Dopo un decennio, si apre una nuova fase per la Specola Vaticana. Papa Leone XIV ha nominato padre Richard Anthony D’Souza, S.J., nuovo direttore dell’Osservatorio astronomico vaticano, succedendo a fratel Guy Consolmagno, S.J., il cui mandato scadrà ufficialmente il 19 settembre 2025.
La scelta conferma il percorso di transizione avviato sotto il pontificato di Papa Francesco, e ora ratificato dal suo successore.
“Sono lieto che Sua Santità abbia scelto padre D’Souza come prossimo direttore della Specola Vaticana. So che padre D’Souza ha la visione e la saggezza necessarie per portare avanti l’Osservatorio in questo periodo di rapidi cambiamenti nella ricerca astronomica, soprattutto grazie alla sua esperienza con i telescopi spaziali e le tecniche computazionali avanzate”, ha dichiarato fratel Consolmagno.
Da parte sua, il nuovo direttore ha espresso gratitudine e riconoscenza:
“Durante i suoi dieci anni di leadership, Fr. Consolmagno si è distinto per la sua dedizione al dialogo tra scienza e fede, alla divulgazione scientifica e alla promozione della ricerca astronomica a livello internazionale”.
Fratel Consolmagno continuerà a servire come astronomo della Specola e come presidente della Fondazione della Specola Vaticana, con sede a Tucson, Arizona (USA).
Un gesuita indiano con una solida formazione scientifica
Padre Richard D’Souza, gesuita indiano nato nel 1978 a Goa, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1996 ed è stato ordinato sacerdote nel 2011 dopo gli studi filosofici e teologici al Jnana Deepa Institute of Philosophy and Theology di Pune.
La sua formazione scientifica è ampia e internazionale:
- Laurea in Fisica presso il St. Xavier’s College di Mumbai;
- Master in Fisica all’Università di Heidelberg, con ricerca presso l’Istituto Max Planck per l’Astronomia;
- Dottorato in Astronomia all’Università Ludwig Maximilian di Monaco, con tesi all’Istituto Max Planck per l’Astrofisica a Garching, focalizzata sulla formazione ed evoluzione delle galassie;
- Programma post-dottorato presso l’Università del Michigan, Ann Arbor (USA).
Dal 2016 è membro dello staff scientifico della Specola Vaticana, e dal 2022 ne è Superiore della comunità gesuita.
Galassie, asteroidi e fede: una scienza che guarda il cielo e l’anima
La ricerca di padre D’Souza si concentra su fenomeni come la fusione delle galassie e l’impatto che questi eventi hanno sulla morfologia e sulle proprietà della Via Lattea. Autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, partecipa a vari progetti di ricerca e collaborazioni internazionali. È membro dell’Unione Astronomica Internazionale e di recente un asteroide è stato intitolato in suo onore.
La missione della Specola: scienza e fede in dialogo
L’Osservatorio Vaticano, fondato nella sua forma attuale da Papa Leone XIII nel 1891, continua ad essere un ponte tra scienza e fede. Nel Motu Proprio Ut mysticam, il pontefice scriveva:
“…che sia a tutti chiaro che la Chiesa e i suoi Pastori non si oppongono alla vera e solida scienza, sia umana che divina, ma che la abbracciano, la incoraggiano e la promuovono con tutto l’impegno possibile”.
Oggi, gli astronomi gesuiti della Specola Vaticana lavorano su temi che spaziano dalle stelle ai meteoriti, dalle galassie alla cosmologia, fino ai misteri delle origini dell’universo e della vita oltre il sistema solare.
La nomina di padre D’Souza conferma l’impegno della Santa Sede per un pensiero cristiano capace di dialogare con le frontiere più avanzate del sapere, nella convinzione che la verità, sia essa scientifica che teologica, conduca sempre a Dio.
Articolo precedentemente pubblicato su acistampa.com e riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.







