Per la prima volta nella storia moderna, il nunzio apostolico nel Regno Unito ha celebrato la Messa nella cattedrale anglicana più celebre d’Inghilterra.
Lunedì 7 luglio, in occasione della festa della Traslazione di San Tommaso Becket, l’arcivescovo Miguel Maury Buendía, nunzio apostolico a Londra, ha presieduto il santo sacrificio dell’Eucaristia nella Cattedrale di Canterbury. Erano presenti centinaia di fedeli, tra cui anche la squadra di cricket del Vaticano, in pellegrinaggio nel Regno Unito.
Durante l’omelia, l’arcivescovo Maury Buendía ha ricordato il senso profondo di questo gesto, legandolo al cammino del Giubileo 2025:
«Questa Messa di pellegrinaggio si svolge nel contesto dell’anno giubilare. Sottolinea la vita cristiana come cammino spirituale, attraversando le prove e le gioie della vita con una speranza ancorata in Cristo. Essendo venuti oggi come pellegrini, facciamo molto più che onorare un personaggio storico.»
Richiamandosi all’eredità viva del martire inglese, ha aggiunto:
«Le vetrate che ci circondano illustrano i molti miracoli attribuiti a San Tommaso nel periodo medievale. Questa dovrebbe essere una storia viva, ancora oggi. Il nostro mondo, ora come allora, ha bisogno di speranza. In questo anno giubilare veniamo come ‘pellegrini di speranza’, per lasciarci ispirare dalla santità di San Tommaso e dalla sua coraggiosa testimonianza a Cristo e alla sua Chiesa.»
Come previsto dalle pratiche giubilari, i fedeli hanno potuto ricevere anche l’indulgenza plenaria.
Un gesto ecumenico carico di storia
Pur essendo tradizione che la parrocchia cattolica di San Tommaso di Canterbury celebri la Messa in cattedrale il 7 luglio di ogni anno, questa è la prima volta che a presiederla è stato il nunzio apostolico, segno di un legame che attraversa secoli di storia cristiana in Inghilterra.
San Tommaso Becket fu arcivescovo di Canterbury dal 1162 fino al martirio nel 1170, ucciso per la sua difesa appassionata della Chiesa contro le ingerenze del potere regio. Pochi anni dopo, Papa Alessandro III lo canonizzò. Nel 1220 il suo corpo fu traslato, cioè trasferito, dalla cripta della cattedrale al grande santuario dietro l’altare, alla presenza – si ritiene – di un legato pontificio. La cripta e il santuario furono distrutti da Enrico VIII nel 1538, nel tentativo di cancellare la devozione a Becket durante la Riforma.
La voce di chi è tornato “a casa”
A sottolineare la portata simbolica dell’evento, padre David Palmer, sacerdote dell’Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham (ed ex anglicano), ha condiviso la sua riflessione in una corrispondenza con CNA – partner in lingua inglese di EWTN News:
«La Cattedrale di Canterbury è spesso definita la casa dell’anglicanesimo, la chiesa madre della Comunione Anglicana. Questo oscura il fatto che è anche (e originariamente) la chiesa madre del cattolicesimo in Inghilterra. La sede di Sant’Agostino di Canterbury, primo arcivescovo di Canterbury, inviato da Papa Gregorio per portare la fede cattolica (romana) agli ‘Angli’.»
E conclude con uno sguardo personale:
«Per noi che abbiamo compiuto il cammino dall’anglicanesimo di ritorno a Roma, questo è un evento di particolare significato e gioia.»
Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. Il testo originale si trova su CNA.






