Nel cuore della Baviera, a pochi passi dalla casa natale di Joseph Ratzinger, teologi e fedeli si sono riuniti per riflettere sul significato del sacro e sul cammino verso la santità, alla luce dell’eredità spirituale e teologica di Papa Benedetto XVI. Un forum intenso, tra preghiera, studio e devozione mariana.
Un forum di fede e riflessione ad Altötting
Dal 2 al 6 luglio, nella cittadina bavarese di Altötting — il più importante santuario mariano della Germania — si è tenuto il “Forum Benedetto XVI”, un simposio teologico che ha riunito esperti, pastori e giovani per riflettere sul tema della santità. Una scelta non casuale: Altötting è un luogo molto caro a Papa Benedetto, profondamente legato alla Madonna delle Grazie qui venerata.
Il tema di quest’anno, come ha spiegato Monsignor Markus Graulich, sottosegretario del Dicastero per i Testi Legislativi, è stato “il sacro e la santità: la sacralità nella Scrittura, il sacro nell’Antico e nel Nuovo Testamento, il sacro nella vita umana, la verità e così via”. Ha aggiunto con soddisfazione che “sembra che il forum si sia affermato. Ci sono molti più partecipanti dell’ultima volta”.
La teologia di Benedetto: una sorgente viva
Tra i relatori, il cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha voluto sottolineare il valore attuale del pensiero di Joseph Ratzinger. Secondo Koch, “il ‘Forum Benedetto XVI’ si propone di discutere le questioni fondamentali della fede. E la teologia di Papa Benedetto è una fonte meravigliosa da cui attingere e trovare risposte profonde alle domande che molti credenti hanno oggi. È un’eredità preziosa che vogliamo preservare”.
Un’eredità viva anche tra i più giovani. Come ha spiegato il professor Ralph Weimann della Fundatio Christiana Virtus, “molti giovani sono venuti al Benedict Forum quest’anno. Si sentono attratti perché si rendono conto: ne ho bisogno, fa bene alla mia anima, perché anche del mio spirito devo prendermi cura. E la teologia di Papa Benedetto offre un vero nutrimento in questo senso”.
Una santità alla portata di tutti
Il messaggio che emerge con chiarezza è che la santità non è riservata a pochi. Lo ha ribadito il cardinale Koch, ricordando che “Benedetto ha sempre sottolineato che la chiamata alla santità non è elitaria ma è egualitaria. Ogni cristiano è chiamato a seguire il cammino della santità”.
A testimoniarlo anche Monsignor Rudolf Voderholzer della diocesi di Ratisbona, che ha definito l’insegnamento del Papa emerito come “fresco e anche senza tempo. Continuerà ad avere un impatto attraverso la sua teologia, i suoi scritti e i suoi insegnamenti. A molte persone ha portato grande chiarezza e gioia nella fede. E continuerà a farlo anche in futuro”.
Il professor Andreas Wollbold, teologo pastorale dell’Università di Monaco, ha sottolineato la semplicità interiore di Ratzinger: “Nonostante fosse un teologo così importante, rimase molto semplice nel cuore e anche saggio. Questo è un grande esempio da seguire”.
La domenica, la pazienza e la forza spirituale
Durante il forum è emerso anche il volto più umano di Papa Benedetto. Suor Christine Felder, che fu sua governante, ha raccontato che “era una persona amante della domenica. Mantenere la domenica santa e sacra era molto importante per lui. Direi che nella famiglia Ratzinger c’era tutta una cultura della domenica, che lui ha mantenuto anche da papa”.
Padre Hermann Geissler, suo collaboratore fin dai tempi in cui era cardinale, ha testimoniato: “Non l’ho mai visto davvero arrabbiato o alzare la voce, ma l’ho visto determinato. Soprattutto quando si trattava di questioni di fede e si rendeva conto che gli altri non capivano che era un tema importante. O quando si accorgeva che la fede dei cosiddetti ‘semplici’ non veniva presa sul serio o che queste persone venivano in qualche modo sviate. Questo lo feriva profondamente, ne soffriva molto. Ma allo stesso tempo aveva una pazienza enorme”.
Con Maria, verso la santità concreta
Il forum si è concluso con un pellegrinaggio serale al santuario mariano insieme al cardinale Koch, tra preghiere e canti. Al termine di cinque giorni intensi, l’obiettivo dell’incontro è stato quello di offrire indicazioni semplici e concrete per un’autentica vita cristiana.
Monsignor Graulich ha ricordato tre pilastri fondamentali: “Vivere la fede nella vita di tutti i giorni, avere un buon direttore spirituale e nutrirsi a sufficienza”. Il cardinale Koch ha esortato i presenti a “vivere il vostro battesimo con coerenza, perché attraverso il battesimo siamo diventati partecipi della santità di Gesù Cristo e siamo chiamati a vivere come santi. Con il battesimo riceviamo l’attributo di essere santi. Ma coloro che sono chiamati santi devono anche essere in grado di vivere una vita santa e di seguire il cammino di Gesù Cristo. Perché con Gesù Cristo riconosciamo chi è Dio. E Dio è il Santo per eccellenza. Quando viviamo in relazione con Lui, questo si ripercuote su di noi”.
Profondo anche il richiamo alla Vergine Maria, espresso da Ralph Weimann: “Non dobbiamo dimenticare sua madre, Maria, la Madre di Dio, che ha un posto speciale qui ad Altötting e che è il modello stesso, l’archetipo di ogni santità. Tra tutte le creature, lei era la più santa. Per questo le affidiamo il nostro simposio. Anche Papa Benedetto aveva un profondo legame con lei, soprattutto qui ad Altötting. Il cammino verso la santità può passare anche attraverso Maria”.
E proprio in questo senso si è espresso padre Wollbold, concludendo che “la via più semplice è quella di tutti i santi: ‘Sia fatta la tua volontà!’. Questo significa che Dio ha un piano personale per me. Certo, i comandamenti e così via sono chiari. Ma quello che mi chiede — e questo spesso include le circostanze della vita, anche le croci che devo portare — è di accettarle attraverso la preghiera e poi riconoscere che dietro c’è il piano di Dio, anche se spesso non lo capisco. Questo è il cammino verso la santità”.






