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Cardinale Hollerich: «Non definirei la morale sessuale della Chiesa in modo così ristretto»

Il cardinale Jean-Claude Hollerich, relatore generale del Sinodo sulla sinodalità, parla con i giornalisti il 20 giugno 2023 presso la sede temporanea della Sala Stampa della Santa Sede in Vaticano. | Credito: Daniel Ibáñez/CNA
Il cardinale Jean-Claude Hollerich, relatore generale del Sinodo sulla sinodalità, parla con i giornalisti il 20 giugno 2023 presso la sede temporanea della Sala Stampa della Santa Sede in Vaticano. | Credito: Daniel Ibáñez/CNA

Il cardinale Jean-Claude Hollerich, relatore generale del Sinodo sulla sinodalità, riflette sul futuro della Chiesa in Europa, sulla partecipazione dei laici al Sinodo e sulla necessità di superare visioni nostalgiche del passato.

Una visione più ampia della morale sessuale

In una recente intervista concessa al settimanale austriaco Die Furche, il cardinale Jean-Claude Hollerich, SJ, ha affermato: «Non definirei la morale — soprattutto quella sessuale — in modo così ristretto come fa oggi la Chiesa». Pur sostenendo la necessità di una riflessione più ampia e attuale, il porporato ha sottolineato con forza che «la morale è essenziale. Non possiamo farne a meno».

La Chiesa deve guardare avanti, non indietro

Il cardinale, arcivescovo di Lussemburgo e figura centrale del processo sinodale voluto da Papa Francesco, ha invitato la Chiesa a liberarsi da atteggiamenti nostalgici o timorosi nei confronti del passato. «Alcuni guardano al passato con nostalgia, altri con paura. Entrambi sbagliano. Siamo parte di una storia — questo dobbiamo accettarlo e imparare da essa. Ma dobbiamo anche andare avanti», ha dichiarato.

Immagini sinodali: dalla tenda alla famiglia

Parlando del lavoro sul Sinodo della sinodalità, Hollerich ha descritto una delle immagini emerse durante il processo: quella di una tenda da ampliare per accogliere tutti. «L’immagine della tenda che deve essere ampliata affinché tutti trovino spazio è stata molto ben accolta da molti», ha spiegato. Tuttavia, ha aggiunto che «in Africa non è stata affatto ben ricevuta. Lì hanno detto: “una tenda ci ricorda i campi profughi — vogliamo andare oltre le tende”. In Africa, l’immagine preferita era quella della famiglia».

Laici protagonisti nel Sinodo: una scelta di Papa Francesco

Hollerich ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento dei laici nel Sinodo, sottolineando che è stato Papa Francesco a insistere su questo punto, nonostante le resistenze. «Papa Francesco ha insistito» perché partecipassero anche i laici, «in quello che originariamente, con Paolo VI, era stato pensato come un Sinodo dei Vescovi. È stata una decisione controversa — ad alcuni vescovi non è piaciuta. Era ancora un tema nel pre-conclave. Ma ha fatto molto bene all’atmosfera generale».

Papa Leone XIV: continuità nella sostanza, discontinuità nella forma

Riguardo all’attuale Pontefice, Papa Leone XIV, succeduto a Francesco, il cardinale Hollerich ha osservato: «Vedo continuità nella sostanza, discontinuità nella forma. Ogni Papa ha la sua personalità».

Poco prima della sua morte, Papa Francesco aveva approvato — mentre era ancora ricoverato — un documento che estendeva il percorso sinodale mondiale fino al 2028, annunciando una futura assemblea ecclesiale. Sebbene Papa Leone XIV abbia confermato il progetto, restano incertezze sui dettagli.

Assemblea ecclesiale: una nuova forma di partecipazione

Secondo Hollerich, un’assemblea ecclesiale «è un po’ più flessibile di un sinodo. Il diritto canonico stabilisce chi può partecipare a un sinodo». Ha raccontato di aver preso parte a un’assemblea ecclesiale in America Latina dove la composizione era la seguente: «20% vescovi, 20% sacerdoti e diaconi, 20% religiosi e 40% laici. È una buona combinazione».


Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su CNA Deutsch.

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