Nel centenario della morte di Pier Giorgio Frassati, avvenuta questa settimana, migliaia di fedeli si sono radunati nel Duomo di Torino per pregare sulla tomba del giovane carismatico che sarà proclamato santo il prossimo settembre.
I tre giorni di celebrazioni, ribattezzati “Frassati Days”, hanno attirato pellegrini dagli Stati Uniti, Polonia e Svizzera in Piemonte, la terra dove Frassati visse e lasciò un’eredità indelebile di fede, servizio e speranza.
Un giovane popolare in tutto il mondo
Durante la Messa del centenario, il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino, ha sottolineato la popolarità di Frassati:
“I 100 anni hanno reso Frassati un giovane popolare. Non solo a Torino, non solo in Piemonte, non solo in Italia, ma in tutto il mondo”.
Il porporato lo ha definito “un autentico testimone di Cristo e del Dio eterno” e “un leader naturale” capace di ispirare chiunque gli stesse accanto.

Dopo la Messa, il Duomo è rimasto aperto fino a tarda notte per l’adorazione eucaristica. Giovani e famiglie hanno pregato in silenzio sulla tomba di colui che San Giovanni Paolo II definì “l’Uomo delle Beatitudini”.
Un’eredità di fede vissuta tra città e montagna
Nato a Torino nel 1901, Pier Giorgio proveniva da una famiglia di spicco: il padre fu fondatore de La Stampa e diplomatico. Eppure, il giovane seppe coniugare studio, impegno politico e servizio agli ultimi, entrando nel Terz’Ordine Domenicano, scalando le cime alpine e portando cibo e medicine nei quartieri poveri.
Morì a soli 24 anni di poliomielite, il 4 luglio 1925, probabilmente contratta da uno dei malati che assisteva.
Una famiglia che custodisce la memoria
Nei primi banchi del Duomo, per la solenne celebrazione, sedeva Giovanna Gilardini, nipote novantatreenne di Frassati:
“È mio zio”, ha raccontato. “Mia madre [Luciana] ci parlava spesso di Pier Giorgio.”
Ha ricordato con emozione l’apertura della bara durante il processo di beatificazione:
“L’ho visto”, ha detto. “Era intatto, perfettamente intatto.”
Il corpo di Frassati fu infatti trovato incorrotto, segno di santità secondo la tradizione cattolica. “Pier Giorgio mi aiuta tanto [dal cielo] in continuazione”, ha aggiunto.

Dietro di lei, il pronipote Pier Giorgio Gilardini, quattordicenne, ha condiviso la sua ispirazione: “Portare il suo nome mi fa sentire di dover essere buono. Mi ispira.”
Tra Pollone e Torino, luoghi di santità
Le diocesi di Torino e Biella hanno collaborato per i Frassati Days, celebrando il legame di Pier Giorgio con la montagna. Se a Torino trascorreva gran parte dell’anno, le estati le passava dai nonni a Pollone, paese alpino dove pregava e scalava.
Giovedì sera una Messa vigiliare è stata celebrata nel giardino di Villa Ametis, casa di famiglia a Pollone, dal vescovo Roberto Farinella di Biella, che ha definito l’anniversario come una festa di “nascita in cielo”.
Sotto un’imponente sequoia piantata dal nonno — la stessa su cui Pier Giorgio si arrampicava — don Luca Bertarelli, parroco di Pollone, ha ricordato:
“Qui tutto ci parla di Pier Giorgio. La casa, il cortile, la sequoia che scalava, la sua piccozza, questi candelabri che erano nella sua stanza per l’ultima Comunione, il Viatico prima della morte.”

E ha aggiunto: “Ma ciò che ci parla di più sono i pellegrini… ho visto anche qualche lacrima scendere dai loro occhi per la vita santa di Pier Giorgio. Pier Giorgio è davvero il santo per l’oggi.”
Fede viva tra i giovani
Dopo la Messa a Pollone, l’adorazione eucaristica è proseguita sotto le stelle, con brani delle lettere di Frassati letti fino a tarda notte. Cedric e Vincent Ebiner, fratelli svizzeri, hanno raccontato di aver scalato il Monte Mucrone percorrendo il sentiero Poggio Frassati:
“I santi sono persone come le altre — più li conosci, più ti avvicini a loro, quindi visitare i luoghi dove hanno vissuto ti avvicina ancora di più… È un vero uomo.”

A Torino, i giovani hanno preso parte al “Frassatour”, visitando i luoghi significativi della sua vita: dalla Chiesa di San Domenico, dove nacque la sua vocazione come laico domenicano, al Santuario della Consolata, meta della sua devozione mariana.
Paolo Reineri, autore di un libro per bambini su Frassati, ha spiegato: “È un amico che può stare con loro e ispirarli… È un esempio perché trovava sempre tempo per fare tanto bene — e per Dio.”
Un santo per l’Anno Giubilare
La canonizzazione di Pier Giorgio Frassati, insieme al beato Carlo Acutis, avverrà il 7 settembre, i primi nuovi santi proclamati da Papa Leone XIV.

Germana Moro, presidente dell’Associazione Pier Giorgio Frassati di Torino, ha ricordato il ruolo decisivo della sorella Luciana: “Fu grazie all’immenso lavoro di Luciana… che il processo di beatificazione del fratello fu riaperto.”
E ha aggiunto: “Pier Giorgio ci insegna che senza una costante unione profonda con il Santissimo Sacramento… non sopravviveremo.”
Anche Christine Wohar, presidente di Frassati USA, ha sottolineato la Provvidenza di questo momento:
“Non possiamo migliorare i piani di Dio… È significativo che accada in un anno giubilare, perché anche quando morì Pier Giorgio era un anno giubilare, nel 1925. E quanto è appropriato che sia un anno dedicato alla speranza — perché i devoti di Frassati hanno sperato e pregato a lungo per poter mettere ‘santo’ davanti al suo nome.”
Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’originale si trova su CNA.







