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Zelensky da Leone XIV a Castel Gandolfo: nuovo appello alla pace

Tra i temi dell'incontro: la pace in Ucraina e il dolore del Papa per le vittime del conflitto
Papa Leone XIV ha accolto il premier ucraino, Volodymyr Zelens'kyj, a Castel Gandolfo, il 9 luglio 2025 | Vatican Media
Papa Leone XIV ha accolto il premier ucraino, Volodymyr Zelens'kyj, a Castel Gandolfo, il 9 luglio 2025 | Vatican Media

CASTEL GANDOLFO, 9 luglio 2025 – Dopo la prima telefonata del 12 maggio e l’incontro in Vaticano del 18 maggio, Papa Leone XIV e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si sono incontrati di nuovo oggi a Castel Gandolfo. L’occasione è la Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina in programma a Roma il 10 e 11 luglio: Zelensky ha voluto fare tappa a Villa Barberini per ribadire, insieme al Pontefice, la speranza di negoziati di pace.

Una stretta di mano e un invito al dialogo

Il colloquio privato è durato circa trenta minuti. Un breve video diffuso mostra una stretta di mano tra Leone XIV e Zelensky: il Papa, premurandosi che il presidente ucraino comprendesse l’inglese, ha aperto la conversazione con un semplice “How are the things going?”, segno di un tono diretto e cordiale.

La Sala Stampa vaticana ha riferito che durante l’incontro “si è ribadita l’importanza del dialogo come via privilegiata per porre fine alle ostilità. Il Santo Padre ha espresso dolore per le vittime e rinnovato la propria preghiera e vicinanza al popolo ucraino, incoraggiando ogni sforzo volto alla liberazione dei prigionieri e alla ricerca di soluzioni condivise”.
Anche questa volta, Leone XIV ha confermato la disponibilità vaticana ad accogliere in Vaticano i rappresentanti di Russia e Ucraina per eventuali negoziati.

L’appello di Zelensky: “I nostri bambini devono tornare”

Non è stato reso noto alcun bilaterale con la Segreteria di Stato vaticana per ora, ma parlando con i giornalisti all’uscita, Zelensky ha ribadito la gratitudine per il sostegno spirituale e pratico della Santa Sede: “l’aiuto con le preghiere, e non solo, anche per riavere i nostri bambini, rubati dalla Russia durante questa guerra, affinché tornino dai loro parenti in Ucraina”.
Il presidente ucraino ha definito la questione dei minori deportati “molto importante, ne abbiamo parlato” e ha aggiunto: “Naturalmente, vogliamo che questa guerra finisca, e contiamo molto sul Vaticano, che possa aiutarci con un luogo di incontro ad alto livello per finire questa guerra”.

Un gesto fuori dall’ordinario

Ricevere un Capo di Stato a Castel Gandolfo, durante il periodo di riposo estivo, non è consueto, ma la gravità del momento e l’occasione della Conferenza sulla Ricostruzione giustificano l’eccezione. Non va dimenticato che fin dall’inizio del pontificato, Leone XIV ha lanciato forti appelli per l’Ucraina: nel suo primo Regina Coeli, parlò di una pace “giusta e duratura”, mentre solo pochi giorni fa, incontrando i pellegrini greco-cattolici ucraini per il loro Giubileo, ha definito la guerra “insensata”.

Un passaggio particolarmente significativo è arrivato lo scorso 26 giugno, di fronte ai membri della Riunione Opere di Aiuto alle Chiese Orientali: “Oggi la violenza bellica sembra abbattersi sui territori dell’Oriente cristiano con una veemenza diabolica mai vista prima”, ha denunciato Leone XIV.

Una proposta finora respinta da Mosca

Già nei mesi scorsi il Papa aveva dichiarato la disponibilità del Vaticano ad ospitare colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Un’offerta però respinta da Mosca: il ministro degli Esteri Sergej Lavrov aveva definito “poco elegante” trattare in Vaticano, cuore della cattolicità, quando uno dei Paesi coinvolti — la Russia — si riconosce profondamente nella propria identità ortodossa.

Nel frattempo, Leone XIV ha continuato a sostenere l’impegno umanitario: ha confermato l’incarico al Cardinale Matteo Zuppi di favorire il ritorno dei bambini ucraini deportati, missione che ha portato alla creazione di un meccanismo di scambio.

Il Sinodo greco-cattolico ucraino a Roma

Intanto, proprio in questi giorni, il Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina si tiene a Roma. Domani, 9 luglio, alle 19, i vescovi saranno ricevuti a Palazzo Chigi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, dal Ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e dal Ministro della Salute Orazio Schillaci.

Un comunicato di Palazzo Chigi sottolinea come la presenza dell’Arcivescovo Maggiore Sviatoslav Shevchuk e di tutti i vescovi greco-cattolici “assuma particolare rilevanza” nel contesto della ricostruzione, confermando l’impegno dell’Italia non solo per la ricostruzione materiale, ma anche per quella spirituale e comunitaria.

All’incontro parteciperanno anche Tiziano Onesti, presidente della Fondazione e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l’architetto Stefano Boeri e Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI. “Un segno — precisa Palazzo Chigi — dell’approccio multidisciplinare con cui l’Italia intende sostenere la rinascita dell’Ucraina”.

Un cammino difficile, ma aperto

Dall’inizio della guerra, la diplomazia vaticana non ha mai smesso di tessere contatti a tutti i livelli. L’incontro di Castel Gandolfo segna un passo ulteriore: un segnale che la Santa Sede non rinuncia a offrire se stessa come ponte di pace, anche quando la speranza sembra più fragile.

Articolo precedentemente pubblicato su acistampa.com. È stato riadattato dal team di ewtn.it.

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Andrea Gagliarducci

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