Nel messaggio rivolto ai giovani del 36° Festival a Medjugorje, Papa Leone XIV ha ricordato il valore insostituibile dell’incontro umano, della fede vissuta insieme e del coraggio di rispondere alla chiamata di Dio.
Camminare insieme verso il Signore
Nel suo messaggio ai partecipanti al 36° Festival dei Giovani a Medjugorje, Papa Leone XIV ha rivolto parole forti e luminose sulla bellezza della fede condivisa e sull’importanza di non percorrere da soli il cammino della vita.
“Gesù è la via e il suo Spirito ci apre gli occhi e ci fa vedere ciò che da soli non riusciremmo a comprendere. Sulla strada della vita non si cammina mai da soli. Il nostro cammino è sempre intrecciato con quello di qualcun altro: siamo fatti per l’incontro, per camminare insieme e per scoprire insieme una meta comune”, scrive il Pontefice.
Un invito alla comunione, al pellegrinaggio interiore e comunitario, che trova forza proprio nella condivisione tra fratelli nella fede.
Giovani, non siete pellegrini solitari
Papa Leone XIV ha incoraggiato i giovani a riscoprire la bellezza di una fede vissuta insieme, ricordando che “nessuno cammina da solo: ci si incita a vicenda, ci si accende a vicenda. Le fiamme dei cuori si uniscono, e diventano un unico grande fuoco che illumina il cammino”.
E aggiunge: “Anche voi, giovani, non siete pellegrini solitari. Questa strada verso il Signore si percorre insieme. È questa la bellezza della fede vissuta nella Chiesa”.
“Nessun algoritmo potrà mai sostituire un abbraccio”
Il passaggio più emblematico del messaggio papale è un chiaro appello contro ogni forma di disumanizzazione dell’incontro. “Nessun algoritmo potrà mai sostituire un abbraccio, uno sguardo, un vero incontro, né con Dio, né con i nostri amici, né con la nostra famiglia”, afferma con forza il Pontefice.
E invita i giovani a cercare relazioni autentiche: “Sull’esempio di Maria, vi incoraggio perciò a cercare incontri veri. Gioite insieme, e non abbiate paura di piangere con chi piange”.
Il coraggio della vocazione
Nel concludere il messaggio, Papa Leone XIV ha lanciato anche un forte invito a non temere la chiamata di Dio:
“C’è un linguaggio più forte di ogni barriera, il linguaggio della fede, alimentato dall’amore di Dio. Siete tutti membra del suo Corpo, che è la Chiesa: incontratevi, conoscetevi, condividete. Solo così, camminando insieme, sostenendoci a vicenda, accendendoci l’un l’altro, arriveremo alla casa del Signore.”
E infine, un incoraggiamento diretto a chi sente la chiamata speciale alla vita consacrata o al sacerdozio: “Vi incoraggio a non avere paura di rispondere. Quell’invito, che sentite vibrare dentro, viene da Dio, che parla al nostro cuore. Ascoltatelo con fiducia: la parola del Signore, infatti, non solo ci rende davvero liberi e felici, ma ci realizza autenticamente come uomini e come cristiani.”
Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale si trova qui.






