Una madre che ha trasformato il dolore in speranza
Città del Vaticano – Il Giubileo della Consolazione, primo grande evento dell’Anno Santo 2025 dopo la pausa estiva, avrà come momento centrale la straordinaria testimonianza di perdono di Diane Foley, madre del giornalista statunitense Jim Foley, ucciso dallo Stato Islamico nel 2014.
Una madre in preghiera
Jim Foley, entrato in Siria per documentare le atrocità della guerra, fu sequestrato nel novembre 2012. Per 21 mesi la madre pregò quotidianamente nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Rochester, New Hampshire, chiedendo a Dio la sua liberazione.
Il 19 agosto 2014 arrivò la notizia più terribile: il figlio era stato decapitato dall’ISIS. Non ci fu un corpo da seppellire, soltanto un video che fece il giro del mondo.
Un funerale senza corpo, un perdono sorprendente
La grazia sperimentata nella fede sostenne Diane Foley anche nei momenti più duri: il funerale senza la salma del figlio e, anni dopo, il processo a Alexanda Kotey ed El Shafee Elsheikh, due dei terroristi responsabili della morte di Jim.
Durante la Veglia di Preghiera presieduta da Papa Leone XIV in San Pietro, Diane racconterà come sia riuscita a riconciliarsi con la sua perdita e, sorprendentemente, a perdonare uno degli jihadisti coinvolti.
Tenere vivo lo spirito di Jim
La sua esperienza è stata raccolta nel libro American Mother, scritto insieme al romanziere irlandese Colum McCann, presentato ad agosto a Papa Leone XIV.
Oggi dirige la James W. Foley Legacy Foundation, impegnata a difendere la libertà di stampa e la dignità umana, soprattutto nei Paesi segnati dalla guerra.
Un Giubileo per chi soffre
Convocato dal Dicastero per l’Evangelizzazione, il Giubileo della Consolazione è rivolto a chi vive esperienze di lutto, sofferenza o bisogno. Sono attesi oltre 8.500 pellegrini da Europa, Americhe e Australia, che attraverseranno la Porta Santa della Basilica di San Pietro.
La giornata culminerà alle 17:00 con la Liturgia della Parola, incentrata sulla parabola del Buon Samaritano (Mc 10, 25-37). Oltre a Diane Foley, interverrà Lucia Di Mauro Montanino, madre di una giovane vittima della mafia a Napoli.
Saranno presenti anche numerose associazioni che operano accanto a chi vive il lutto o situazioni di vulnerabilità: Figli in cielo, Casa Famiglia Paolo VI, Villa Maraini, l’Associazione Italiana Vittime di Incidenti Stradali e Scintille di Speranza.
Il cuore del Giubileo
La voce di Diane Foley sarà uno dei momenti più attesi della giornata. La sua presenza a Roma ricorda che il perdono, pur difficile, può diventare un atto di resistenza contro la violenza e un seme di speranza per chi ha perso ciò che aveva di più caro.
Articolo precedentemente pubblicato da aciprensa. È stato tradotto e riadattato per il pubblico di ewtn.it.






