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Santa Maria Maggiore: storia, arte e fede nella Basilica dove riposa Papa Francesco

La Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, cuore mariano di Roma, ha attraversato secoli di storia custodendo reliquie preziose, opere d’arte uniche e tradizioni che parlano al cuore dei fedeli. Oggi, accanto all’icona venerata della Salus Populi Romani, accoglie anche la tomba di Papa Francesco, che fece di questo luogo il suo punto di riferimento spirituale.

La Basilica del cuore di Papa Francesco

Non c’è stato viaggio apostolico di Papa Francesco che non iniziasse o terminasse con una visita alla Salus Populi Romani. Fin dal primo giorno di pontificato, il 14 marzo 2013, si recò di buon mattino con un mazzo di fiori davanti all’icona, affidando ogni missione alla protezione di Maria.
Durante la pandemia, pregò intensamente qui per il mondo intero e, come segno di gratitudine, nel 2023 offrƬ alla Vergine la Rosa d’Oro. Con la sua morte, la Basilica ĆØ divenuta anche il luogo del suo riposo eterno.

Le origini: dal Concilio di Efeso al primo santuario mariano d’Occidente

Secondo la tradizione, la Basilica fu voluta da Papa Liberio, ma fu Papa Sisto III a costruirla dopo il Concilio di Efeso (431), che proclamò Maria Theotokos, Madre di Dio.
Entrando oggi, lo sguardo si posa subito sul mosaico absidale del XIII secolo, opera di Jacopo Torriti, raffigurante l’Incoronazione di Maria da parte di Cristo. Oro zecchino, tessere d’argento, santi apostoli e francescani, il fiume del Paradiso e le scene della vita di Maria compongono un manifesto di fede e bellezza.

I mosaici più antichi di Roma

Il grande arco trionfale conserva mosaici del V secolo, i più antichi mosaici cristiani in vetro e oro di Roma, raffiguranti episodi dell’Antico Testamento. Lungo le navate, altre scene bibliche raccontano il legame ininterrotto tra l’arte e la fede cristiana nei secoli.

Il cuore pulsante: la Sacra Culla e le reliquie

Sotto l’altare maggiore, Papa Pio IX fece costruire la ā€œconfessioneā€ per custodire la reliquia della Sacra Culla, cinque assi di legno di sicomoro provenienti da Betlemme. I pellegrini vi scendono ogni giorno per pregare davanti a questo simbolo dell’Incarnazione.
Accanto, si conservano anche le reliquie di San Girolamo, di San Matteo apostolo ed altre reliquie di santi, sotto un baldacchino settecentesco di Ferdinando Fuga, in marmo porfido e bronzo dorato, voluto da Benedetto XIV.

Il miracolo della neve e la festa del 5 agosto

Secondo la leggenda, la Madonna apparve a Papa Liberio chiedendo di costruire una chiesa nel luogo in cui avrebbe trovato neve il giorno seguente. Era agosto, ma il miracolo avvenne. Oggi, ogni 5 agosto, durante la Messa solenne, dal soffitto cadono petali di rose bianche per ricordare l’evento.

La Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore

Voluta da Papa Sisto V, la cosiddetta ā€œCappella del Presepeā€ custodisce il primo presepe della storia, commissionato da Papa Niccolò IV.
La struttura ingloba la cappella medievale che conteneva la Sacra Culla, spostata interamente per preservarla.
Il grandioso tabernacolo, decorato anche con disegni di Michelangelo, unisce simbolicamente il mistero dell’Incarnazione al sacrificio e alla gloria di Dio Padre, in una linea teologica ascendente che guida lo sguardo dalla reliquia fino alla cupola.

La Cappella Paolina e la Salus Populi Romani

Costruita da Papa Paolo V Borghese nel XVII secolo e progettata da Pietro Bernini, con la collaborazione del giovane Gian Lorenzo, ĆØ considerata la culla dell’arte barocca.
Qui ĆØ venerata l’icona mariana attribuita a San Luca Evangelista, reliquia amatissima da santi e papi. San Ignazio di Loyola vi celebrò la sua prima Messa, e Papa Francesco vi tornò costantemente in preghiera.
Rivestita di marmi preziosi, tra cui il broccatello di Spagna, custodisce un messaggio forte: nel lunettone dipinto dal Cavalier d’Arpino, San Gregorio Taumaturgo presenta a Maria il suo scritto contro le eresie, collegando le dispute teologiche antiche alle sfide della Riforma protestante.

Un piccolo Vaticano nel cuore di Roma

Molti papi scelsero di essere sepolti qui piuttosto che in San Pietro: Gregorio XV, Sisto V, San Pio V, Paolo V e Clemente XI. Santa Maria Maggiore è così divenuta un santuario papale, custode di memoria e devozione.
Oggi, con la tomba di Papa Francesco, la Basilica si conferma luogo di pellegrinaggio privilegiato, dove fede, storia e arte si intrecciano in un’unica, luminosa testimonianza.

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