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Papa Leone XIV all’Angelus da Castel Gandolfo: “Farsi ospiti per accogliere Dio e gli altri”

Dopo la Messa ad Albano, il Pontefice riflette sul significato dell’ospitalità e sulla necessità di rallentare per vivere incontri autentici. Un appello anche per la pace in Medio Oriente
Papa Leone XIV durante la preghiera dell'Angelus (@Vatican Media)
Papa Leone XIV durante la preghiera dell'Angelus (@Vatican Media)

Dopo la celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Albano, Papa Leone XIV ha fatto ritorno a Castel Gandolfo per la recita dell’Angelus domenicale in Piazza della Libertà, la seconda consecutiva da questo luogo di riposo estivo. Anche in questa occasione, come già nell’omelia del mattino, il Pontefice ha scelto di meditare sulle Letture della domenica, in particolare sull’ospitalità di Abramo e Sara e sull’incontro tra Gesù e le sorelle Marta e Maria.

“Ogni volta che accogliamo l’invito alla Cena del Signore e partecipiamo alla mensa eucaristica, è Dio stesso che ‘passa a servirci’. Eppure, il nostro Dio ha prima saputo farsi ospite, e anche oggi sta alla nostra porta e bussa”, così esordisce il Pontefice.

Partendo da una riflessione linguistica, Papa Leone XIV ha colto un aspetto singolare della lingua italiana:

“È suggestivo che nella lingua italiana l’ospite è sia chi ospita, sia chi viene ospitato. Così, in questa domenica estiva possiamo contemplare il gioco di accoglienza reciproca, fuori dal quale la nostra vita impoverisce”.

L’ospitalità, secondo il Papa, richiede virtù profonde:

“Ci vuole umiltà sia a ospitare sia a farsi ospitare. Delicatezza, attenzione, apertura”.

Marta, Maria e l’arte dell’incontro

Nella sua riflessione, il Pontefice ha poi approfondito il Vangelo, soffermandosi sulla figura di Marta, che nel brano evangelico appare affannata dai preparativi per accogliere Gesù:

“Rischia di non entrare fino in fondo nella gioia di questo scambio. È tanto presa da ciò che le tocca fare per accogliere Gesù, che rischia di rovinare un momento indimenticabile di incontro. Marta è una persona generosa, ma Dio la chiama a qualcosa di più bello della stessa generosità. La chiama a uscire da sé”.

Ed è proprio questo “uscire da sé” che può trasformare interiormente la vita:

“Fa fiorire la nostra vita”; solo l’uscire da sé ci apre “a qualcosa che ci distoglie da noi stessi e nello stesso tempo ci riempie. Nel momento in cui Marta si lamenta perché la sorella l’ha lasciata sola a servire, Maria ha come perso il senso del tempo, conquistata dalla parola di Gesù”.

Il Papa precisa che Maria non è meno concreta né meno generosa di Marta:

“Ha però colto l’occasione. Per questo Gesù riprende Marta: perché è rimasta esterna a un’intimità che anche a lei darebbe molta gioia”.

Vacanza come tempo spirituale

Papa Leone XIV ha poi ampliato il messaggio evangelico al contesto attuale, invitando i fedeli a riscoprire il senso dell’estate come tempo di rallentamento e incontro:

“Una pausa che può aiutarci a ‘rallentare’ e a diventare più simili a Maria che a Marta. A volte non ci concediamo la parte migliore. Bisogna vivere un po’ di riposo, col desiderio di imparare di più l’arte dell’ospitalità”.

E lancia un monito contro una visione consumistica delle vacanze:

“L’industria delle vacanze vuole venderci ogni genere di esperienza, ma forse non quello che cerchiamo. È gratuito, infatti, e non si può comprare ogni vero incontro: sia quello con Dio, sia quello con gli altri, sia quello con la natura. Occorre solo farsi ospiti: fare posto e anche chiederlo; accogliere e farsi accogliere”.

Un invito, dunque, a riscoprire la reciprocità e la gratuità nei rapporti:

“Abbiamo tanto da ricevere e non solo da osare”, sottolinea il Papa.

Torna infine alle figure bibliche di Abramo e Sara, simboli di una fecondità inattesa:

“Seppure anziani, si scoprirono fecondi quando accolsero con tranquillità il Signore stesso in tre viandanti. Anche per noi c’è tanta vita da accogliere ancora”.

Appello per la pace e la protezione dei civili

Al termine della preghiera mariana, Papa Leone XIV ha ricordato la Messa celebrata ad Albano – definita “un momento significativo di comunione ecclesiale” – e ha rivolto un forte appello alla comunità internazionale, commentando le notizie provenienti dal Medio Oriente.

Il suo pensiero è andato in particolare a Gaza, colpita da nuovi episodi di violenza:

“Chiedo nuovamente che si fermi subito la barbarie della guerra e che si raggiunga una risoluzione pacifica del conflitto”, ha detto con fermezza, facendo riferimento all’attacco dell’esercito israeliano contro la chiesa della Santa Famiglia di Nazaret a Gaza.

Ha ricordato le tre vittime cristiane, nominate ad una ad una, e i feriti gravi, chiedendo il rispetto del diritto umanitario:

“Chiedo alle organizzazioni internazionali di osservare i diritti umanitari e di rispettare l’obbligo di tutela dei civili, divieto di punizione collettiva”.

Un’estate di comunione prolungata

Infine, il Papa ha espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta a Castel Gandolfo, dove avrebbe dovuto concludere oggi il suo breve periodo di riposo. La Sala Stampa Vaticana ha però confermato che il soggiorno sarà prolungato fino a martedì sera, a motivo dell’alto valore spirituale e comunitario di questi giorni.

Un’estate, dunque, che per Papa Leone XIV si sta rivelando tempo di annuncio, di ascolto e di pace, vissuto all’insegna dell’ospitalità evangelica.

Articolo originariamente pubblicato su acistampa.com. È stato riadattato dal team di ewtn.it.

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Antonio Tarallo

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