In occasione dell’apertura del 188° Capitolo generale dell’Ordine di Sant’Agostino, Papa Leone XIV – già Priore Generale dell’Ordine – ha celebrato la Santa Messa nella Basilica di Sant’Agostino a Roma, offrendo ai confratelli parole di guida spirituale e fraternità.
Un ritorno alle origini per il Santo Padre
Nel pomeriggio di lunedì 1° settembre 2025, Papa Leone XIV ha presieduto la celebrazione eucaristica nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, nel cuore di Roma. L’occasione è stata l’inizio del 188° Capitolo generale dell’Ordine di Sant’Agostino, durante il quale i frati sono chiamati ad eleggere il nuovo Priore Generale.
Per Papa Leone XIV si è trattato di un momento particolarmente significativo: prima della sua elezione al soglio pontificio, ha guidato l’Ordine agostiniano per dodici anni, dal 2001 al 2013.
L’invito all’ascolto: “Dio parla oggi come nel passato”
Nell’omelia, pronunciata in parte anche in inglese, il Papa ha invocato un’abbondante effusione dello Spirito Santo sui lavori capitolari:
“Chiediamo al Signore che il suo Spirito abbia il sopravvento su ogni logica umana, in modo abbondante e irresistibile, perché veramente la Terza Persona divina divenga la protagonista dei giorni a venire”.
Ha poi ricordato come lo Spirito continui a parlare “nei penetralia cordis”, ovvero nel profondo del cuore, “attraverso i fratelli e le circostanze della vita”. Per questo, ha sottolineato l’importanza di vivere il Capitolo in un clima autentico di ascolto — “ascolto di Dio e degli altri” — in piena sintonia con la tradizione della Chiesa.
Comunicazione e condivisione: strumenti di grazia
Rivolgendosi ai confratelli agostiniani, il Santo Padre ha sottolineato il valore della comunione nella diversità, ricordando che essi sono “membra del Corpo di Cristo, che parla tutte le lingue… certamente tutte quelle che Dio sa necessarie al compimento del bene”.
“Vivete questi giorni in uno sforzo sincero di comunicare e di comprendere”, ha detto, esortando a riconoscere nella convocazione del Capitolo un dono speciale di grazia, “per il bene di tutti”.
L’umiltà come stile di lavoro comunitario
Tra le esortazioni principali, quella all’umiltà ha avuto un posto centrale:
“Nessuno pensi di avere da sé tutte le risposte. Ciascuno condivida con apertura ciò che ha. Tutti accolgano con fede ciò che il Signore ispira”.
Un richiamo al discernimento condiviso, che si nutre del contributo di ciascuno, nella consapevolezza che la verità si scopre insieme, sotto l’azione dello Spirito.
L’unità come criterio di discernimento
Infine, Papa Leone XIV ha parlato del valore irrinunciabile dell’unità, indicando che essa non solo dev’essere un obiettivo da perseguire, ma anche il metro con cui valutare il cammino fatto:
“L’unità sia un oggetto irrinunciabile dei vostri sforzi, ma non solo: sia anche il criterio di verifica del vostro agire e lavorare insieme, perché ciò che unisce è da Lui, ma ciò che divide non può esserlo”.
Tre parole chiave per il Capitolo
Concludendo l’omelia, il Papa ha sintetizzato il suo messaggio con tre parole guida: ascolto, umiltà e unità.
“Ecco tre suggerimenti, spero utili, che la liturgia vi dona per i prossimi giorni. L’invito è a farli vostri, rinnovando la preghiera che abbiamo rivolto al Signore all’inizio di questa Celebrazione: lo Spirito Paraclito, che procede da te, o Padre, illumini le nostre menti e, secondo la promessa del tuo Figlio, ci guidi a tutta la verità”.






