Ogni 2 agosto, la Chiesa fa memoria di San Pietro Giuliano Eymard, sacerdote francese e fondatore della Congregazione del Santissimo Sacramento, conosciuta anche come quella dei “sacramentini”. Il suo carisma continua a ispirare oggi quanti pongono l’Eucaristia al centro della propria vita spirituale.
I religiosi da lui fondati sono un istituto di diritto pontificio e si dedicano alla promozione dell’adorazione eucaristica perpetua, alla predicazione e alla formazione spirituale dei laici.
Un’infanzia umile e un sogno contrastato
Nato a La Mure, vicino Grenoble (Francia), nel 1811, Pietro Giuliano crebbe in una famiglia povera ma profondamente cristiana. Fin da ragazzo aiutò il padre nel lavoro per contribuire al sostentamento domestico. A 12 anni ricevette la Prima Comunione: un evento che segnò profondamente il suo cuore.
Nonostante l’ostilità iniziale del padre alla sua vocazione religiosa e la mancanza di mezzi economici, Pietro Giuliano non rinunciò al suo desiderio di diventare sacerdote. Grazie al sostegno di un sacerdote amico, riuscì a studiare e a proseguire il cammino vocazionale.
Dopo la morte della madre e, più tardi, del padre, entrò nella casa dei Padri Oblati a Marsiglia, poi in seminario e fu ordinato sacerdote a 23 anni, nel 1834.
“Stare alla presenza di Cristo: questo dev’essere il centro”
Nel 1839, con il permesso del vescovo, p. Eymard entrò nella Congregazione dei Maristi, dove emise i voti religiosi. Tuttavia, la sua vita prese una svolta decisiva quando maturò la convinzione che l’Eucaristia fosse il cuore di tutta la vita cristiana.
“Stare alla presenza di Cristo: questo dev’essere il centro.”
Colpito dalla freddezza e trascuratezza spirituale verso il Santissimo Sacramento che riscontrava in tanti, comprese molte persone consacrate, decise di lasciare i Maristi e fondare una nuova comunità religiosa.
Nel 1851, nacque così la Congregazione dei Sacerdoti Adoratori del Santissimo Sacramento, con l’approvazione papale concessa da Pio IX nel 1863.
P. Eymard fondò anche:
- le Serve del Santissimo Sacramento (ramo femminile),
- la Lega Eucaristica Sacerdotale,
per coinvolgere anche i laici e i sacerdoti diocesani nella missione di rinnovare la Chiesa attraverso l’adorazione eucaristica.
Il sostegno del Santo Curato d’Ars
San Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars, fu uno dei primi a riconoscere la santità e la missione di p. Eymard. Ne parlava con grande stima e profondo rispetto:
“Il mondo si oppone alla sua opera perché non la conosce, ma si tratta di un’impresa che realizzerà grandi cose per la gloria di Dio. Adorazione sacerdotale… che meraviglia! Dite al p. Eymard che pregherò ogni giorno per la sua opera”.
E affermava con semplicità:
“È un santo”.
Una vita spesa per l’Eucaristia
Dopo anni difficili, segnati da prove, privazioni e incomprensioni, sia personali che comunitarie, p. Eymard concluse la sua esistenza il 1° agosto 1868 a La Mure, dove era nato 57 anni prima.
Nel 1962, durante la prima sessione del Concilio Vaticano II, Papa San Giovanni XXIII lo canonizzò, indicandolo alla Chiesa universale con un titolo che ancora oggi lo accompagna:
“L’Apostolo dell’Eucaristia”.
Tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it. L’originale si trova su aciprensa.






