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Papa Leone XIV: “La porta della salvezza è stretta, ma conduce al cuore largo di Dio”

Papa Leone XIV all'Angelus del 24 agosto 2025. | Credit: Vatican Media
Papa Leone XIV all'Angelus del 24 agosto 2025. | Credit: Vatican Media
All’Angelus Papa Leone XIV invita a passare per la porta stretta del Vangelo e a vivere una fede autentica nell’amore

Durante l’Angelus di domenica 24 agosto 2025, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli a riflettere sul Vangelo del giorno, soffermandosi sull’immagine della “porta stretta” che conduce alla salvezza.

La provocazione del Vangelo

“Perché Gesù dice che la porta della salvezza è stretta?” ha domandato il Pontefice, spiegando che queste parole non intendono scoraggiare ma “servono soprattutto a scuotere la presunzione di coloro che pensano di essere già salvati, di quelli che praticano la religione e, perciò, si sentono già a posto”.

Il Papa ha avvertito che “non basta compiere atti religiosi se questi non trasformano il cuore: il Signore non vuole un culto separato dalla vita e non gradisce sacrifici e preghiere se non ci conducono a vivere l’amore verso i fratelli e a praticare la giustizia”.

Una fede che diventa vita

Il Pontefice ha sottolineato che il Vangelo mette in crisi “la sicurezza dei credenti”: non è sufficiente “professare la fede con le parole, mangiare e bere con Lui celebrando l’Eucaristia o conoscere bene gli insegnamenti cristiani”.

“La nostra fede è autentica – ha aggiunto – quando abbraccia tutta la nostra vita, quando diventa un criterio per le nostre scelte, quando ci rende donne e uomini che si impegnano nel bene e rischiano nell’amore proprio come ha fatto Gesù, che ci ha amati fino ad attraversare la ‘porta stretta’ della Croce”.

“Lui è la porta che dobbiamo attraversare per essere salvati, vivendo il suo stesso amore e diventando, con la nostra vita, operatori di giustizia e di pace”.

Scelte difficili, ma feconde

Essere cristiani, ha ricordato Leone XIV, significa “compiere scelte faticose e impopolari, lottare contro il proprio egoismo e spendersi per gli altri, perseverare nel bene laddove sembrano prevalere le logiche del male”. Ma proprio lì, ha assicurato, “scopriremo che la vita si spalanca davanti a noi in modo nuovo, e, fin d’ora, entreremo nel cuore largo di Dio e nella gioia della festa eterna che Egli ha preparato per noi”.

Appello per il Mozambico e l’Ucraina

Nei saluti, il Papa ha richiamato l’attenzione sulla “popolazione di Cabo Delgado, in Mozambico, vittima di una situazione di insicurezza e violenza che continua a provocare morti e sfollati”. Ha rivolto un appello a non dimenticare “questi nostri fratelli e sorelle” e a pregare per la pace in quella regione.

Un pensiero particolare è andato all’Ucraina: “Venerdì scorso, 22 agosto, abbiamo accompagnato con la nostra preghiera e con il digiuno i fratelli e le sorelle che soffrono a causa delle guerre. Oggi ci uniamo ai nostri fratelli ucraini i quali, con l’iniziativa spirituale ‘Preghiera Mondiale per l’Ucraina’, chiedono che il Signore doni la pace al loro martoriato Paese”.

Messaggio al presidente Zelenskyy

In occasione della festa nazionale dell’Ucraina, celebrata il 24 agosto, Papa Leone XIV ha inviato un messaggio al presidente Volodymyr Zelenskyy, assicurando la sua “preghiera per il popolo ucraino che soffre a causa della guerra, in particolare per tutti coloro che sono feriti nel corpo, per coloro che hanno subito la perdita di una persona cara e per coloro che sono stati privati delle loro case”.

“Con il cuore ferito dalla violenza che devasta la vostra terra, mi rivolgo a voi”, ha scritto il Pontefice, invocando Dio perché consoli quanti sono provati dal conflitto, rafforzi “i feriti” e conceda “il riposo eterno ai defunti”.

Il Papa ha chiesto che “il clamore delle armi taccia” e lasci spazio al dialogo, “aprendo la strada della pace per il bene di tutti”. Ha quindi affidato “la vostra nazione alla Beata Vergine Maria, Regina della Pace”.

Il messaggio è stato diffuso anche dal presidente Zelenskyy in un post sul proprio account X.

Articolo originariamente pubblicato su acistampa, riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.

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Angela Ambrogetti

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