In un momento carico di emozione e raccoglimento, il 2 agosto 2025, Papa Leone XIV ha ricevuto in Udienza privata i giovani pellegrini provenienti dall’Egitto, compagni di scuola e di viaggio di Pascale Rafic, la diciottenne tragicamente deceduta durante il trasferimento a Roma per partecipare al Giubileo dei Giovani.
Nel riceverli, il Papa ha voluto salutare ciascuno personalmente, condividendo con loro un messaggio di vicinanza, fede e speranza.
“Una vostra sorella, che è morta improvvisamente”
Parlando in lingua inglese, il Santo Padre ha ricordato con parole toccanti la giovane Pascale:
“Questa mattina presto ho ricevuto la triste notizia della scomparsa di una vostra compagna di viaggio, una vostra compagna di pellegrinaggio, una vostra sorella, che è morta improvvisamente ieri sera. E naturalmente, la tristezza che la morte porta a tutti noi è qualcosa di molto umano e molto comprensibile, soprattutto essendo così lontani da casa e in un’occasione come questa, in cui ci riuniamo davvero per celebrare con gioia la nostra fede”.
Ha poi richiamato la fragilità della vita, alla luce del Vangelo:
“Non abbiamo il controllo sulle nostre vite e che non sappiamo, come dice Gesù stesso, né il giorno né l’ora in cui, per qualche motivo, la nostra vita terrena finirà”.
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— L'Osservatore Romano (@oss_romano) August 2, 2025
Il Santo Padre ha incontrato i pellegrini che viaggiavano con Pascale Rafic, la diciottenne deceduta durante il viaggio dall’Egitto a Roma per partecipare al Giubileo dei Giovani pic.twitter.com/8xmhuQLKjw
“La fede in Cristo ci sostiene anche nel dolore”
Nel mezzo del dolore, il Santo Padre ha incoraggiato i giovani a trovare forza e significato nella fede:
“E così, in un certo senso, mentre celebriamo questo anno giubilare della speranza, ci viene ricordato in modo molto potente quanto la nostra fede in Gesù Cristo debba essere parte di ciò che siamo, di come viviamo, di come ci apprezziamo e rispettiamo l’un l’altro, e soprattutto di come continuiamo ad andare avanti nonostante esperienze così dolorose”.
Il Papa ha concluso con parole cariche di speranza:
“La nostra speranza è in Gesù Cristo che è risorto.
Chiediamo quindi al Signore di essere con noi, di essere con tutti voi, mentre vivete questi giorni del pellegrinaggio…”.
Un gesto semplice, ma profondamente evangelico: la Chiesa che consola, abbraccia, accompagna. In mezzo alla festa del Giubileo, la prova della morte diventa occasione per riaffermare con forza la speranza cristiana che non delude.
Articolo precedentemente pubblicato su acistampa e adattato per la pubblicazione su ewtn.it.






