L’annuncio del patriarca maronita Béchara Boutros Raï
Papa Leone XIV potrebbe visitare il Libano entro la fine del 2025. Lo ha dichiarato martedì 19 agosto il cardinale libanese Béchara Boutros Raï, patriarca della Chiesa cattolica maronita.
In un’intervista all’emittente televisiva saudita Al Arabiya, il porporato ha affermato che Papa Leone XIV “verrà a visitare il Libano in un momento compreso tra ora e dicembre”, pur precisando di non conoscere ancora la data esatta.
“La visita avverrà dopo una decisione del Vaticano sul momento in cui dovrà svolgersi, dunque al momento non è ancora determinata. Ma i preparativi per la visita sono già in corso, anche se il momento preciso resta sconosciuto, in attesa che il Vaticano lo annunci”, ha spiegato Raï.
Tra attese e prime ipotesi di viaggio
Il Vaticano non ha ancora comunicato ufficialmente i viaggi internazionali del nuovo Pontefice. Tuttavia, da mesi circolano ipotesi sulle possibili destinazioni delle sue prime visite all’estero.
Molti osservatori ritengono probabile una tappa a Nicea (attuale İznik, Turchia) per il 1700° anniversario del Primo Concilio Ecumenico, il prossimo 30 novembre, festa di sant’Andrea. Si parla anche di possibili soste in Algeria, sulle orme di sant’Agostino, e ora del Libano.
Un desiderio che viene da lontano
Il Libano era già stato al centro dell’attenzione durante il pontificato di Papa Francesco. Già nel 2021, tornando dal viaggio in Iraq, Francesco aveva espresso il desiderio di recarsi nel Paese, anche se le crisi politiche ed economiche ne avevano impedito la realizzazione.
Nel 2022, l’allora presidente Michel Aoun aveva annunciato una visita di Francesco per giugno, che però non si concretizzò. Il Paese era stato considerato anche come sede di un possibile incontro tra il Papa e il patriarca ortodosso russo Kirill, progetto poi abbandonato con l’inizio della guerra in Ucraina.
Il contesto politico e sociale libanese
Il Libano è reduce da un lungo vuoto istituzionale: dopo la fine del mandato di Michel Aoun nell’ottobre 2022, il Paese è rimasto senza capo di Stato fino all’elezione, il 9 gennaio 2025, di Joseph Aoun come presidente.
L’ultima visita papale risale al settembre 2012, quando Benedetto XVI fece tappa a Beirut e in altre località. Da allora, il Libano ha affrontato sfide drammatiche: la guerra civile siriana con l’arrivo di oltre 1,5 milioni di rifugiati, il collasso finanziario con la svalutazione del 97% della lira libanese, la devastante esplosione al porto di Beirut nel 2020 e la crisi energetica.
Le tensioni restano forti anche sul fronte sud del Paese. Nel contesto della guerra di Gaza, raid israeliani hanno colpito i sobborghi meridionali di Beirut tra settembre e ottobre 2024. Il 27 settembre dello stesso anno, un attacco aereo israeliano ha ucciso Hassan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah, accrescendo il timore di un conflitto più ampio.
Una Chiesa che attende
Il Libano, Paese di circa 6 milioni di abitanti, ospita una significativa presenza cristiana: secondo il Pew Research Center (2020), circa il 28% della popolazione è cristiana, in gran parte cattolica maronita.
Nonostante l’assenza di conferme ufficiali, cresce l’attesa tra i fedeli libanesi e nella Chiesa locale. Una visita di Papa Leone XIV sarebbe percepita come un forte segno di vicinanza e di speranza per un Paese segnato da crisi profonde.
Prospettive future
Oltre al Libano e alla Turchia, altre mete restano sul tavolo. I cattolici spagnoli auspicano la presenza del Pontefice a Barcellona per la conclusione della Sagrada Familia. Sono inoltre in discussione possibili viaggi in Perù e negli Stati Uniti nel 2026, in occasione del 250° anniversario della fondazione del Paese.
Traduzione delle dichiarazioni del cardinale Raï a cura di Elias Turk, corrispondente di ACI MENA.
Articolo precedentemente pubblicato su CNA. È stato tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it.






