Di fronte all’intensificarsi del conflitto a Gaza, Papa Leone XIV ha rinnovato la sua vicinanza alla comunità cattolica locale con una telefonata al parroco della Sacra Famiglia, P. Gabriel Romanelli. Il sacerdote argentino, ferito in un bombardamento a luglio, guida una parrocchia divenuta rifugio per centinaia di civili.
Il Papa telefona al parroco di Gaza dalla residenza di Castel Gandolfo
Papa Leone XIV continua a seguire con preoccupazione la tragica situazione nella Striscia di Gaza. Dopo il massiccio attacco terrestre condotto dall’esercito israeliano nella notte del 15 settembre – con 37 attacchi in soli 20 minuti secondo fonti locali – il Santo Padre ha telefonato la mattina successiva, dalla sua residenza a Castel Gandolfo, a padre Gabriel Romanelli, parroco argentino della chiesa della Sacra Famiglia.
La telefonata, confermata dalla Sala Stampa vaticana, ha avuto come scopo quello di ricevere aggiornamenti diretti sulla condizione della comunità parrocchiale e della popolazione rifugiata all’interno della struttura. Il Papa ha manifestato profonda preoccupazione e ha assicurato al sacerdote e a tutta la comunità la sua costante vicinanza e preghiera.
“Il Papa ha manifestato la sua preoccupazione per quanto avviene, e ha assicurato a padre Gabriel, e a tutti coloro che si rivolgono alla parrocchia, la sua vicinanza e la sua preghiera”, ha dichiarato la Sala Stampa vaticana.
La parrocchia della Sacra Famiglia: un presidio di speranza sotto le bombe
La parrocchia della Sacra Famiglia, unico luogo di culto cattolico nella Striscia, è diventata da quasi due anni un rifugio per circa 450 civili, offrendo loro acqua, cibo, assistenza medica e supporto spirituale. Al suo interno operano anche le Missionarie della Carità e viene mantenuto attivo un oratorio che accoglie bambini e ragazzi, oltre a fornire sostegno a malati e anziani.
Il complesso è stato colpito da un bombardamento a metà luglio, che ha ferito lo stesso padre Romanelli e causato la morte di tre persone:
- Saad Issa Kostandi Salameh (60 anni), addetto alla manutenzione,
- Foumia Issa Latif Ayyad (84 anni),
- Najwa Abu Daoud (70 anni),
queste ultime due erano impegnate in un’attività di supporto psicosociale promossa da Caritas all’interno di una tenda.
Video e testimonianze: la liturgia sotto i bombardamenti
Nel corso delle ultime ore, P. Romanelli ha pubblicato sui propri canali social un video in cui si documenta una celebrazione liturgica interrotta bruscamente dal rumore assordante di un bombardamento. I fedeli, ormai abituati alla tensione costante, hanno continuato a pregare nonostante il pericolo imminente.
Una presenza costante: la “tradizione” delle telefonate serali
Questa telefonata non è stata un caso isolato. Leone XIV ha infatti proseguito una tradizione avviata da Papa Francesco, che durante la guerra iniziata nell’ottobre 2023 era solito chiamare ogni sera alle 19 padre Romanelli e il suo vice, padre Iusuf Asad, per assicurarsi delle condizioni del popolo cristiano di Gaza.
L’ultima chiamata prima di questa risale a una settimana fa, quando Israele aveva emesso un ordine di evacuazione immediata per gli abitanti di Gaza City. In quell’occasione il Papa, non ricevendo risposta immediata perché la parrocchia era impegnata in una lunga liturgia, aveva espresso pubblicamente la sua preoccupazione. Solo in serata, Romanelli aveva confermato – tramite un video inviato ai media vaticani – di essere riuscito a parlare con il Pontefice, definendo il gesto una “benedizione” e una “grande gioia”.
Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.






