoto dell’uomo
Nel suo ultimo libro Dio esiste? Il grido dell’uomo in cerca di salvezza (Cantagalli, 2024), il cardinale Sarah descrive una società dove Dio è diventato uno sconosciuto, sostituito dagli idoli del denaro, del potere e del possesso.
«Dio non è un’idea, né una vaga convinzione razionale o emotiva. Dio è una certezza: la certezza che il Figlio dell’Uomo è esistito davvero e dimora ancora in mezzo a noi. La verità esiste. L’Incarnazione è avvenuta. Come 2025 anni fa alcuni lo hanno incontrato e riconosciuto, così oggi è ancora possibile incontrarlo, riconoscerlo, seguirlo e morire per Lui».
Sinodalità e comunione: chiarire i ruoli
Tornando a temi ecclesiali, il cardinale ha evidenziato che la dimensione sinodale deve essere chiarita e approfondita, per evitare derive ideologiche:
«La comunione è un fine; la sinodalità è un mezzo, da verificare. La comunione è gerarchica, perché così Cristo ha voluto la sua Chiesa. La sinodalità, come ha ricordato Papa Leone, è più uno stile».
Fiducia da chiarire e voce per l’Africa
Commentando Fiducia Supplicans, la dichiarazione del 2023 che ha aperto alla possibilità di benedizioni non liturgiche per coppie dello stesso sesso, Sarah ha dichiarato:
«Spero possa essere chiarita, e magari riformulata. Mi sembra teologicamente debole e quindi ingiustificata. Mette a rischio l’unità della Chiesa. È un documento da dimenticare».
Alla domanda se, alla sua età, si consideri un ponte tra i continenti, ha risposto sottolineando la missione di evangelizzazione:
«Cerco di ricordare ai popoli sazi e disperati del Nord il Vangelo, e di offrire una voce di speranza per il Sud, che non ha perso la voglia di vivere ma è trattenuto da problemi risolvibili che restano irrisolti per interessi inconfessabili».
La freschezza della fede in Africa
Il cardinale ha ribadito che la Chiesa africana può offrire alla Chiesa universale:
«Quella freschezza della fede, quell’autenticità e quell’entusiasmo che talvolta non emergono in Occidente. Non dimentichiamo il prezzo altissimo che i cristiani africani stanno pagando in termini di martirio violento: sarà un seme fecondo di nuovi cristiani».
Cardinale Sarah inviato pontificio in Francia
L’udienza privata con Papa Leone XIV arriva due mesi dopo che il Pontefice ha inviato il cardinale Sarah come suo rappresentante al 400° anniversario dell’apparizione di Sant’Anna a Sainte-Anne-d’Auray, in Bretagna.
Nella sua omelia durante la Messa solenne, Sarah ha ribadito l’importanza dell’adorazione eucaristica, sottolineando che la liturgia:
«Non è uno spettacolo umano, ma è pervasa da bellezza, nobiltà e sacralità».
E ha avvertito: «Non possiamo ridurre la religione a mera azione umanitaria».






