Nel centenario dell’enciclica Quas Primas di Pio XI, il Cardinale Fernando Chomali, Arcivescovo di Santiago del Cile, ha lanciato un forte appello ai fedeli: vivere la fede con radicalità, fino al martirio se necessario. Le sue parole, pronunciate durante il seminario “E in tutto carità”, offrono una profonda riflessione sul ruolo della fede nella vita pubblica di oggi.
Durante il suo intervento, il Cardinale Chomali ha aperto con un’analisi severa della società attuale, affermando che “siamo stanchi di tutto: di parole, di discorsi, di libertà tra virgolette”, ma allo stesso tempo “pieni di nulla”. Per lui, oggi non servono tanto nuovi discorsi, quanto testimoni autentici: persone che conoscano Gesù, che lo amino e lo seguano, “non per delle idee, ma per la vita”.
Ha poi messo in guardia da due tentazioni diffuse tra i credenti: spiritualizzare ogni aspetto della realtà, perdendo il contatto con la vita concreta, e chiudersi in piccoli circoli, riducendo la missione a poche iniziative occasionali. La Chiesa, ha detto, non può vivere di azioni isolate: occorre un atteggiamento missionario costante, perché “ciò che attrae non sono i discorsi, ma i fatti”.
Uno dei passaggi più forti è stato il richiamo alla radicalità evangelica: “Il cristiano del XXI secolo, o sarà martire o non sarà cristiano”. Non si tratta, ha precisato, di cercare la persecuzione, ma di vivere in modo tale da obbedire a Dio prima che agli uomini.
Riflettendo sul tema centrale del seminario, ha sottolineato che la carità non può ridursi a cordialità o filantropia, ma deve essere “l’anima della politica cristiana”, fondata su formazione, preghiera e coerenza di vita. In questa prospettiva, evangelizzare è per natura un atto politico, perché orienta al bene comune. “Dire ‘non uccidere’, ‘non mentire’ – ha spiegato – è già un intervento politico. Non a partire dall’ideologia, ma dal Vangelo”.
Per il Cardinale, ogni progetto umano privo della grazia di Dio è destinato alla frustrazione. L’annuncio di Cristo resta dunque il dono più grande che la Chiesa possa offrire al mondo, perché “da Lui si comprende la dignità umana, e solo da Lui possiamo vivere con speranza”.
Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale si trova qui.





