Durante l’Assemblea diocesana della Diocesi di Roma, svoltasi nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Papa Leone XIV ha indicato le priorità per una Chiesa viva, partecipata e missionaria, fondata sulla sinodalità e sull’ascolto. Un discorso articolato e profondo che guarda alla realtà della capitale, ma anche al cammino della Chiesa universale.
Il saluto del Vicario Generale e il cammino sinodale della diocesi
La Basilica lateranense ha accolto nel tardo pomeriggio Papa Leone XIV, Vescovo di Roma, in occasione dell’Assemblea diocesana. Il cardinal Baldassarre Reina, Vicario Generale della Diocesi e Arciprete della Basilica, ha aperto l’incontro con parole di accoglienza cariche di riconoscenza:
“Benvenuto nella sua Cattedrale! La accogliamo con gioia, le siamo grati perché ci ha convocati per iniziare insieme l’anno pastorale illuminati dalla Parola di Dio e iniziati dal Suo insegnamento”.
Reina ha richiamato il cammino sinodale intrapreso dalla diocesi, iniziato nel 2021-22 con un ascolto profondo della città. Un percorso che ha portato alla stesura di un documento vivo, che mette in evidenza il desiderio di relazioni autentiche, misericordia e perdono, ma anche le difficoltà di una Chiesa percepita spesso come distante.
La Chiesa di Roma chiamata ad essere “segno di speranza”
Il cardinale ha sottolineato le sfide della Chiesa nella città: solitudine, disuguaglianze, povertà crescente. E ha rilanciato la vocazione della Chiesa di Roma come guida nella carità, capace di:
“Spezzare la solitudine e dare speranza agli uomini e alle donne del nostro tempo”.
Papa Leone XIV: “La parola rivolta alla Samaritana oggi è per noi”
Nella sua meditazione, il Papa ha commentato l’episodio evangelico della Samaritana, tratto dal Vangelo di Giovanni:
“È per me una gioia trovarmi con voi nella Cattedrale di Roma: il Papa è racconto in quanto Vescovo di Roma, e io sono Vescovo per voi”.
“La parola rivolta da Gesù alla Samaritana […] è ora diretta a noi Chiesa di Roma: «Se tu conoscessi il dono di Dio!». […] C’è un’acqua viva che disseta per sempre, una sorgente zampillante che non si esaurisce mai: è la vita stessa di Dio donata all’umanità”.
Lo Spirito, dono che rigenera la Chiesa
Il Papa ha spiegato:
“Questo dono è lo Spirito Santo, che estingue le nostre arsure e irriga le nostre aridità […]. Negli Atti degli Apostoli, san Luca utilizza la parola ‘dono’ per indicare lo Spirito Santo, lo Spirito creatore capace di rinnovare tutte le cose”.
Ha legato questo al cammino sinodale, “impulso a valorizzare ministeri e carismi”, centrando tutto sulla relazione con Cristo e sull’accoglienza fraterna.
La Chiesa come mysterium lunae e canale della Grazia
Papa Leone XIV ha ricordato l’immagine cara a Papa Francesco del mysterium lunae – la Chiesa che riflette la luce di Cristo, “sole di giustizia e luce delle genti” – e ha citato il Documento finale della XVI Assemblea sinodale (24 novembre 2024).
Una missione concreta: partecipazione, corresponsabilità, comunione
Il Papa ha indicato la direzione concreta della missione della Chiesa di Roma, attraverso tre pilastri:
- Partecipazione attiva di tutti “Gli organismi di partecipazione […] aiutano il Popolo di Dio a esercitare pienamente la sua identità battesimale, rafforzano il legame tra ministri ordinati e comunità, e guidano il processo che va dal discernimento comunitario alle decisioni pastorali”.
- Superare l’isolamento parrocchiale “Il rischio è che queste realtà perdano la loro funzione di strumenti di comunione e si riducano a qualche riunione […] È importante fare di questi organismi veri spazi di vita comunitaria”.
- Esercitare la guida come servizio pacificante
La funzione di guida dev’essere vissuta con “armonia”, nella logica della comunione e della corresponsabilità.
Tre priorità per il cammino della Chiesa di Roma
Il Pontefice ha poi tracciato tre obiettivi chiave:
1. Iniziazione cristiana ed evangelizzazione
“La richiesta dei Sacramenti sta diventando un’opzione sempre meno praticata”.
“Sperimentare strumenti e linguaggi nuovi, coinvolgendo le famiglie e superando un’impostazione scolastica della catechesi”.
2. Coinvolgimento di giovani e famiglie
“Una pastorale solidale, empatica, discreta, non giudicante […] con percorsi personalizzati, adatti alle diverse situazioni di vita”.
3. Formazione a tutti i livelli
“Attività tradizionali che diventino generative: essere grembo che inizia alla fede e cuore che cerca coloro che l’hanno abbandonata”.
“Insieme” è la parola d’ordine
Il discorso del Papa si chiude con un appello chiaro:
“Quello che presento è un programma da realizzare in modo sinodale. Insieme”.






