Planned Parenthood ha annunciato la chiusura di due dei suoi sei centri nella zona di Houston (Texas), tra cui la sede di Prevention Park, considerata fino a poco tempo fa la più grande struttura per aborti dell’emisfero occidentale, attiva fino alla 24ª settimana di gravidanza. La decisione arriva a seguito delle normative statali introdotte dal 2022, che hanno quasi totalmente vietato l’aborto in Texas.
“Una vittoria per la vita”
“Una assoluta vittoria per la vita”, ha dichiarato il Dr. John Seago, presidente di Texas Right to Life, in un’intervista a CNA – partner in lingua inglese di EWTN News.
Anche Shawn Carney, fondatore e direttore di 40 Days for Life, ha espresso entusiasmo per la chiusura del centro, definendola “una delle più grandi vittorie nella storia del movimento pro-life”.
“Non c’è mai stato un momento più emozionante per essere pro-life.”
Nel suo momento di massimo operato, il centro di Prevention Park avrebbe praticato fino a 10.000 aborti all’anno, secondo Carney.

Un simbolo dell’aborto trasformato
Seago ha paragonato il gigantesco edificio di 7.246 m² a una “piramide mesoamericana usata per sacrifici umani”, simbolo dell’influenza e del potere di Planned Parenthood.
“Vedere quell’edificio chiudere è incredibile”, ha aggiunto Carney, ricordando quanto i volontari fossero “sopraffatti” dalla sua grandezza e dal suo impatto.
La struttura si trova accanto alla Gulf Freeway di Houston, in un quartiere a maggioranza ispanica nei pressi della University of Houston.
Preghiera e speranza all’esterno del centro
La notizia ha mobilitato numerosi fedeli e volontari pro-life che hanno celebrato in preghiera la chiusura della struttura.

“Le migliaia di persone che hanno pregato fuori da lì nel corso degli anni stanno festeggiando”, ha affermato Carney.
“Per troppo tempo si è detto alla Chiesa che il suo insegnamento era arcaico. Ma oggi stiamo vedendo la cultura riscoprire la legge naturale.”
Tagli ai fondi pubblici e nuova legislazione
La chiusura, prevista per il 30 settembre 2025, è attribuita alla mancanza di fondi e a un contesto normativo sempre più restrittivo.
Già dal 2011, il Texas ha ridotto sistematicamente i finanziamenti pubblici a Planned Parenthood, portando alla chiusura di oltre 80 centri nello Stato.
Nel 2021, la Corte ha autorizzato l’esclusione del gruppo anche dal programma Medicaid.
“Nel 2019, il Senato del Texas ha approvato la legge SB 22, vietando alle autorità locali di stipulare contratti con Planned Parenthood, anche per servizi non legati all’aborto.”
L’amministrazione Trump ha inoltre sostenuto la legge One Big Beautiful Bill, che sospende per un anno i pagamenti Medicaid ai fornitori di aborti. Tuttavia, un giudice federale ha bloccato temporaneamente la sua applicazione il 28 luglio con un’ingiunzione preliminare.
Reazione di Planned Parenthood
Melaney Linton, presidente e CEO di Planned Parenthood Gulf Coast, ha definito la chiusura “straziante” e “oltraggiosa”.
“Dover ridurre il personale e la presenza futura di Planned Parenthood Gulf Coast a Houston è straziante, oltraggioso, ed è il risultato diretto di questi attacchi politici costanti”, ha dichiarato al Houston Chronicle.
La filiale Gulf Coast, attiva da oltre 90 anni, gestiva sei centri nella zona di Houston e due in Louisiana. I centri di Prevention Park e Southwest chiuderanno il 30 settembre.
I quattro centri restanti passeranno sotto la gestione di Planned Parenthood of Greater Texas, che in totale controllerà 22 centri nello Stato. I sette centri dell’area di San Antonio sono invece affidati a Planned Parenthood South Texas.
Una battaglia culturale ancora aperta
Nonostante le chiusure, Planned Parenthood punta a continuare le attività rimaste facendo affidamento quasi esclusivamente su donazioni private, vista la drastica riduzione dei fondi pubblici.
La chiusura del centro di Houston rappresenta un segno concreto del cambiamento in atto nel dibattito pubblico sull’aborto negli Stati Uniti, dove sempre più comunità si mobilitano per testimoniare e difendere il valore della vita umana sin dal concepimento.
Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’originale si trova su CNA.






