Per tre giorni, la cappella del Collegio Nostra Signora del Pilar di Madrid, gestito dai marianisti, è stata trasformata in un set promozionale per la nuova stagione della serie Wednesday (nota anche come Mercoledì Addams), prodotta da Netflix. Un’iniziativa che ha sollevato forti reazioni nel mondo cattolico, soprattutto per il contesto scelto: un luogo consacrato, dedicato al Beato Guglielmo Giuseppe Chaminade, fondatore della Compagnia di Maria.
L’evento pubblicitario, rivolto a un pubblico giovane, è stato ambientato nella cappella neogotica situata al secondo piano dell’istituto scolastico. La promozione della serie, a tema gotico-horror, recitava:
“Entra a Nevermore, dove potrai visitare il meglio dell’Accademia: sale di tortura, bambole diaboliche, la stanza di Mercoledì e un vuoto che consuma l’anima.”
Secondo quanto riportato dal sito MarketingDirecto.com, l’esperienza includeva un tour tra stanze tematizzate, un cimitero “degli Addams”, bambole inquietanti e altri elementi visivamente suggestivi. I visitatori, secondo Eventbrite, dovevano avere più di 12 anni e i minorenni essere accompagnati da adulti.
Il comunicato del collegio: «Nessun contenuto diabolico»
Di fronte allo scandalo mediatico e alla reazione di molte famiglie e fedeli, la direzione del Collegio Nostra Signora del Pilar ha diffuso un comunicato in cui chiarisce:
“La sala della cappella Chaminade è stata preparata con grande cura per l’esposizione. Il Santissimo è stato precedentemente trasferito in un luogo degno e sicuro.”
“La zona dell’altare e del presbiterio è stata trattata con il massimo rispetto, isolandola dall’area accessibile al pubblico partecipante all’evento.”
Nel tentativo di disinnescare le accuse più gravi, il collegio precisa:
“Neghiamo categoricamente che nella cappella ci sia stato qualcosa di diabolico o satanico.”
Pur riconoscendo il tono horror e grottesco della serie, il comunicato puntualizza che si tratta di «una serie di finzione, con un’ambientazione gotica, che mescola horror e commedia».
Infine, si esprime un rammarico:
“Ci dispiace che, nonostante tutte le precauzioni prese, questa situazione abbia potuto causare scandalo o disagio ad alcune persone.”
Nessuna risposta sulla questione economica
ACI Prensa – partner in lingua spagnola di EWTN News – ha chiesto ai marianisti se l’utilizzo della cappella per fini pubblicitari avesse comportato un compenso economico. La risposta della Compagnia di Maria è stata netta:
“Il comunicato di ieri contiene tutte le informazioni che il collegio intende diffondere su questo argomento. Qualora dovessero esserci nuove comunicazioni, queste saranno indirizzate in primo luogo alle famiglie degli studenti.”
Violato il protocollo dell’Arcidiocesi di Madrid
Il punto forse più critico dell’intera vicenda riguarda la mancata richiesta di autorizzazione all’Arcivescovado di Madrid per l’uso extraliturgico della cappella. Lo stesso istituto ha ammesso:
“Non eravamo a conoscenza di questa procedura e ringraziamo l’Arcivescovado per avercela fatta conoscere e per averci chiarito i dubbi.”
La diocesi, infatti, dispone da tempo di un protocollo rigoroso sull’utilizzo non liturgico dei luoghi sacri. Secondo l’Istruzione sugli usi extraliturgici delle chiese (2002), è necessario un permesso scritto dell’Ordinario, e nel caso di riprese pubblicitarie o cinematografiche, bisogna presentare copione tecnico e letterario, oltre alle date previste.
Il documento ecclesiale ricorda con forza che:
“L’uso liturgico delle chiese […] contribuisce a offrire una testimonianza autentica di ciò che la Chiesa è come Popolo di Dio, Corpo di Cristo e Tempio dello Spirito.”
Un caso che interroga la coscienza ecclesiale
L’episodio ha sollevato interrogativi non solo sull’opportunità dell’iniziativa, ma anche sul discernimento pastorale e sulla coerenza testimoniale. L’uso di spazi sacri per attività che non hanno alcun legame con la fede, anzi che si muovono su linguaggi ambigui e provocatori, rischia di compromettere la credibilità del messaggio cristiano e di scandalizzare i fedeli.
Sebbene i marianisti abbiano garantito il rispetto della cappella e l’assenza di elementi esplicitamente offensivi, resta il nodo della sacralità dello spazio e della necessità, ribadita dalla Chiesa, che ogni uso straordinario di un luogo di culto sia finalizzato a «favorire direttamente l’esercizio e la promozione della pietà e della religione».
Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’articolo originale si trova su aciprensa.com.








