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La storia delle Giornate Mondiali della Gioventù

Nata dal cuore profetico di San Giovanni Paolo II, la Giornata Mondiale della Gioventù è oggi una delle più straordinarie manifestazioni di fede giovanile nel mondo. Ma tutto è cominciato da una semplice, potente consegna: una croce di legno e una missione universale.

Una croce, un invito, una rivoluzione spirituale

Era il 1984, Anno Santo della Redenzione. San Giovanni Paolo II invitò i giovani a radunarsi a Roma per la Domenica delle Palme. Più di 300.000 risposero all’appello. Alla fine della celebrazione, il Papa affidò loro una grande croce di legno, non come un semplice simbolo, ma come mandato per il futuro: “Al termine dell’Anno Santo della Redenzione, vi affidai una grande Croce di legno invitandovi a portarla nel mondo, come segno dell’amore del Signore Gesù per l’umanità e come annuncio che solo in Cristo morto e risorto c’è salvezza e redenzione”.

Quel gesto, profondo e carico di significato, diede inizio a un cammino che avrebbe cambiato il volto della pastorale giovanile cattolica in tutto il mondo.

Una croce in cammino, un Centro per i giovani

Oggi, quella stessa croce è custodita al Centro Internazionale San Lorenzo, a pochi passi dal Vaticano. Fabiola Inzunza, volontaria presso il centro, racconta come “San Giovanni Paolo II ha voluto dare una missione ai giovani chiedendoci di prendere questa croce e di andare in tutto il mondo ad annunciare che Gesù è vivo e che solo attraverso la sua morte e resurrezione possiamo trovare salvezza e redenzione”.

Nel cuore del Centro, fondato dallo stesso Papa Wojtyła come casa spirituale per i giovani, si trova la croce originale della GMG. Fabiola ricorda che “quella croce era sull’altare principale della Basilica di San Pietro, poi è stata portata al centro e da lì è diventata la croce pellegrina della Giornata Mondiale della Gioventù… e da lì è iniziato tutto”.

I giovani nel cuore di Giovanni Paolo II

Padre Paweł Ptasznik, uno dei collaboratori più vicini al Papa polacco, spiega il legame profondo tra Giovanni Paolo II e le nuove generazioni: “Il Santo Padre, San Giovanni Paolo II, ha prestato molta attenzione ai giovani; come ha scritto lui stesso, considerava i giovani come la speranza. La speranza della Chiesa, la speranza della società, perché i giovani hanno molto potenziale, sogni e desideri, ma allo stesso tempo sono in cammino verso lo sviluppo e, se questo sviluppo procede nella giusta direzione, allora si può guardare al futuro con fiducia. Ecco perché, fin dall’inizio della sua vita sacerdotale, ha dedicato molta attenzione ai giovani”.

Non era solo un interesse pedagogico, ma una scelta pastorale decisiva, che portò alla nascita ufficiale della GMG nel 1986, dopo l’enorme successo degli incontri del 1984 e del 1985, anno internazionale della gioventù indetto dalle Nazioni Unite.

Da Buenos Aires a Lisbona: un cammino globale

La prima GMG internazionale si tenne nel 1987 a Buenos Aires. Da quel momento, l’iniziativa si diffuse in tutti i continenti, divenendo un evento spirituale e culturale senza precedenti. Padre Ptasznik racconta con entusiasmo: “Si è sviluppato in modo tale che il Santo Padre ha iniziato anche a visitare altri continenti per offrire incontri simili ai giovani, ad esempio in America o in Asia, e sono stati eventi meravigliosi. Ho avuto l’opportunità di partecipare a molti di questi. È stata davvero una grande esperienza per tutti”.

San Giovanni Paolo II partecipò a tutte le GMG del suo pontificato, fino a quella di Toronto nel 2002. Dopo la sua morte, i successori hanno continuato la sua eredità con fedeltà e creatività. Papa Benedetto XVI portò la Croce a Colonia, Sydney e Madrid; Papa Francesco l’ha condotta a Rio de Janeiro, Cracovia, Panama e, nel 2023, a Lisbona.

Un futuro con Cristo: verso Seoul 2027

Durante la Messa di chiusura della GMG di Lisbona, Papa Francesco ha annunciato la prossima tappa: Seoul, Corea del Sud, nel 2027. Sarà la prima Giornata Mondiale della Gioventù nell’Asia orientale da oltre trent’anni, e anche la prima presieduta da Papa Leone XIV.

Con questo nuovo capitolo, prosegue la missione originaria voluta da Giovanni Paolo II: portare la Croce, portare Cristo, portare speranza ovunque nel mondo ci sia più bisogno di luce e di vita.

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Zofia Czubak EWTN Journalist

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