Strage a Minneapolis: l’attentatore aveva vissuto conflitti interiori legati alla propria identità di genere
Il 27 agosto, un attacco nella chiesa cattolica dell’Annunciazione a Minneapolis (Stati Uniti) ha causato la morte di due bambini e il ferimento di altre 17 persone. L’autore, Robin Westman, chiamato “Robert” alla nascita, aveva cambiato legalmente il suo nome a 17 anni per riflettere la sua autoidentificazione come ragazza transgender, con il consenso della madre.
Secondo note manoscritte pubblicate in un video su YouTube prima dell’attacco, Westman aveva manifestato un certo dispiacere per il suo percorso di transizione durante l’adolescenza.
“Mi dispiace di essere trans”, scriveva Westman, aggiungendo: “Vorrei essere una ragazza. So solo che non posso ottenere quel corpo con la tecnologia che abbiamo oggi. Inoltre, non posso permettermelo”.
Altre note riportano conflitti interiori:
“So di non essere una donna, ma sicuramente non mi sento un uomo”.
“Non posso tagliarmi i capelli ora perché sarebbe una sconfitta imbarazzante e potrebbe rappresentare un cambiamento preoccupante che potrebbe far sì che mi segnalino”.
La riflessione di Jason Evert
Jason Evert, fondatore del Chastity Project e autore di Male, Female, Other? A Catholic Guide to Understanding Gender, ha dichiarato a EWTN News che Westman “non stesse ricevendo… le cure di salute mentale di cui aveva bisogno”.
“Se a loro viene detto: ‘Ok, devi cambiare i vestiti o cambiare il nome e ti sentirai a casa nel tuo corpo’, … si sta privando i giovani della possibilità di vivere nel proprio corpo e ricevere l’intervento clinico di cui hanno davvero bisogno”, ha spiegato Evert.
Il fondatore del Chastity Project ha sottolineato come molte persone con disforia di genere presentino anche altre problematiche di salute mentale e che gli interventi medici per la transizione precoce spesso non risolvano i problemi psicologici di base:
💔 Tragedia a Minneapolis (USA): durante la prima Messa scolastica, un uomo ha sparato attraverso le finestre della Annunciation Catholic Church. Uccisi due bambini di 8 e 10 anni, almeno 17 feriti.🙏 Preghiamo per le vittime e le famiglie. pic.twitter.com/gw0kBgw9lb
— EWTN Italia 🇮🇹 (@EwtnItalia) August 27, 2025
“Non sta funzionando. Stiamo contribuendo a una malattia mentale invece di trattarla davvero. Stiamo privando questi giovani di opportunità e strategie per imparare a vivere nel loro corpo. E invece di questo, diamo loro ormoni e diciamo che possono danneggiare il loro corpo per essere se stessi”.
Evert ha comunque precisato che la disforia di genere non è la causa dell’attacco, ricordando:
“La maggior parte delle persone con disforia di genere non commetterebbe mai un’atrocità del genere, e che la maggior parte di coloro che hanno compiuto sparatorie scolastiche non si identificano come trans”.
Il movente dell’attentatore
La polizia non ha ancora identificato un movente chiaro. Il direttore dell’FBI, Kash Patel, ha annunciato che la tragedia è indagata come “atto di terrorismo interno e crimine d’odio contro i cattolici”.
Updates on the shooting in Minneapolis, Minnesota:
— FBI Director Kash Patel (@FBIDirectorKash) August 27, 2025
The FBI is investigating this shooting as an act of domestic terrorism and hate crime targeting Catholics.
There were 2 fatalities, an 8-year-old and a 10-year-old. In addition, 14 children and 3 adults were injured.
The… https://t.co/ErFZpSieKS
Video e scritti di Westman mostrano motivazioni anticattoliche: ha preso di mira immagini di Gesù Cristo e scritto messaggi blasfemi sulle armi, tra cui:
“Dov’è il tuo Dio?” e “prendete tutti da lui e mangiate”.
Altri disegni mostravano simboli satanici e minacce verso ebrei, neri, ispanici, indiani e arabi, oltre a riferimenti minacciosi verso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Westman, battezzato e cresciuto nella fede cattolica, frequentava la stessa chiesa e scuola che ha attaccato. Documenti mostrano anche che manifestava problemi di depressione, pensieri suicidi e una forte ammirazione per killer di massa, pur non provando rimorso verso le vittime.
Articolo precedentemente pubblicato da CNA. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.






