Un momento di intensa spiritualità e profonda riflessione ha segnato la conclusione del Giubileo degli Influencer e dei Missionari digitali, celebrato stamane nella Basilica di San Pietro con una Messa presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle. Al termine della liturgia, Papa Leone XIV è sceso tra i giovani partecipanti per un atteso incontro, pronunciando un discorso vibrante, in tre lingue – italiano, inglese e spagnolo – che ha toccato i temi chiave della pace, della missione digitale e della responsabilità cristiana nel mondo connesso.
La pace: urgenza del tempo presente
Ha aperto con il saluto che ha accompagnato l’inizio del suo pontificato:
“Cari fratelli e sorelle, la pace sia con voi!…”
Un invito, ha proseguito, a portare nel mondo “la pace che viene dal Signore”, che ci invita ad essere testimoni attivi in un mondo segnato da guerre e divisioni.
Annunciare Cristo anche nel digitale
Al centro dell’intervento del Pontefice, la sfida di testimoniare la pace anche negli spazi digitali.
“Abbiamo bisogno di discepoli missionari… fino agli estremi della terra”, ha detto, parlando del compito degli influencer cristiani di dare voce alla speranza.
“Sta a voi far sì che questa cultura rimanga umana”, ha aggiunto, esortando a una presenza autentica e responsabile nel mondo digitale.
Tecnologia e umanesimo: la dignità al centro
Papa Leone XIV ha messo in guardia dai rischi di una tecnocrazia spersonalizzante:
“Niente che viene dall’uomo e dal suo ingegno deve essere piegato sino a mortificare la dignità dell’altro”, ribadendo la centralità della persona e dell’amore cristiano in ogni linguaggio, anche digitale.
La rete evangelica: relazioni che salvano
Un’immagine potente ha attraversato tutto il discorso: quella della rete.
“Andate a riparare le reti”, ha esortato il Papa, ricordando la chiamata degli Apostoli. Oggi, quelle reti devono diventare “reti di amore, di amicizia profonda, di guarigione dalla solitudine”, fondate non sul numero dei follower, ma sulla qualità delle relazioni.
“La rete di Dio”: bellezza, verità, comunione
Le reti, ha proseguito il Papa, devono essere strumenti di liberazione, luoghi di incontro e di verità:
“Ogni storia di bene condiviso sarà il nodo di un’unica, immensa rete: la rete delle reti, la rete di Dio”.
Un appello forte a superare le logiche dell’egoismo, della superficialità e della disinformazione.
L’abbraccio del Papa al popolo digitale
Il discorso si è concluso con la benedizione apostolica e un gesto simbolico: Papa Leone XIV si è fermato tra i giovani, ha sorriso, benedetto bambini, stretto mani. Un’immagine forte: un Papa in mezzo al popolo di Dio, anche nel mondo digitale.
La voce della Chiesa sul digitale: Parolin e Fisichella
Il Giubileo, aperto ieri all’Auditorium di via della Conciliazione, ha visto l’intervento del cardinale Pietro Parolin, che ha ricordato:
“Fare missione digitale significa assumere il ritmo, le ferite, le domande e le ricerche di coloro che abitano lo spazio del digitale”, mettendo in guardia dalle tentazioni dell’anonimato e del protagonismo.
Ha inoltre parlato del ruolo della Santa Sede nelle attuali crisi internazionali, invocando la soluzione dei due Stati per Israele e Palestina, e una via di pace per l’Ucraina. Ha espresso anche dolore per l’attacco a una chiesa cattolica nella Repubblica Democratica del Congo.
Monsignor Rino Fisichella ha invece rivolto l’attenzione al valore dell’ascolto, invitando gli influencer a riscoprire “il silenzio come condizione per l’autentico annuncio del Vangelo”.
Articolo pubblicato originariamente su acistampa.com e riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.






