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Papa Leone XIV: “Dio si è fatto uomo ed è morto sulla croce per noi”

Papa Leone durante l'Angelus. Credit: Vatican Media
Papa Leone durante l'Angelus. Credit: Vatican Media

Nel giorno della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, Papa Leone XIV ha guidato la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro offrendo una profonda riflessione sul mistero della croce, centro della fede cristiana. Un breve ma intenso intervento, concluso con un riferimento personale al suo compleanno.

La Croce, strumento di salvezza

Introducendo l’Angelus di domenica 14 settembre 2025, Papa Leone XIV ha voluto rileggere il Vangelo del giorno attraverso l’incontro notturno tra Nicodemo e Gesù. “Nicodemo viene a incontrare Gesù. Ha bisogno di luce, di guida: cerca Dio e chiede aiuto al Maestro di Nazaret, perché in Lui riconosce un profeta, un uomo che compie segni straordinari.”

Gesù accoglie quel desiderio di verità e gli svela un mistero profondo: “Il Figlio dell’uomo dev’essere innalzato, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna, e aggiunge: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.”

Parole che, secondo il Papa, Nicodemo comprenderà pienamente solo dopo la crocifissione, quando, insieme a Giuseppe di Arimatea, si prenderà cura del corpo del Signore. “Capirà che Dio, per redimere gli uomini, si è fatto uomo ed è morto sulla croce”, ha sottolineato Leone XIV.

Un amore che trasforma la morte in vita

Nel cuore della sua riflessione, il Pontefice ha sottolineato come il mistero della salvezza passi proprio attraverso la sofferenza e l’umiliazione della croce. “Dio ci ha salvati mostrandosi a noi, offrendosi come nostro compagno, maestro, medico, amico, fino a farsi per noi Pane spezzato nell’Eucaristia.”

E ha aggiunto con forza: “Per compiere quest’opera si è servito di uno degli strumenti di morte più crudeli che l’uomo abbia mai inventato: la croce. Per questo oggi noi ne celebriamo l’esaltazione: per l’amore immenso con cui Dio, abbracciandola per la nostra salvezza, l’ha trasformata da mezzo di morte a strumento di vita.”

Una riflessione che, in pochi minuti, ha saputo riassumere il cuore della fede cristiana, indicando nella croce non un simbolo di sconfitta, ma di speranza e redenzione.

Un compleanno vissuto nella gratitudine

Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha ricordato che il 15 settembre ricorre il sessantesimo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi, voluto da San Paolo VI. “Un’intuizione profetica – ha detto – affinché i vescovi potessero ancora di più e meglio esercitare la comunione con il successore di Pietro. Auspico che questa ricorrenza susciti un rinnovato impegno per l’unità, per la sinodalità e per la missione della Chiesa.”

Infine, con un sorriso, Leone XIV ha fatto cenno al suo compleanno: “Sembra che sappiate che oggi compio 70 anni. Rendo grazie al Signore, ai miei genitori e ringrazio quanti hanno avuto un ricordo nella preghiera.”

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