Komanda (RDC) – Una nuova tragedia ha colpito la già martoriata regione dell’Ituri, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Secondo quanto riportato dalla BBC, un gruppo di miliziani delle Allied Democratic Forces (ADF) ha fatto irruzione in una chiesa nella cittadina di Komanda, aprendo il fuoco sui fedeli raccolti in preghiera e dando poi alle fiamme abitazioni e attività commerciali nelle vicinanze.
“Più di 21 persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco dentro e fuori dalla chiesa e abbiamo registrato almeno tre corpi carbonizzati e diverse case bruciate. Ma le ricerche continuano”, ha dichiarato Dieudonné Duranthabo, coordinatore della società civile locale, all’Associated Press.
Vittime tra i giovani della Crociata Eucaristica
Drammatico il bilancio fornito anche da fonti religiose. Il sacerdote Aimé Lokana Dhego, citato dall’AFP, ha dichiarato:
“Abbiamo almeno 31 morti tra i membri del movimento della Crociata Eucaristica, con sei feriti gravi. Alcuni giovani sono stati rapiti; non abbiamo notizie di loro”.
Secondo Radio Okapi, le vittime sarebbero addirittura 43, ma le stime sono ancora in aggiornamento. Alcuni dei corpi ritrovati risultano carbonizzati, segno della violenza indiscriminata dell’assalto.
Un attacco alla libertà religiosa
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso la sua ferma condanna attraverso un post sul suo account X (ex Twitter):
“Esprimo la più ferma condanna per l’attacco a una chiesa a Komanda, nella Repubblica Democratica del Congo, dove un gruppo terroristico legato all’ISIS ha ucciso oltre 40 civili.
I luoghi di culto devono sempre essere tutelati e la libertà religiosa deve essere protetta. L’Italia è vicina alle famiglie delle vittime e al popolo congolese”.
#RDC Esprimo la più ferma condanna per l’attentato a una chiesa a Komanda, nella Repubblica Democratica del Congo, dove un gruppo terrorista legato all’ISIS ha ucciso oltre 40 civili.
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) July 27, 2025
I luoghi di culto vanno sempre preservati e la libertà religiosa tutelata. L’Italia è vicina…
Chi sono le ADF: persecuzioni e terrore
Le Allied Democratic Forces, considerate uno dei gruppi più violenti dell’Africa centrale, sono nate in Uganda negli anni ’90, come movimento che denunciava presunte persecuzioni contro i musulmani. Fondatore del gruppo è Jamil Mukulu, un cristiano convertito all’Islam.
Oggi le ADF hanno trovato rifugio e base operativa oltre confine, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, dove portano avanti una campagna di terrore, colpendo cristiani, musulmani e civili in generale, e vantando legami con la galassia jihadista del cosiddetto Stato Islamico.
Come ricorda Vatican News, all’inizio del 2024 lo stesso gruppo ha compiuto un altro attentato nella parte orientale del Paese, uccidendo almeno otto persone, cinque delle quali stavano pregando, e rapendo oltre 30 civili.
Martiri della fede, nella terra del silenzio
Komanda è una delle tante città di frontiera, dove la fede cristiana si esprime nel quotidiano tra pericoli estremi, in una zona ricca di minerali contesi, dove il potere militare e politico si scontra con le speranze della popolazione civile. In questo contesto, la testimonianza dei fedeli della Crociata Eucaristica, molti dei quali bambini e adolescenti, si staglia come segno silenzioso di santità nascosta e martirio contemporaneo.
Articolo precedentemente postato su acistampa.com. È stato riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.








