In vista della canonizzazione del Beato Pier Giorgio Frassati, prevista il 7 settembre a Roma, Torino riscopre i luoghi e la testimonianza di uno dei suoi figli più amati, offrendo ai pellegrini un itinerario di fede che parla al cuore delle nuove generazioni.
La Crocetta: dove la fede di Pier Giorgio ha preso forma
Ai piedi delle Alpi, Torino ha donato alla Chiesa una delle figure più luminose della santità laicale del Novecento: Pier Giorgio Frassati, il “santo della porta accanto”. Nei quartieri che lo hanno visto crescere, la sua presenza è ancora viva e tangibile, e lo sarà ancor più in questo 2025, anno del Giubileo della Speranza.
Nel cuore del quartiere La Crocetta sorge la Parrocchia della Beata Vergine delle Grazie, luogo decisivo nel cammino spirituale del giovane beato. Qui ricevette la Prima Comunione e la Cresima, praticò l’adorazione eucaristica e partecipava con devozione alla Santa Messa. Una semplice targa indica oggi il posto esatto dove si inginocchiava per pregare.
La parrocchia conserva anche i certificati di battesimo e di morte di Pier Giorgio, che rivelano piccoli dettagli della sua vita, come racconta Alessandro Maria Greco, autore del Frassati Tour: “Possiamo vedere che il secondo nome di Piergiorgio era Michelangelo. Poi possiamo notare che la scritta ‘battezzato in chiesa’ in realtà è stata barrata, è stato scritto a mano ‘battezzato in casa’ perché Pier Giorgio era asfittico. Quindi hanno preferito, diciamo, subito battezzare il bimbo.”
La morte e il funerale: quando Torino scoprì un santo
Pochi giorni dopo la morte della nonna Linda, avvenuta il 1º luglio 1925, anche Pier Giorgio si spense, il 4 luglio, colpito da una forma fulminante di poliomielite, forse contratta mentre si prendeva cura dei poveri. La sua discrezione fu tale che non volle turbare i familiari già provati dal lutto. Come spiega ancora Greco: “Lui, consapevole degli ultimi giorni di vita della nonna che stava male, ha preferito tenersi dentro la sua sofferenza per non dar fastidio.”
Morì proprio nella casa di fronte alla parrocchia, e fu in quel breve tragitto verso la chiesa, nel giorno del funerale, che Torino si accorse della statura morale del giovane. “Immaginiamoci proprio queste strade qui davanti pienissime di persone. La famiglia che diciamo non aveva minimamente idea di tutta questa calca che si sarebbe fatta proprio di fronte a casa e quel tragitto brevissimo da Casa Frassati alla parrocchia della Crocetta si è rivelato un vero e proprio cammino nelle strade del quartiere… una piazza ‘piena zeppa’, un teatro della manifestazione di ‘Piergiorgio’.”
Un percorso spirituale tra Duomo, montagne e parole
Oggi Alessandro Maria Greco accompagna gruppi di giovani nel Frassati Tour, un itinerario che permette di conoscere la vita del beato nei luoghi che ha vissuto. L’ultima tappa è il Duomo di Torino, dove oggi riposano le sue spoglie, dopo essere state traslate dal cimitero di Pollone. Matteo Massaia, membro del Comitato per i 100 anni dalla nascita di Frassati, sottolinea: “Piergiorgio riposava nel cimitero di Pollone. Poi, quando ci si è resi conto anche dell’importanza che stava sempre più avendo a livello mondiale, è stato appunto portato qui nel Duomo di Torino, la cattedrale di Torino. E proprio per dare il giusto peso, la giusta rilevanza a Piergiorgio, come anche stiamo vedendo in queste ore, in questi minuti.”
La figura di Pier Giorgio continua a toccare i cuori anche oltre l’Italia. Nicholas Mendoza, un pellegrino dagli Emirati Arabi Uniti, racconta: “È un santo con cui è facile identificarsi, perché se si guardano gli altri santi come San Francesco d’Assisi, Santa Chiara, San Carlo Borromeo o San Giovanni Bosco, molte persone pensano che per diventare santi sia necessario seguire la vocazione sacerdotale o laica, ma quando ho visto il Beato Pier Giorgio Frassati ho capito che non avevo più scuse per essere una persona normale.”
Nel centro di Torino, lo spazio espositivo “Verso l’Altro” permette di immergersi nella vita di Frassati. Paolo Pellegrini, ideatore del progetto, descrive le tappe del percorso: “Le tappe di questo percorso espositivo sono sostanzialmente 5. Un primo spazio è dedicato alla conoscenza del contesto storico in cui lui vive questi primi, questo primo quarto del ventesimo secolo a Torino. Il secondo spazio di questo percorso è dedicato alla montagna. È uno spazio in cui noi leggiamo due delle sue frasi più conosciute, dedicate proprio alla sua amicizia nei confronti della montagna in cui vediamo uno dei suoi oggetti, le ciaspole, che lui usava sulla neve, per camminare sulla neve, come facevano a quel tempo, quindi dei materiali usati a quel tempo, essendo proprio appartenuti a lui. L’ultima sala del percorso espositivo è quella dedicata alle parole di Piergiorgio. E in molte di queste ci sono parole che ricorrono tantissime volte, particolarmente, alcune le abbiamo un po’ riepilogate, riassunte e presentate, mostrandole nelle lettere e raccogliendole attraverso una sorta di cloud di parole che evidenzia quelle più utilizzate.”
Oasi Frassati: uno spazio di respiro per i giovani
All’interno del Seminario Maggiore si trova l’“Oasi Frassati”, uno spazio dedicato alla pastorale giovanile. Suor Carmela Busia, coordinatrice della Pastorale, spiega: “Questo luogo è un luogo desiderato dal Vescovo in coordinamento con la pastorale giovanile, un luogo chiamato Oasi Frassati. L’idea è proprio questa, che ci sia un’oasi all’interno della nostra diocesi dove i ragazzi possano venire e radunarsi, respirare. Questo è il luogo in cui vengono realizzate diverse proposte della pastorale giovanile. Già quest’anno, quindi in questo anno del 2025, abbiamo realizzato diverse iniziative, soprattutto di formazione per i giovani più grandi e quindi abbiamo scelto il nome oasi Frassati proprio in questo anno. Un Anno Santo, un anno speciale, un anno dedicato al Giubileo della speranza, perché possa essere una speranza e un luogo di speranza anche per tanti.”
In occasione del Giubileo della Gioventù, le reliquie del Beato Pier Giorgio Frassati sono esposte nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma fino al 4 agosto. Un’occasione preziosa per i giovani pellegrini di avvicinarsi a un modello di santità pienamente incarnato nella vita quotidiana.






