“Portare il fuoco dell’amore nel mondo”: Messa al Santuario di Santa Maria della Rotonda con gli assistiti dalla Caritas
Dopo la celebrazione di Ferragosto a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha presieduto oggi una nuova Santa Messa al Santuario di Santa Maria della Rotonda ad Albano, a pochi chilometri di distanza. Una liturgia speciale, celebrata insieme ai poveri assistiti dalla Diocesi e agli operatori della Caritas, con i quali il Pontefice ha poi condiviso il pranzo.
Un gesto di forte valore simbolico, a pochi giorni dalla celebrazione dei 100 giorni di pontificato, che segna il primo incontro ufficiale di Papa Leone XIV con i poveri.
Un’omelia di speranza
Le prime parole del Pontefice sono state rivolte agli indigenti presenti:
“È una gioia trovarci insieme, e celebrare l’Eucaristia domenicale che ci regala una gioia ancora più profonda. Se, infatti, è già un dono essere oggi vicini e vincere la distanza guardandoci negli occhi, come veri fratelli e sorelle, un dono più grande è vincere nel Signore la morte. Gesù ha vinto la morte – la domenica è il suo giorno, il giorno della Risurrezione – e noi iniziamo già a vincerla con Lui”.
Il Papa ha poi invitato a confidare nello Spirito Santo, che “silenziosamente, domenica dopo domenica e giorno dopo giorno” rinnova la vita e dona forza anche nelle prove.
Il significato del Santuario
Riferendosi al luogo della celebrazione, il Pontefice ha sottolineato il valore simbolico della chiesa:
“Ci troviamo in un antico Santuario le cui mura ci abbracciano. Si chiama ‘Rotonda’ e la forma circolare, come a Piazza San Pietro e come in altre chiese, ci fa sentire accolti nel grembo di Dio. (…) Allora la nostra povertà, la nostra vulnerabilità e soprattutto i fallimenti (…) sono finalmente accolti nella dolce forza di Dio, un amore senza spigoli e incondizionato”.
Il pensiero si è poi rivolto alla Vergine Maria, madre di Gesù e segno della maternità di Dio, grazie alla quale la Chiesa stessa diventa “madre che genera e rigenera con la virtù della carità”.
La pace di Cristo e il fuoco dell’amore
Commentando il Vangelo del giorno, il Papa ha spiegato che la pace portata da Cristo non coincide con la semplice tranquillità:
“Il mondo ci abitua a scambiare la pace con la comodità, il bene con la tranquillità. (…) Gesù deve dirci: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!»”.
Il Pontefice ha quindi indicato la via del discepolato come scelta coraggiosa:
“Non il fuoco delle armi, e nemmeno quello delle parole che inceneriscono gli altri. No. Ma il fuoco dell’amore, che si abbassa e serve, che oppone all’indifferenza la cura e alla prepotenza la mitezza; il fuoco della bontà, che non costa come gli armamenti, ma gratuitamente rinnova il mondo”.
Chiesa di poveri, tutti dono per gli altri
In conclusione, Papa Leone XIV ha ringraziato il vescovo di Albano, mons. Vincenzo Viva, e gli operatori della Caritas, incoraggiando a superare ogni distinzione tra chi dà e chi riceve:
“Siamo la Chiesa del Signore, una Chiesa di poveri, tutti preziosi, tutti soggetti, ognuno portatore di una Parola singolare di Dio. Ognuno è un dono per gli altri”.






