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Tor Vergata, un milione di giovani in Veglia con Papa Leone XIV: “L’amicizia con Cristo è la nostra stella polare” – VIDEO

Dialogo, preghiera e speranza. La grande Veglia del Giubileo dei Giovani 2025 richiama alla memoria Giovanni Paolo II e rilancia l’eredità spirituale di un’intera generazione
Papa Leone XIV alla Veglia per il Giubileo dei Giovani a Tor Vergata, il 2 agosto 2025 | Credit: Mateusz Opila
Papa Leone XIV alla Veglia per il Giubileo dei Giovani a Tor Vergata, il 2 agosto 2025 | Credit: Mateusz Opila

È il momento più atteso di questo Anno Santo: Tor Vergata torna a essere “casa” dei giovani del mondo. Dalle 14, sotto il cielo di Roma, canti, danze, testimonianze e l’attesa commossa per l’arrivo di Papa Leone XIV. Il Santo Padre ha risposto alla chiamata di Papa Francesco, che due anni fa li aveva invitati a ritrovarsi nella Capitale per il Giubileo dei Giovani.

La suggestione è forte: lo stesso luogo che nel 2000 vide San Giovanni Paolo II abbracciare due milioni di ragazzi torna a vibrare di fede, gioia e speranza. “È l’augurio che facciamo anche a questa generazione di giovani: che da qui nascano nuove vocazioni, conversioni, amicizie che cambiano la vita”, si mormora tra i partecipanti.

La croce sul prato e il saluto del Papa

Il grande palco ben visibile da ogni angolo domina i novantasei ettari della spianata. La croce, al centro, orienta il cuore e lo sguardo. Alle 18.30 l’elicottero papale atterra e Papa Leone XIV percorre l’intera area in papamobile, tra benedizioni, saluti, sorrisi. Il clima è mite, sui 28-29 gradi, e l’organizzazione ha predisposto quattro milioni di bottigliette d’acqua e kit alimentari per i pellegrini che passeranno la notte a Tor Vergata.

Tre domande per il Papa: amicizia, coraggio, speranza

Alle 20.30 inizia il cuore spirituale della Veglia: tre giovani pongono al Papa domande su temi universali. Ne nasce un dialogo aperto, intimo, profondo.

1. L’amicizia nell’era digitale

Una giovane di lingua spagnola domanda: Come si può trovare oggi un’amicizia vera e un amore sincero, in un mondo sempre connesso ma spesso distante?

Il Papa risponde con parole intense:

“Le relazioni con altre persone sono indispensabili per ciascuno di noi”.
“Cercando con passione la verità, noi non solo riceviamo una cultura, ma la trasformiamo attraverso scelte di vita. La verità, infatti, è un legame che unisce le parole alle cose, i nomi ai volti. La menzogna, invece, stacca questi aspetti, generando confusione ed equivoco”.

E avverte:

“Ma quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa uno strumento: sì, strumento di mercato, merce a sua volta. Solo relazioni sincere e legami stabili fanno crescere storie di vita buona”.

Il cuore della risposta è cristologico:

“L’amicizia con Cristo, che sta alla base delle fede, non è solo un aiuto tra tanti altri per costruire il futuro: è la nostra stella polare.
Volersi bene in Cristo, sapere vedere Gesù negli altri, l’amicizia può veramente cambiare il mondo, l’amicizia è una strada per la pace”.

2. Il coraggio di scegliere

Gaia, dall’Italia, chiede: Come possiamo trovare il coraggio di scegliere in un tempo di incertezza?

“Grazie per questa domanda! Il coraggio per scegliere viene dall’amore, che Dio ci manifesta in Cristo.
È Lui che ci ha amato con tutto sé stesso, salvando il mondo e mostrandoci così che il dono della vita è la via per realizzare la nostra persona”.

Il Papa indica tre percorsi vocazionali:

“Ecco scelte radicali e piene di significato: il matrimonio, l’ordine sacro e la consacrazione religiosa esprimono il dono di sé, libero e liberante, che ci rende davvero felici.
Troviamo la felicità quando impariamo a donare noi stessi”.

Poi una toccante parentesi:

“Stasera pensiamo a due ragazze Maria e Pascal, entrambe hanno scelto di venire a Roma e la morte l’ha colte in questi giorni.
Preghiamo insieme per loro, per i loro famigliari, per i loro amici, per le loro comunità.
Vorrei chiedere le vostre preghiere anche per un ragazzo spagnolo, Ignacio, che è stato ricoverato al Bambino Gesù. Preghiamo per lui e per la sua salute”.

3. Dove incontrare il Risorto?

Un ragazzo statunitense, in lingua inglese, pone la terza domanda: Come possiamo essere sicuri della presenza del Signore nella nostra vita, anche quando tutto è incerto?

“Ma che cos’è il bene? Per rispondere a questa domanda, occorre un testimone: qualcuno che ci faccia del bene…
Senza questi testimoni non saremmo nati, né saremmo cresciuti nel bene”.

E aggiunge con forza:

“Carissimi giovani, l’amico che sempre accompagna la nostra coscienza è Gesù.
Volete incontrare veramente il Signore Risorto? Ascoltate la sua parola, che è Vangelo di salvezza!
Studiate, lavorate, amate secondo lo stile di Gesù, il Maestro buono che cammina sempre al nostro fianco”.

L’appello finale è missionario:

“Quanto ha bisogno il mondo di missionari del Vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace!
Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne che siano testimoni di speranza!
Ecco, carissimi giovani, il compito che il Signore Risorto ci consegna. Grazie Gesù per chiamarmi!”

Una veglia di adorazione e silenzio

Dopo il dialogo con i giovani, la spianata si trasforma in cattedrale sotto le stelle. Segue la Lettura del Vangelo, poi l’Adorazione Eucaristica con Papa Leone XIV che incensa il Santissimo Sacramento.

In un silenzio carico di fede, viene recitato il Salmo 39 in sette lingue. Il ritornello “Eccomi” unisce le voci del mondo.

L’ultima preghiera è per Maria, Madre di tutti. Poi il Papa saluta i giovani:

“Vorrei ringraziare il coro, la musica, per accompagnarci! Grazie a tutti voi! Mi raccomando riposatevi un po’… appuntamento domani mattina!”

Appuntamento alla Messa con il Papa

Domani, domenica 30 luglio, l’appuntamento è alle ore 9 con la Celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Leone XIV, seguita dalla recita dell’Angelus.

Come venticinque anni fa, la notte a Tor Vergata non sarà solo memoria, ma nuovo inizio per una generazione chiamata a testimoniare la bellezza del Vangelo.

Articolo precedentemente pubblicato su acistampa e riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.

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