L’11 agosto la Chiesa celebra Santa Chiara d’Assisi, fondatrice dell’Ordine delle Clarisse insieme a San Francesco. Mistica, virtuosa e profonda nell’amore verso i poveri, è anche venerata come patrona della televisione e delle telecomunicazioni — un riconoscimento che affonda le radici in un evento miracoloso della sua vita.
Nobile chiamata al Vangelo
Chiara nacque il 16 luglio 1194 ad Assisi, in una famiglia nobile. Fin da giovanissima, era devota alla preghiera, alla penitenza e ai più piccoli. A 18 anni, durante una predicazione di San Francesco nella chiesa di San Giorgio, lo pregò di guidarla a vivere “secondo il modo del Vangelo”, dando inizio a un profondo legame spirituale.
La notte della Domenica delle Palme del 1212, lasciò la casa paterna in gran segreto, raggiunse la Porziuncola e si consacrò a Dio: San Francesco le impose il saio e le tagliò i capelli, segnando il suo ingresso nell’Ordine delle Clarisse.
Il miracolo del pane
Nel monastero di San Damiano, una volta Chiara benedisse un solo pane destinato a nutrire cinquanta sorelle. Dopo la benedizione, il pane si moltiplicò miracolosamente, e persino avanzò per i frati minori. “Chi moltiplica il Pane nell’Eucaristia non mancherà di provvedere anche alle sue spose povere”, disse Santa Chiara.
Prodigio natalizio e patronato sui media
Uno degli episodi più noti della vita di Santa Chiara avvenne nella notte di Natale del 1252, pochi mesi prima della sua morte. Malata da tempo e costretta a letto nel monastero di San Damiano, desiderava ardentemente partecipare alla Messa della Natività celebrata nella chiesa di San Francesco, ma le sue condizioni di salute glielo impedivano.
Secondo le fonti francescane, Dio le concesse un dono straordinario: mentre le sorelle pregavano in coro, Chiara vide e udì miracolosamente tutta la celebrazione come se fosse fisicamente presente in chiesa. Non solo poté seguire le letture, i canti e l’omelia, ma percepì anche il suono delle campane e l’atmosfera gioiosa della liturgia. Questo fenomeno è descritto come una sorta di “trasporto spirituale” o visione a distanza.
Per questo episodio — in cui ricevette, potremmo dire, una “trasmissione in diretta” della Messa — Papa Pio XII, con la Lettera Apostolica Clarius Explendescit del 17 febbraio 1958, proclamò Santa Chiara Patrona della televisione. Il Papa spiegò che la Santa, “pur rimanendo fisicamente nel suo letto, ebbe la grazia di vedere e ascoltare la Messa come se fosse presente”, anticipando così, in forma miracolosa, ciò che la televisione avrebbe reso possibile secoli dopo.
Il patronato è stato poi esteso alle telecomunicazioni in generale, proprio perché il miracolo richiama l’idea della trasmissione simultanea di immagini e suoni a distanza. Il suo esempio invita a usare questi strumenti per diffondere il bene, la verità e il Vangelo, custodendo la dignità della persona e promuovendo la pace.
Un modello per la Chiesa e la comunicazione
Santa Chiara è un esempio luminoso di vita evangelica fondata sulla povertà, la preghiera e l’amore concreto verso gli altri. La sua proclamazione a patrona dei media sottolinea l’importanza di comunicare valori umani e spirituali anche attraverso gli strumenti moderni, interpretandoli con responsabilità e fede.






