Figura centrale del IV secolo e difensore della fede nicena, sant’Eusebio di Vercelli (283–371) è ricordato oggi come uno dei grandi pastori della Chiesa antica. Nato in Sardegna e trasferitosi a Roma in giovane età, fu ordinato sacerdote da papa Marco e consacrato vescovo da Giulio I nel 345, divenendo il primo vescovo di Vercelli. È oggi patrono della città e dell’intero Piemonte, oltre che venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Una Chiesa unita nella carità e nella verità
Eusebio fu tra i primi a introdurre nella propria diocesi la vita comune del clero, ispirandosi al modello delle Chiese orientali. Lo ricorda sant’Ambrogio, che lo loda per aver coniugato la vita monastica con l’impegno pastorale.
Ma è nella lotta contro l’arianesimo che Eusebio emerse come una delle voci più forti e coraggiose del suo tempo. Inviato da papa Liberio presso l’imperatore Costanzo II per favorire una riconciliazione tra le parti, prese parte al concilio di Milano del 355, ma si rifiutò di sottoscrivere gli editti favorevoli agli ariani, apertamente sostenuti dall’imperatore. Per questo fu esiliato prima in Palestina, poi in Cappadocia e infine in Egitto. Solo alla morte di Costanzo, nel 361, poté far ritorno alla sua diocesi.
Il culto della Madonna Nera e le radici di Oropa
Tornando dal suo esilio, Eusebio portò con sé il seme di una profonda devozione mariana, arricchita dalle esperienze vissute in Oriente. Secondo la tradizione, portava una statua raffigurante la Madonna Nera, da lui nascosta durante le persecuzioni e poi custodita presso i monti biellesi. Da quella presenza germoglierà nei secoli il celebre Santuario di Oropa, oggi uno dei principali luoghi di pellegrinaggio mariano in Italia.
L’opera missionaria di Eusebio contribuì a diffondere il cristianesimo in tutto il nord-ovest della penisola. A lui sono legati anche altri luoghi di culto mariano: il Duomo di Vercelli, il Sacro Monte di Crea, la chiesa di Sant’Eusebio a Pavia e il Santuario Madonna del Palazzo a Crescentino.
Un vescovo di riconciliazione
La sua ultima apparizione pubblica documentata fu al concilio di Alessandria, dove dimostrò grande spirito di riconciliazione: fu disposto a perdonare i vescovi ariani, purché rinunciassero al ministero episcopale e tornassero allo stato laicale.
Morì a Vercelli il 1° agosto 371. Le sue reliquie furono riscoperte solo nel XVI secolo, durante i lavori di ricostruzione del duomo cittadino.
Culto e memoria liturgica
Sant’Eusebio è ricordato con particolare solennità il 1° agosto nella diocesi di Vercelli e in tutto il Piemonte. Nel rito romano la sua memoria è il 2 agosto, mentre nel rito ambrosiano è obbligatoria. Nel rito tradizionale latino, la memoria cade il 16 dicembre, giorno successivo alla sua consacrazione episcopale.
È anche compatrono dell’Università di Cagliari, e titolare della congregazione delle Figlie di Sant’Eusebio, fondata a Vercelli nel 1899.





