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“Migranti, missionari di speranza”: il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale del Migrante 2025

Nel cuore del Giubileo, il Papa invita a vedere nei migranti testimoni di fede, dignità e speranza: “Anche dove tutto sembra perduto, portano la luce del Vangelo”
Papa Leone XIV con alcuni partecipanti all'Udienza Generale del 18 giugno 2025 | Vatican Media
Papa Leone XIV con alcuni partecipanti all'Udienza Generale del 18 giugno 2025 | Vatican Media

Città del Vaticano – È stato pubblicato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede il Messaggio di Papa Leone XIV per la 111ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR), che si celebrerà il 4 e 5 ottobre 2025, in occasione del Giubileo del Migrante e del Mondo Missionario. Il tema scelto per quest’anno è: “Migranti, missionari di speranza”.

“La 111a Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato, che il mio predecessore ha voluto far coincidere con il Giubileo dei migranti e del mondo missionario, ci offre l’occasione di riflettere sul nesso tra speranza, migrazione e missione”, scrive il Papa, ricordando Papa Francesco, che istituì la coincidenza tra GMMR e Giubileo missionario.

Un mondo segnato da guerre e crisi: “La speranza come sfida globale”

Il Papa denuncia con forza il contesto attuale, segnato da instabilità e chiusure nazionali, che mettono in pericolo la solidarietà globale.

“Il contesto mondiale attuale è tristemente segnato da guerre, violenze, ingiustizie e fenomeni metereologici estremi, che obbligano milioni di persone a lasciare la loro terra d’origine per cercare rifugio altrove…
La prospettiva di una rinnovata corsa agli armamenti e lo sviluppo di nuove armi, incluse quelle nucleari, la scarsa considerazione degli effetti nefasti della crisi climatica in corso e le profonde disuguaglianze economiche rendono sempre più impegnative le sfide del presente e del futuro.”

In questo scenario, Leone XIV invita i cristiani a riscoprire la speranza come virtù teologale che illumina il cammino dell’umanità.

“Di fronte alle teorie di devastazioni globali e scenari spaventosi, è importante che cresca nel cuore dei più il desiderio di sperare in un futuro di dignità e pace per tutti gli esseri umani. Tale futuro è parte essenziale del progetto di Dio sull’umanità e sul resto del creato.”

Migranti come testimoni del Vangelo: “Eroica testimonianza di fede”

Il Papa indica nei migranti una presenza profetica e spesso trascurata: la loro sofferenza diventa testimonianza viva di fede e speranza.

“Molti migranti, rifugiati e sfollati sono testimoni privilegiati della speranza vissuta nella quotidianità…
In un mondo oscurato da guerre e ingiustizie, anche lì dove tutto sembra perduto, i migranti e i rifugiati si ergono a messaggeri di speranza.
Il loro coraggio e la loro tenacia è testimonianza eroica di una fede che vede oltre quello che i nostri occhi possono vedere e che dona loro la forza di sfidare la morte nelle diverse rotte migratorie contemporanee.”

La Chiesa pellegrina: “I migranti ci ricordano la nostra identità in cammino”

Nella parte conclusiva del messaggio, Papa Leone XIV richiama la dimensione itinerante della Chiesa stessa, che si riflette nei cammini di migranti e rifugiati.

“I migranti e i rifugiati ricordano alla Chiesa la sua dimensione pellegrina…
In modo particolare, migranti e rifugiati cattolici possono diventare oggi missionari di speranza nei Paesi che li accolgono, portando avanti percorsi di fede nuovi lì dove il messaggio di Gesù Cristo non è ancora arrivato…
Le comunità che li accolgono possono essere una testimonianza viva di speranza, intesa come promessa di un presente e di un futuro in cui sia riconosciuta la dignità di tutti come figli di Dio.”

Il Papa chiude con un forte appello all’accoglienza reciproca, alla fraternità e alla corresponsabilità globale.

“In tal modo migranti e rifugiati sono riconosciuti come fratelli e sorelle, parte di una famiglia in cui possono esprimere i loro talenti e partecipare pienamente alla vita comunitaria.”

Un Giubileo che interpella la coscienza del mondo

Il Messaggio, firmato dal Vaticano il 25 luglio 2025, Festa di San Giacomo Apostolo, invita a guardare alla mobilità umana non come problema ma come opportunità evangelica, segno dei tempi, luogo della speranza.
Nel cuore del Giubileo del 2025, il Papa chiede che ogni cristiano si lasci interrogare da questi “missionari di speranza”.

Articolo postato precedentemente su acistampa.com. È stato riadattato per la pubblicazione su ewtn.it.

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