Nel Regno Unito, la chiesa anglicana potrebbe esumare il cranio di San Tommaso Moro, oggi custodito a Canterbury, in vista del 500° anniversario del suo martirio. La proposta apre un interessante spiraglio di dialogo ecumenico tra anglicani e cattolici.
Possibile esumazione del cranio di San Tommaso Moro dalla cripta di Canterbury
Il cranio di San Tommaso Moro potrebbe essere esumato e conservato in occasione del 500º anniversario del suo martirio, secondo quanto riferito da una portavoce della chiesa anglicana di St. Dunstan, a Canterbury (Inghilterra), dove la reliquia è attualmente custodita.
Mentre la parrocchia avvia i primi passi di un “processo di autorizzazione”, Sue Palmer, responsabile del Consiglio Parrocchiale di St. Dunstan, ha dichiarato a Catholic News Agency (CNA) che si è aperti al dialogo con chiunque abbia a cuore la figura del santo, inclusa la Santa Sede:
“È insolito avere reliquie in una chiesa anglicana, specialmente quelle di un santo cattolico, e il consiglio parrocchiale vede in questo una possibilità di dialogo e cooperazione ecumenica”.
Una reliquia salvata dalla figlia Margaret Roper
Condannato a morte per ordine di Enrico VIII nel 1535, Tommaso Moro fu decapitato e la sua testa venne esposta sul Ponte di Londra come monito contro la disobbedienza al re. Sua figlia, Margaret Roper, riuscì però a recuperarne la testa, che fu poi sepolta con lei nella cripta della famiglia Roper nella chiesa di St. Dunstan, dove tuttora si ritiene si trovi.
Un progetto per il quincentenario del martirio
Guardando al 2035, quando ricorreranno i 500 anni dal martirio del santo, la chiesa intende valutare la possibilità di esumare e preservare la reliquia come segno del suo duraturo impatto spirituale e culturale, tanto per i cattolici quanto per gli altri cristiani nel Regno Unito e nel mondo.
In un comunicato pubblicato il 6 luglio 2025 — esattamente 490 anni dopo l’esecuzione — la parrocchia ha dichiarato:
“Il 500º anniversario della morte di Moro porterà attenzione su di noi come centro di culto, pellegrinaggio, formazione e accoglienza, poiché la testa è l’unica reliquia nota di Tommaso Moro. Il suo corpo è sepolto nella cappella di St. Peter ad Vincula, nella Torre di Londra, ma la posizione esatta non è identificabile, perciò St. Dunstan avrà un ruolo fondamentale nella commemorazione”.
Responsabilità globale e progetto di conservazione
La chiesa ha espresso la volontà di condividere la reliquia con rispetto e responsabilità:
“Non possiamo trattenerla solo per noi. Abbiamo una responsabilità, sia ecumenica che globale, verso tutti i cristiani e studiosi del mondo. Secondo quanto emerge anche dal nostro libro dei visitatori, lasciarla deteriorarsi in una cripta non è sufficiente per molti che venerano Tommaso Moro”.
Se verranno ottenute le necessarie autorizzazioni, il consiglio parrocchiale procederà all’esumazione del cranio, alla sua conservazione e, eventualmente, alla sua esposizione per la venerazione dei pellegrini.
Rispetto, consultazione e apertura ecumenica
Palmer ha tenuto a precisare che non vi è alcuna intenzione di “esporre” la reliquia come se fosse un oggetto da museo:
“La nostra chiesa non è un museo e la reliquia non è una mostra. Tutto sarà fatto con rispetto e dignità, in consultazione con esperti, archeologi, comitati diocesani, cattolici e non cattolici, e chiunque sia interessato a Tommaso Moro”.
Secondo Palmer, esistono prove solide che la testa del santo sia ancora custodita nella cripta Roper:
“In diverse aperture della cripta negli ultimi 200 anni è stata confermata la presenza della testa in un apposito nicchio. L’ultima apertura risale al 1997, quindi abbiamo prove dirette della sua presenza”.
Prossimi passi e tempi incerti
Il processo per ottenere l’autorizzazione ecclesiastica prevede consultazioni con specialisti, la stesura di una faculty application per il comitato consultivo della diocesi, e infine l’approvazione da parte del commissary general, una sorta di giudice ecclesiastico. Il risultato non è scontato.
Nel frattempo, la chiesa di St. Dunstan, aperta tutti i giorni, continua ad accogliere numerosi pellegrini individuali e gruppi che giungono per venerare San Tommaso Moro.
“Molti desiderano che la reliquia sia conservata in un reliquiario visibile, anziché sigillata in una cripta. Tuttavia, preservarla, realizzare un reliquiario e ottenere i permessi richiederà tempo”, ha concluso Palmer.
Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale si trova qui.





