Fantasia di colori, di bandiere e di magliette. La piazza è gremita di giovani provenienti da tutto il mondo. Un turbinio di canti e volti sorridenti si fonde in un unico grande abbraccio spirituale. È iniziato così, con una Messa di accoglienza in Piazza San Pietro, il Giubileo dei Giovani, uno degli appuntamenti centrali del Giubileo 2025.
Mons. Fisichella: “Siete venuti da tutto il mondo. Il Signore non vi deluderà”
A presiedere la Celebrazione è monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, che apre rivolgendosi direttamente ai giovani con un saluto carico di affetto e responsabilità:
“A nome di Papa Leone XIV vi do il benvenuto”.
E continua:
“Grazie per avere accolto l’invito del Papa di partecipare a questo Giubileo dedicato a voi e alla speranza che ognuno porta dentro di sé. Siete venuti da tutto il mondo”.
Poi, il pensiero si estende a chi vive il dolore della guerra:
“Agli amici che provengono anche dalle zone di guerra: dall’Ucraina, dalla Palestina giunga a tutti l’abbraccio di fraternità che ci rende uniti e un corpo solo; non fate mancare loro i segni della vostra amicizia”.
Fisichella riconosce i sacrifici compiuti da molti per essere presenti a Roma:
“Il Signore non vi deluderà. Vi viene incontro e voi siate vigili per cogliere la sua presenza”.
E invita i giovani a vivere “questi giorni con gioia e spiritualità, scoprendo nuove amicizie, ma soprattutto contemplando Roma e le sue opere d’arte, espressione di una fede che ha generato tanta bellezza”.
Chiude il saluto con parole incisive:
“Siamo qui per trasmettere la fede e comprendere il grande valore che Gesù Cristo possiede nella nostra vita”.
Una liturgia vibrante e partecipata
La Messa prosegue con il Kirye, seguito dalla Prima Lettura tratta dalla Prima Lettera di Giovanni (1Gv 4,7-16). Il Salmo 33 accompagna l’assemblea:
“Gustate e vedete com’è buono il Signore”.
I versi risuonano sulla piazza come un canto di fiducia:
“Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore: i poveri ascoltino e si rallegrino”.
Il Vangelo, ancora secondo Giovanni (cap. 11), propone l’episodio della risurrezione di Lazzaro, con le parole centrali di Cristo a Marta:
“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà […]. Credi questo?”.
Gli rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”.
“La fede è incontro e libertà”: l’omelia a braccio di Fisichella
Nel silenzio attento della piazza, monsignor Fisichella offre un’omelia intensa, centrata sul tema della fede:
“Marta è il segno della fede”.
Una fede, spiega, che non è una formula, ma
“un incontro: un incontro che non stabiliamo noi”.
Riflettendo sul ritardo di Gesù nell’andare da Lazzaro, Fisichella sottolinea che
“il primo che ci viene incontro è Gesù. Ci viene incontro quando vuole, come vuole, nel tempo stabilito da Lui”.
E a noi spetta la libertà di rispondere, di “metterci in cammino verso di Lui”.
“Quando il Signore vuole incontrarci, deve trovare in noi persone vigilanti, pronte a correre verso di Lui senza esitare perché la fede è una scelta di libertà”.
Una libertà vera, continua, comporta rinuncia, ma è proprio attraverso queste rinunce che si può seguire Cristo:
“Siamo realmente liberi nel momento in cui compiamo qualche rinuncia, soprattutto quando questa rinuncia è finalizzata all’incontro con il Signore”.
La fede, aggiunge, è anche ascolto e testimonianza concreta:
“Da nessun’altra parte possiamo trovare la felicità, il senso della nostra vita, se non in Lui”.
“Dare coraggio e consolazione”: la missione del cristiano
Tornando sulla figura di Marta, Fisichella insiste che la fede “diventa azione”:
“Diventa testimonianza concreta, diventa vita”.
Cita le Beatitudini e invita i giovani a portare gioia e speranza:
“Il cristiano è impegnato nel dare coraggio, dare consolazione, dare a tutti coloro che piangono un sorriso”.
L’invito finale ai giovani: “Incontrare Cristo, per questo vi attendo”
In conclusione, l’invito forte e chiaro, rivolto ai giovani che raggiungeranno Tor Vergata:
“Incontrare Cristo, per questo vi attendo. Incontrare Cristo ed essere da Lui rinsaldati nella fede, nell’impegno di seguirlo con coerenza”
– parole tratte dall’Angelus di Papa Leone XIV.
Articolo pubblicato precedentemente su acistampa.com e riadattato per il pubblico di ewtn.it.






