In Vaticano l’incontro con il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo: il Papa richiama alla responsabilità presente e al rifiuto della violenza
“Siete accomunati da un unico grande desiderio: la convivenza pacifica dei popoli, specialmente di quelli che abitano attorno al Mediterraneo. A questo desiderio state dando corpo e anima, con il vostro impegno e con numerosi progetti, sia nei territori sia a livello europeo, in dialogo con le Istituzioni ecclesiali e politiche. Vi ringrazio per quello che fate: siete una dimostrazione che il dialogo è possibile, che le differenze sono fonte di ricchezza e non motivo di contrapposizione, che l’altro è sempre un fratello e mai un estraneo o, peggio, un nemico”.
Con queste parole Papa Leone XIV ha accolto stamane, in Vaticano, i rappresentanti del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo, incoraggiandoli a proseguire il loro impegno per la pace e il dialogo.
La visione di La Pira e la missione dei giovani
Il Pontefice ha ricordato il pensiero di Giorgio La Pira, secondo cui “la pace nella regione del Mediterraneo sarebbe stata l’inizio e quasi la base della pace fra tutte le nazioni del mondo. Questa visione mantiene oggi tutta la sua forza e la sua carica profetica, in un tempo dilaniato dai conflitti e dalla violenza, dove la corsa agli armamenti e la logica della sopraffazione hanno la meglio sul diritto internazionale e sul bene comune. Ma non dobbiamo scoraggiarci, non dobbiamo rassegnarci! E voi giovani, con i vostri sogni e la vostra creatività, potete dare un contributo fondamentale. Ora, e non domani! Perché voi siete il presente della speranza”.
E ha aggiunto: “Rappresentate una generazione che immagina un futuro migliore e sceglie di costruirlo. Siete il segno di un mondo che non cede all’indifferenza e alla compiacenza, ma si rimbocca le maniche e lavora per trasformare il male in bene”.
Papa Leone XIV al Consiglio dei Giovani del Mediterraneo: “Non abbiate paura: siate germogli di pace là dove cresce l’odio e il risentimento.” Giovani uniti per promuovere il dialogo con le autorità civili. pic.twitter.com/eMKqDj8Kw6
— EWTN Italia 🇮🇹 (@EwtnItalia) September 5, 2025
Coltivare la pace concreta
“La pace – ha proseguito – è all’ordine del giorno dei leader internazionali, è oggetto di discussioni globali, ma purtroppo spesso viene ridotta a un semplice slogan. Ciò di cui abbiamo bisogno è coltivare la pace nei nostri cuori e nelle nostre relazioni, lasciarla sbocciare nelle nostre azioni quotidiane, operare per la riconciliazione nelle nostre case, nelle comunità, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, nella Chiesa e tra le Chiese”.
No ai muri, sì all’accoglienza
Il Papa ha poi ribadito la necessità di un futuro costruito sull’accoglienza reciproca: “Per i credenti il futuro non è fatto di muri e di fili spinati, ma di accoglienza reciproca. In questo modo, il patrimonio spirituale delle grandi tradizioni religiose nate nel Mediterraneo potrà continuare a essere un fermento vivo in questa area e oltre, una sorgente di pace, di apertura agli altri, di fraternità e di cura del creato. Quelle stesse religioni sono state, e talvolta continuano a essere, sfruttate per giustificare violenza e conflitti armati. Dobbiamo respingere queste forme di blasfemia che disonorano il Santo Nome di Dio, e farlo con lo stile di vita che scegliamo. Siamo chiamati a coltivare preghiera e spiritualità, insieme all’azione, come sorgenti di pace e punti di incontro tra tradizioni e culture”.
E infine l’appello diretto ai giovani: “Non abbiate paura: siate germogli di pace, là dove cresce il seme dell’odio e del risentimento; siate tessitori di unità là dove prevalgono la polarizzazione e l’inimicizia; siate voce di chi non ha voce per chiedere giustizia e dignità; siate luce e sale là dove si sta spegnendo la fiamma della fede e il gusto della vita. Non desistete se qualcuno non vi capisce”.
Articolo precedentemente pubblicato su acistampa, riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.






