Martedì, la famiglia reale britannica ha celebrato il primo funerale cattolico della storia moderna per la duchessa di Kent, prima alta esponente della casa reale britannica a convertirsi al cattolicesimo dal XVII secolo.
La duchessa, morta il 4 settembre all’età di 92 anni, aveva chiesto che la cerimonia si svolgesse nella Cattedrale di Westminster a Londra. Cresciuta anglicana, si era convertita al cattolicesimo nel 1994, definendo la scelta come una “decisione personale a lungo meditata”, attratta dal conforto e dalla chiarezza della fede.

Nata Katharine Lucy Mary Worsley, la duchessa sposò il principe Edoardo, duca di Kent, cugino della regina Elisabetta II. La famiglia ha chiesto che fosse ricordata per la sua “devozione costante alle organizzazioni con cui collaborò, la sua passione per la musica e la sua empatia verso i giovani”.
Alla Messa esequiale, presieduta dall’arcivescovo di Westminster, cardinale Vincent Nichols, hanno partecipato centinaia di persone, tra cui re Carlo III, il principe William e la principessa Kate Middleton. La regina Camilla non ha potuto essere presente per motivi di salute. La presenza di re Carlo ha segnato la prima volta che un sovrano britannico regnante ha assistito ufficialmente a un funerale cattolico sul suolo del Regno Unito dalla Riforma.

In un telegramma inviato il 16 settembre a re Carlo, Papa Leone XIV ha espresso il suo cordoglio: «Invio sentite condoglianze, insieme alla certezza della mia vicinanza nella preghiera, a Vostra Maestà, ai membri della famiglia reale e in particolare a suo marito, il Duca di Kent, ai loro figli e nipoti in questo momento di dolore».
Il Pontefice ha aggiunto: «Affidando la sua nobile anima alla misericordia del Padre celeste, mi unisco volentieri a quanti rendono grazie a Dio onnipotente per l’eredità di bontà cristiana lasciata dalla duchessa, manifestata nei suoi molti anni di dedizione agli incarichi ufficiali, al sostegno delle opere caritative e alla cura amorevole delle persone vulnerabili della società».

«A tutti coloro che piangono la sua perdita, nella ferma speranza della Risurrezione, impartisco volentieri la mia benedizione apostolica come pegno di consolazione e di pace nel Signore risorto», ha concluso Papa Leone XIV.
Articolo precedentemente pubblicato su CNA. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.






