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Gaza, l’unica parrocchia cattolica sotto pressione: “Dove si può trovare spazio per tutti gli abitanti?”

Padre Gabriel Romanelli indica la gamba ferita dopo l'attacco a Gaza del 17 luglio 2025 | Credit: Vatican Media
Padre Gabriel Romanelli indica la gamba ferita dopo l'attacco a Gaza del 17 luglio 2025 | Credit: Vatican Media

Evacuazione del quartiere al-Zaytun

Padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, unica chiesa cattolica della Città di Gaza, ha reso noto che le forze israeliane hanno emesso un ordine di evacuazione per il quartiere al-Zaytun, che circonda la parrocchia. L’ordine, datato 18 agosto, fa parte di un piano più ampio per ricollocare i residenti del nord di Gaza verso aree designate a sud.

Romanelli ha espresso dubbi sulla fattibilità dell’operazione per i 2,3 milioni di abitanti di Gaza, domandandosi:

“Dove si può trovare spazio per tutti gli abitanti?”

Ha aggiunto che Israele sta distribuendo tende per facilitare l’evacuazione.

Crisi umanitaria e rischio per i civili

L’esercito israeliano giustifica il piano di ricollocazione come misura di protezione dei civili in un conflitto ormai lungo due anni, che ha provocato una grave crisi umanitaria. La carenza di cibo, acqua e forniture mediche è drammatica, con Caritas Gerusalemme che segnala che “la gente muore di fame” e che “tutti i bambini soffrono di malnutrizione”.

Nonostante l’ordine di evacuazione, Romanelli ha osservato “segnali contraddittori”, segnalando che un gruppo di aiuto continuava a distribuire verdure ai civili.

La parrocchia della Sacra Famiglia: rifugio per centinaia di persone

Il complesso della parrocchia, che include una scuola, un convento, un centro polifunzionale e un edificio delle Missionarie della Carità, è diventato rifugio fin dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023.

Ha accolto oltre 600 persone, tra cui cristiani ortodossi, protestanti, cattolici e almeno 50 bambini musulmani con disabilità e le loro famiglie.

Attacco “accidentale” di luglio

A luglio, munizioni israeliane colpirono la parrocchia, ferendo padre Romanelli e altre otto persone e provocando tre morti civili.

In risposta, Papa Leone XIV dichiarò:

“È ora di porre fine a questo massacro”,

rinnovando l’appello a un cessate il fuoco immediato e auspicando dialogo, riconciliazione e pace duratura nella regione.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, tramite il suo profilo X, affermò:

“Israele si rammarica profondamente che una munizione dispersa abbia colpito la Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza. Ogni vita innocente persa è una tragedia. Condividiamo il dolore delle famiglie e dei fedeli”.

Le Forze di Difesa Israeliane confermarono che l’attacco era accidentale, definendolo una “deviazione di munizioni”.

Il 18 luglio, il Patriarca latino cardinale Pierbattista Pizzaballa e il Patriarca ortodosso greco Teofilo III visitarono la parrocchia per portare sostegno.

Proteste a Tel Aviv contro il piano di occupazione di Gaza

Nel fine settimana, centinaia di migliaia di persone hanno protestato a Tel Aviv contro la guerra e il piano israeliano per occupare Gaza, sostenendo che ciò potrebbe mettere a rischio gli ostaggi detenuti da Hamas.

Il piano israeliano prevede cinque fasi: disarmo di Hamas, liberazione degli ostaggi, smilitarizzazione della Striscia di Gaza, controllo temporaneo israeliano e sostituzione di Hamas con un’amministrazione civile araba amica.

Netanyahu ha commentato le proteste:

“Chi oggi invoca la fine della guerra senza sconfiggere Hamas non solo irrigidisce la posizione di Hamas e ritarda la liberazione dei nostri ostaggi, ma assicura anche che si ripetano gli orrori del 7 ottobre”.

Nuovo incidente durante la Messa domenicale

Durante la Messa di ieri nella parrocchia della Sacra Famiglia, un’esplosione ha danneggiato un serbatoio d’acqua vicino, senza causare feriti.

“Un’altra domenica di guerra”, ha commentato padre Romanelli.

Articolo pubblicato precedentemente su CNA. È stato tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it.

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