In una mossa che segna un’importante svolta nella regolamentazione sportiva americana, il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti (USOPC) ha annunciato che proibirà formalmente agli uomini di competere nelle competizioni femminili, in conformità con il decreto esecutivo firmato lo scorso febbraio dal presidente Donald Trump.
Il provvedimento si inserisce nel più ampio tentativo dell’amministrazione Trump di revocare le politiche transgender a livello federale, ponendo l’accento sulla tutela dello sport femminile.
“Lo sport femminile sarà solo per donne”
“Sotto la mia amministrazione difenderemo la fiera tradizione delle atlete femminili e non permetteremo che gli uomini colpiscano, feriscano e imbroglino le nostre donne e ragazze”, ha dichiarato Trump durante la firma del provvedimento. “D’ora in poi, lo sport femminile sarà solo per donne”.
In una comunicazione inviata martedì ai gruppi olimpici e alle parti interessate, l’USOPC ha confermato l’obbligo di adeguarsi alla nuova direttiva, spiegando che i suoi vertici hanno avuto “una serie di conversazioni rispettose e costruttive” con le autorità federali.
“Come organizzazione autorizzata dal governo federale, abbiamo l’obbligo di conformarci alle aspettative federali”, ha affermato l’USOPC, sottolineando l’aggiornamento delle proprie politiche per “ambienti competitivi equi e sicuri per le donne”.
Tutte le federazioni dovranno adeguarsi
Il nuovo regolamento coinvolgerà tutte le federazioni sportive nazionali olimpiche, che saranno tenute a modificare i propri statuti per riflettere il cambiamento.
Non sono mancate reazioni critiche. Il National Women’s Law Center ha definito la misura un “tentativo crudele” di escludere gli uomini che si identificano come donne dalle competizioni femminili.
Attesa una decisione della Corte Suprema
La questione è ora destinata ad approdare alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha annunciato che valuterà due casi chiave riguardanti la possibilità per gli Stati di limitare per legge la partecipazione di uomini negli sport femminili. I casi sono stati presentati da giovani che si identificano come donne contro le leggi degli Stati di Idaho e Virginia Occidentale.
La posizione della Chiesa cattolica
La leadership cattolica negli Stati Uniti ha più volte espresso sostegno a politiche che difendano l’identità biologica, anche nello sport. All’inizio dell’anno, i vescovi americani hanno elogiato gli sforzi dell’amministrazione Trump in questa direzione.
Nel 2023, Papa Francesco ha definito il transgenerismo “una delle colonizzazioni ideologiche più pericolose” del nostro tempo, in linea con il magistero della Chiesa sul rispetto dell’identità sessuata della persona umana.
Azioni legislative e richieste di giustizia sportiva
Intanto, anche diversi procuratori generali repubblicani hanno espresso apprezzamento per il provvedimento. Martedì, è stata presentata una richiesta alla NCAA (Associazione Nazionale Atletica Universitaria) per ripristinare record, titoli e premi alle atlete femminili i cui risultati sarebbero stati compromessi dalla presenza di concorrenti maschi.
“Queste campionesse hanno conquistato quei record. Si sono allenate, hanno gareggiato e hanno vinto, solo per vedersi sottratte le vittorie da atleti maschi”, ha dichiarato Andrew Bailey, procuratore generale del Missouri.
“La realtà biologica conta”, ha aggiunto, definendo la situazione “una grave ingiustizia” che “mina l’integrità dello sport femminile”.
Verso Los Angeles 2028
Il presidente Trump aveva chiarito sin dall’inizio l’intenzione di escludere gli uomini dagli sport olimpici femminili in vista dei Giochi Estivi del 2028, che si svolgeranno proprio a Los Angeles:
“Non lo permetteremo semplicemente”, ha ribadito durante la presentazione del decreto.
L’amministrazione americana ha inoltre avviato indagini su cliniche pediatriche che praticano trattamenti ormonali o chirurgici di transizione, e ha incaricato il National Institutes of Health di condurre studi sul “pentimento” tra chi ha intrapreso percorsi di transizione di genere.
Conclusione
Il dibattito sull’identità sessuale nello sport e nella società americana si fa sempre più centrale. Le implicazioni non riguardano soltanto la competizione atletica, ma anche temi educativi, etici e antropologici, su cui il mondo cristiano continua a riflettere alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa.
Tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it. L’articolo originale si trova su CNA.






