Nell’Angelus di questa domenica, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli a vivere con generosità i doni ricevuti da Dio, trasformandoli in opere di amore concreto. Ha poi rinnovato il suo appello per la pace nel mondo, con particolare riferimento alla crisi ad Haiti e alla recente dichiarazione congiunta di pace tra Armenia e Azerbaijan.
I doni di Dio non sono per noi soli
Commentando il Vangelo del giorno, Papa Leone XIV ha ricordato che Gesù “ci esorta a non tenere per noi i doni che Dio ci ha fatto, ma a impiegarli con generosità per il bene degli altri, specialmente di chi ha più bisogno del nostro aiuto”.
Il Santo Padre ha spiegato che condividere non significa solo offrire beni materiali, ma anche “mettere in gioco le nostre capacità, il nostro tempo, il nostro affetto, la nostra presenza, la nostra empatia”. Questi doni, ha proseguito, sono “un capitale vivo, pulsante, che per crescere chiede di essere coltivato e investito; altrimenti si inaridisce e si svaluta, o finisce perduto, in balìa di chi lo trasforma in un semplice oggetto di consumo”.
La vigilanza dell’amore
Papa Leone XIV ha sottolineato che “le opere di misericordia sono la banca più sicura e redditizia dove affidare il tesoro della nostra esistenza”.
“In famiglia, in parrocchia, a scuola e nei luoghi di lavoro, ovunque siamo – ha aggiunto – cerchiamo di non perdere nessuna occasione per amare. Questa è la vigilanza che ci chiede Gesù: abituarci ad essere attenti, pronti, sensibili gli uni verso gli altri come Lui lo è con noi in ogni istante”.
Appello per la pace nel mondo
Dopo la preghiera mariana, il Papa ha rinnovato la sua supplica affinché cessino i conflitti:
“L’ottantesimo anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki – ha ricordato – ha risvegliato in tutto il mondo il doveroso rifiuto della guerra come via per la risoluzione dei conflitti. Quanti prendono le decisioni tengano presenti le conseguenze delle loro scelte sulle popolazioni, non ignorino le necessità dei più deboli e il desiderio universale di pace”.
Armenia e Azerbaijan: un passo storico
Il Santo Padre si è congratulato con Armenia e Azerbaijan per “la firma della dichiarazione congiunta di pace”, auspicando che questo “possa contribuire a una pace stabile e duratura nel Caucaso meridionale”.
Haiti: una crisi che chiede intervento immediato
Il Pontefice ha poi espresso profonda preoccupazione per la situazione ad Haiti, definendola “sempre più disperata”, con notizie di “omicidi, violenze di ogni genere, tratta di esseri umani, esili forzati e sequestri”.
Ha rivolto “un accorato appello a tutti i responsabili affinché gli ostaggi siano liberati immediatamente” e chiesto “il sostegno concreto della comunità internazionale per creare le condizioni sociali e istituzionali che permettano agli haitiani di vivere in pace”.






