Con l’arrivo dell’estate, molte persone si concedono una vacanza, un periodo di riposo lontano dalla routine quotidiana, che è anche un’opportunità unica per riconnettersi con la propria fede.
Un vescovo, una madre e un sacerdote hanno condiviso alcuni consigli tratti dalle loro esperienze per “santificare le vacanze” ed evangelizzare anche nei luoghi di villeggiatura.
1. Prendersi del tempo per connettersi con Dio
In un’intervista ad ACI Prensa, partner di EWTN News in lingua spagnola, il vescovo di Matamoros-Reynosa in Messico, Eugenio Lira, ha sottolineato che l’estate è un tempo di riposo per “ricrearci”, cioè “rinnovarci completamente”.
Il presule ha così consigliato di “dedicare tempo alla preghiera e alla contemplazione” per “connettersi” con Dio e “vedere meglio i grandi doni che ci offre”, essendo consapevoli “di essere amati incondizionatamente e infinitamente”.
In questo contesto, il vescovo messicano ha invitato i fedeli a dare valore e a essere consapevoli che “dobbiamo prenderci cura della nostra vita in modo responsabile”. Ha anche suggerito di dedicare tempo alla lettura di buoni libri, “dialogare con la famiglia e gli amici e fare qualcosa per gli altri, come evangelizzare, partecipare a viaggi missionari, visitare malati, carcerati, case di riposo o residenze per anziani”.
Lira ha perfino incoraggiato a usare i social media per “condividere un messaggio evangelico che trasmetta fede, amore e speranza. Possiamo sempre fare qualcosa per migliorare e aiutare a rendere migliore la vita degli altri”.
2. Rafforzare i legami familiari
Leticia Sánchez de León vive a Roma con il marito e i suoi quattro figli. Sebbene abbia studiato legge a Madrid, dal 2016 lavora nella comunicazione strategica. Attualmente tiene un blog sulla comunicazione familiare e l’educazione e modera corsi di accompagnamento per famiglie.

Sánchez de León ha condiviso diversi suggerimenti per “vivere un’estate cristiana, sana, gioiosa, generosa con gli altri, in cui Dio si trovi nei piccoli dettagli e in cui tutti i membri della famiglia possano ricaricarsi per tornare alla routine quotidiana a settembre”.
Per la madre, mettendo in pratica queste piccole cose, “approfondiremo cosa significa che la famiglia sia una chiesa domestica in mezzo alla società del nostro tempo, da cui l’individuo può partire per costruire un’umanità più giusta, più accogliente, più pacifica, più conviviale e più profondamente umana”.
Come primo consiglio, ha suggerito di rafforzare i legami familiari e riscoprire l’“armonia” tra i membri: “Durante le vacanze abbiamo più tempo per relazionarci faccia a faccia con il coniuge e i figli, per ascoltarli più da vicino”.
A tal fine, Sánchez de León ha sottolineato quanto possa essere utile “pregare per loro prima dell’inizio delle vacanze”. Ha anche invitato i coniugi a mantenere una buona comunicazione e l’armonia tra loro, poiché “in vacanza spesso ci si innervosisce”.
Ha inoltre incoraggiato a godere di programmi familiari semplici: “Questi ricordi resteranno ben impressi nei loro cuori e, domani, ciò che ricorderanno di cosa significhi essere famiglia saranno quei momenti condivisi, in cui tutti avevano voce, tutti potevano scegliere e tutti facevano qualcosa per gli altri”.
3. Insegnare distacco e generosità
Sánchez de León ha osservato che a volte abbiamo un’“idea distorta della vacanza”. Ha quindi ricordato che la vacanza è un tempo “per trasmettere alcuni valori che durante l’anno facciamo fatica a comunicare, per mancanza di tempo libero”.
In questo senso, ha messo in risalto due valori familiari: distacco e generosità. Sebbene in vacanza “regole e orari si rilassino”, ha suggerito ai genitori di dire “di no” di tanto in tanto, affinché i figli apprezzino di più le cose. “Le virtù del distacco e dell’austerità non sono molto di moda oggi e per questo attirano molta attenzione quando si vedono negli altri”, ha osservato.
“Nelle famiglie,” ha aggiunto, “tutti devono collaborare, assegnando sempre piccoli compiti adeguati all’età e aiutandoli se vediamo che non ce la fanno o hanno bisogno di una spinta: buttare la spazzatura, svuotare la lavastoviglie, apparecchiare la tavola, annaffiare le piante, svuotare la borsa del mare, stendere i costumi, ecc.”
4. Fare vacanza ma con Dio
Tutte queste idee, ha chiarito Sánchez de León, “nascono davvero dall’intenzione di vivere la vacanza con un senso cristiano”, poiché “tutto è profondamente connesso con la nostra vita con Dio”.
“Come possiamo dare senso alle vacanze, ai progetti, ai momenti di relazione, se siamo distratti dal significato ultimo della nostra vita? Come possiamo portare Gesù agli altri in vacanza se non lo abbiamo dentro di noi e nella nostra casa estiva, tra gli asciugamani da spiaggia e i sacchetti di patatine?” ha chiesto.
“Anche Dio vuole stare con noi in estate. Vuole che ci divertiamo e vuole vederci divertirci con Lui. Dio vuole stare nei nostri programmi familiari e nelle gocce di gelato sulle magliette dei nostri figli; possiamo condividere tutto con Lui”, ha sottolineato.
Per riuscirci, ha consigliato di “non dimenticare le piccole pratiche spirituali o devozionali” che si seguono durante l’anno, come recitare il Rosario, leggere qualche libro spirituale, l’Angelus a mezzogiorno o dire la preghiera prima dei pasti.
“Mettendo in pratica queste cose, eleviamo la nostra anima a Dio e possiamo ringraziarlo per ciò che stiamo ricevendo quest’estate. La vacanza è anche una grande opportunità per pregare più serenamente, immergersi nella lettura e approfondire la relazione con Dio”, ha affermato.
Infine, la madre di quattro figli ha osservato che “se manteniamo questa armonia, saremo anche più capaci di guardare meglio gli altri, aiutarli, servirli, superare gli attriti e avere più pazienza. Mettere Dio nella nostra vita quotidiana ci aiuterà a vivere un’estate più cristiana che ci darà riposo e riempirà profondamente la nostra anima. Staremo anche creando ricordi indimenticabili su cui continuare a costruire negli anni a venire”.
5. Predicare con l’esempio
Don Héctor Razo, sacerdote messicano dell’Opus Dei, ha sottolineato in una conversazione con ACI Prensa che l’evangelizzazione durante le vacanze “può avvenire attraverso la propria vita e l’esempio di una vita vissuta in unione con Gesù”.
“A volte noi cristiani possiamo pensare che cambiare il mondo in cui viviamo — un mondo sempre più secolarizzato — sia un’impresa che richiederebbe anni, forse secoli, mentre in realtà non è così,” ha spiegato.
Ha così invitato i fedeli a riflettere sui primi cristiani: “Avevano tutto contro, eppure riuscirono a convertire un’intera società dal paganesimo al cristianesimo. Come fecero? Con il loro esempio, perché appartenevano a Cristo e quella persona aveva cambiato i loro cuori”.
A questo proposito ha ricordato san Josemaría Escrivá, “il santo che predicava la chiamata universale alla santità attraverso la vita ordinaria”, riassumendola in una frase: Conosci Gesù Cristo, fallo conoscere, portalo ovunque. Cioè, “essere così innamorati di Cristo che diventi naturale parlare di Lui a chi ci sta intorno”.
Per riuscirci, ha incoraggiato i cattolici a “vivere la propria fede ovunque siamo, senza vergogna. Se diciamo la preghiera a tavola a casa, dovremmo farlo anche in vacanza con amici e parenti”.
“Insegnate ai vostri figli che Dio merita un posto anche durante le vacanze, andando a Messa la domenica e magari un altro giorno in settimana. Recitando il Rosario in famiglia un paio di volte a settimana, con l’intenzione di pregare per qualcosa di speciale e coinvolgendo tutti in quella preghiera: facendo guidare a ciascun figlio un mistero,” ha suggerito don Razo.
Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’articolo originale si trova su aciprensa.com.








