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Dinosauri e Genesi: cosa rispondere ai nostri figli?

Non possiamo conoscere tutti i modi in cui Dio crea, ma possiamo divertirci a imparare la scienza alla luce della fede
Uno scheletro di un dinosauro | Foto di Pixabay / Pexels
Uno scheletro di un dinosauro | Foto di Pixabay / Pexels

Supponiamo che tu catechizzi adeguatamente i tuoi figli e insegni loro tutto su Adamo ed Eva, il Giardino dell’Eden e il peccato originale. Supponiamo che ti sieda sul divano una domenica sera, legga la Bibbia con loro e spieghi come Dio ha creato tutte le piante e gli animali.

Il lunedì mattina, a scuola, i bambini imparano dei fossili e dei dinosauri. Non è un argomento tabù: ai bambini piacciono tantissimo i dinosauri! Così, inevitabilmente, arriva la domanda: «Mamma, i dinosauri vissero prima o dopo Adamo ed Eva?»

Apri la bocca, ma resti senza parole. In quella semplice domanda si nasconde un groviglio. Se rispondi che i dinosauri vissero prima di Adamo ed Eva, i tuoi figli capiranno che i primi capitoli della Genesi non vanno letti solo alla lettera. Se, invece, dici che vissero dopo, dovrai spiegare come mai neghi l’evoluzione… e non è un compito facile.

Quando i bambini ti chiederanno: «Mamma, anche la Resurrezione è una storia inventata?» ti mancherà il respiro. Intanto suona il campanello: ringrazi Dio per aver mandato un vicino a salvarti!

Non fermatevi al creazionismo ingenuo

I miei figli mi hanno fatto questa domanda. Ho preparato la mia risposta. Prima di tutto: non insegnate ai bambini il creazionismo della terra giovane. A mio avviso, è un fallimento educativo. Fa credere che un gruppo ristretto di autoproclamati “esperti” abbia l’unica vera autorità in campo scientifico e teologico. È un circolo pericoloso.

Il creazionismo della terra giovane, alla lunga, rischia di creare confusione o addirittura un rifiuto della fede, man mano che i ragazzi studiano la biologia in autonomia. Non è nemmeno utile insegnare la “teoria della controversia” in modo sterile. (E, per completezza, non insegnate nemmeno ai bambini a diventare eretici modernisti!)

Immergersi nel mistero, non nel panico

Invece, insegnate loro ad affrontare le grandi domande come opportunità per scoprire la bellezza del mistero. Non tutte le questioni hanno risposte facili o definitive: va bene così! Aiutate i vostri figli a pensare in modo sistematico, a mettere insieme conoscenze diverse come pezzi di un puzzle. La fede non ha paura della scienza.

Cosa insegna la Chiesa sulla morte e i dinosauri?

Questa spiegazione si fonda su Fundamentals of Catholic Dogma di Ludwig Ott e su Le fonti del dogma cattolico di Henry Denzinger. In Romani 5,12, San Paolo scrive: «Per mezzo di un solo uomo il peccato entrò nel mondo e, con il peccato, la morte, e così la morte passò a tutti gli uomini, perché tutti peccarono».

Il Concilio di Trento insegna che Adamo perse la santità originaria, e con essa il dono dell’immortalità corporale: «incorse, per l’offesa di quella trasgressione, nell’ira e indignazione di Dio e, di conseguenza, nella morte con cui Dio lo aveva minacciato».

Quelle parole — «di conseguenza la morte… Dio… lo aveva minacciato» — sono fondamentali, come lo è la distinzione di «tutti gli uomini». La morte entrò nel mondo umano, non animale. La morte è naturale per gli animali: Dio non concesse loro l’immortalità soprannaturale, né libero arbitrio. Per l’uomo, invece, la grazia trasformava la morte naturale in vita eterna. Il peccato distrusse questa possibilità.

Cristo, senza peccato originale, vinse la morte per tutti gli uomini; la Vergine Maria, anch’ella senza peccato, fu assunta in cielo. Gli altri animali, incluso il Tirannosauro Rex, morirono perché la morte era la loro condizione naturale.

“Letterale” non significa “semplice”

Ma come si distingue ciò che è reale da ciò che è letterale? Dei Verbum di Papa Paolo VI ricorda: «Dio parla nella Sacra Scrittura per mezzo di uomini e alla maniera umana» (12). Bisogna studiare ciò che Dio comunica, considerando le forme letterarie e i contesti. Anche i biblisti più fondamentalisti non interpretano ogni frase della Genesi alla lettera.

Genesi 3,6-7, per esempio, dice: «Prese del frutto e ne mangiò; ne diede anche a suo marito, che ne mangiò anch’egli. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due». Non significa che il peccato abbia spostato quattro palpebre! San Giovanni Paolo II spiega come il peccato originale ha influenzato la percezione mentale, le relazioni e la vergogna.

Cosa dice la Pontificia Commissione Biblica?

Già nel 1909 la Pontificia Commissione Biblica dichiarava:

  • I primi tre capitoli della Genesi contengono narrazioni di eventi reali, non miti o semplici allegorie.
  • Per i fatti fondamentali della fede, si deve mantenere il senso storico letterale: la creazione di tutte le cose da parte di Dio, la creazione speciale dell’uomo.
  • Non è necessario interpretare ogni parola alla lettera.
  • L’autore sacro non intendeva offrire un resoconto scientifico, ma comunicare la verità nella lingua e cultura del tempo.
  • La parola “giorno” può significare un intervallo di tempo, non per forza 24 ore.

In altre parole: la Genesi è vera, ma non è un manuale di paleontologia.

Cosa dire ai nostri figli?

Dite loro: “I dinosauri vissero prima di Adamo ed Eva. Vi hanno insegnato come Dio creò piante e animali prima dell’uomo e della donna? Bene! La storia è molto più grande. Gli scienziati scoprono fossili, tassonomia, genetica: è bellissimo esplorare come Dio ha disegnato la natura!”

Non possiamo conoscere tutti i modi in cui Dio opera: pretendere di sapere tutto è orgoglio. Possiamo, però, studiare la scienza con meraviglia e rimanere saldi nella fede.

E preparatevi: i vostri figli chiederanno anche: “Adamo ed Eva erano Homo ergaster, Homo erectus, Neanderthal o Cro-Magnon? E da dove venivano i loro nipoti?”

Queste domande sono inevitabili. E questi bambini, domani, saranno la Chiesa.

Tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it. L’originale si trova sul National Catholic Register.

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