In occasione dell’inaugurazione del Borgo Laudato Si’, Andrea Bocelli ha cantato davanti al Papa e ha condiviso un messaggio di speranza e gratitudine, lodando la guida spirituale di Leone XIV in un tempo segnato da grandi sfide.
Un momento di grazia al Borgo Laudato Si’
Il 5 settembre 2025, a Castel Gandolfo, si è svolta l’inaugurazione del Borgo Laudato Si’, un villaggio ecologico ispirato all’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. L’evento ha visto la partecipazione del tenore Andrea Bocelli, che ha definito l’esperienza come “un onore” e “un segno della Provvidenza divina”.
Bocelli, accompagnato dal figlio Matteo, ha interpretato il brano “Dolce è sentire”, tratto dal Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi, alla presenza di Papa Leone XIV.
Laudato Si’: un progetto concreto di conversione ecologica
Il Borgo Laudato Si’ è un’iniziativa della Chiesa per promuovere educazione ambientale, sostenibilità e inclusione. Il complesso integra sistemi di isolamento ecologici, pannelli fotovoltaici, gestione circolare dell’acqua e spazi didattici, con l’obiettivo di incarnare la “vocazione a essere custodi dell’opera di Dio”, come ha affermato il Santo Padre.
Bocelli ha commentato sui social:
«È stato profondamente commovente percepire con il cuore la realizzazione concreta di quanto Papa Francesco ha sostenuto con tanta forza nella sua enciclica: l’urgenza di una conversione ecologica per la nostra casa comune.»
“Una creatura tra le creature”: il canto, la natura e la fede
Nel suo intervento, il cantante ha lodato la visione spirituale che anima il Borgo:
«Un miracolo di buona volontà, dove lo splendore della natura e dell’ingegno umano si incontrano».
Papa Leone XIV ha ricordato come l’uomo sia chiamato ad agire come “una creatura tra le creature”, a cui è affidato il dovere sacro di custodire la creazione, che “non può che parlarci di Dio”.
Un pastore saldo per tempi difficili
Bocelli ha espresso tutta la sua ammirazione per Papa Leone XIV, che ha definito:
«Un uomo di Dio e una figura di altissimo spessore spirituale e intellettuale.»
Ha poi concluso con parole toccanti:
«Quando io e mio figlio Matteo abbiamo intonato Dolce è sentire — una preghiera che evoca la sacralità e l’armonia del creato — ho sentito, come non mi accadeva da tempo, la forza della Provvidenza e una rinnovata serenità nel celebrare la Chiesa universale, che in Papa Leone XIV ha trovato un nuovo e saldo pastore, un faro per guidarci in questi tempi complessi.»






